5 parole guida per il tuo business

L’ispirazione nelle parole.

Quando lavoro con le mie consulenze dedicate al posizionamento di brand amo immergermi in ogni spicchio del nostro viaggio. Però, il primo incontro è sempre quello da batticuore. Un po’ perché come tutte le prime volte è emozionante vedersi, sentire la voce dell’altro, conoscersi attraverso i gesti e un po’ perché quel primo passo parla di visione, di missione, di concetti importanti, profondi, intimi.

Sono concetti universali per l’uomo eppure, proprio per questo motivo, spesso li diamo per scontati. Così, anziché parlarti di come lavorare con la tua parola dell’anno, ho pensato di proporti una riflessione su 5 parole che trovo siano essenziali per chi ha un business. 5 parole che sono state spesso polarizzate, snaturate, piegate a vantaggio delle parti. Tu, perché la tua visione sia ancora più forte e limpida, puoi giocare con loro e scoprire quale significato prezioso hanno per te, non solo nel business: ma in ogni aspetto della tua vita.

 

Ambizione

C’è solo da «girare intorno», questo significa etimologicamente ambizione, per guardare bene cosa vogliamo – e soprattutto per riconoscere cosa non vogliamo.
L’ambizione è consapevolezza.
Dello stato dell’arte, e del nostro esistere. Il suo contrario è vivere del tutto dimentichi – eremiti vigliacchi sulla vetta dell’iceberg che non vogliono vedere le cose per come stanno. Tanto meno fare qualcosa di buono.
No, ciò che è danneggiato non si ripara da solo. La bruttezza non diventa per magia bellezza.
Serve qualcuno che alzi la mano e la testa, ambizioso e fiero.
– Andrea Marco longo

La parola “ambizione” ha assunto un’accezione negativa nel corso della storia, perdendo traccia della magnificenza di ciò che è: il segnale di una scelta, di un’azione, di un moto di evoluzione verso la versione migliore di noi stesse. Per me “ambizione” è un motore a fare sempre meglio, è fissare degli obiettivi e poi raggiungerli. Significa godermi il viaggio verso ogni meta con il desiderio di imparare dagli errori e dalle vittorie, con quel godimento sottile nel vedere alzare il livello di difficoltà e di aspirazioni. È come quando fissi un obiettivo di fatturato per un anno e lo raggiungi in 6 mesi, come è accaduto a me nel 2020: l’ambizione ti porta a desiderare e non si tratta della parabola di Icaro, ma di avere la possibilità di nutrire la propria visione con nuovi stimoli e una nuova energia.

 

Successo

Successo è una parola dal significato generico. Si parla di “professionisti di successo” parafrasando uno standard dettato dalla società. Essere influencer, avere un’esposizione e una riconoscibilità mediatica, di avere un grande impatto sulle decisioni di chi ci sta accanto. Per me il successo è tutta una questione di come mi sento, di come vivo. Successo è avere un lavoro che amo e che mi permette di portare nel mondo la mia visione, il mio modo di vivere l’ecosistema digitale. Successo è svegliarmi ogni mattina orgogliosa di ciò che sto mettendo in circolo, avere una vita sostenibile e vissuta nel pieno rispetto dei miei ritmi con le colazioni lente al mattino, le passeggiate in Brughiera con Argo, l’organizzazione giornaliera in cui trovano il giusto spazio il lavoro e la vita privata in una perfetta armonia di intenti.

Non è un riconoscimento dell’esterno, ma qualcosa che nasce dal di dentro: essere chi siamo nati per essere. E nient’altro.

 

Libertà

Libertà è una delle leve più forti quando si sceglie la libera professione. Libertà è stabilire gli orari di lavoro e rispettarli, scegliere con chi lavorare e quali progetti rifiutare. È raccontarsi a modo proprio, scegliere di schierarsi e di mostrare la propria visione e un metodo lavorativo unico. Libertà è un’organizzazione fluida che mi fa assecondare i miei ritmi, che mi lascia spazio per i progetti personali, la vita privata, la creatività. Che mi fa scegliere: chi votare, cosa acquistare e da chi, con chi fare formazione, da chi farmi ispirare e chi seguire sui social media, cosa leggere e dove andare a mangiare con le amiche, quale musica ascoltare e quali film vedere, quale strada scegliere e come muovermi, come vestirmi e come comportarmi.

Abbiamo un potere immenso: quello delle parole.
Lottiamo, ognuna a modo proprio, per trasformare ogni “voglio essere libere da” in “sono libera di”.
Che è tutta un’altra storia.

 

Valori

Sono sempre stata una ragazzina idealista, non ho mai capito perché. Se per le influenze Sessantottine della mia professoressa di lettere o perché, di base, la giustizia è un valore troppo grande per essere ignorato anche quando hai sedici anni. In quel periodo facevo quello che potevo per resistere. Manifestavo quando c’erano cause in cui credevo, evitavo gli scioperi per la mancanza di carta igienica nei bagni facendo lezione in biblioteca. Ero rappresentate di classe per tutelare i miei compagni. In quegli anni volevo manifestare al G8 a Genova – grazie al mio insegnante di inglese, l’unico che mi abbia fatto amare la materia -, volevo diventare un’inviata di guerra come Oriana Fallaci e mostrare al mondo quello che accadeva realmente fuori dai nostri confini mentre noi ce ne stavamo qui, a guardare la guerra in Ex Jugoslavia alla TV con indolenza. Non ho fatto nessuna di queste due cose, ma quel senso di giustizia e uguaglianza non mi ha mai abbandonata. Ed è anche un po’ quello che c’è sotto la scorza del mio lavoro: la giustizia e il senso di responsabilità nella costruzione di una società migliore.
E i social network, il marketing e la comunicazione, cosa c’entrano?
C’entrano, perché sono il mezzo più potente che abbiamo a disposizione per toccare quante più vite possibili con i nostri ideali dimostrando che esiste sempre un’alternativa e fare sentire la nostra voce senza gridare.

 

Abbondanza e prosperità

Abbondanza è un modo di essere, di sentirsi parte del tutto, in perfetta armonia e connessione con ciò che ci circonda. Prosperità è stupirsi nella bellezza, nel trovare ogni giorno almeno tre motivi di cui essere grata della mia vita. Prima di dire “voglio attrarre abbondanza” dobbiamo ricordarci di essere abbondanza. Per me essere abbondanza è riconnettermi al mio nucleo con la pratica spirituale, sentirmi parte di una trama universale, è donare prima di ricevere, è gentilezza, è positività, è la bellezza dell’arte che si posa ovunque. Abbondanza è anche imparare a lasciare andare – situazioni, emozioni, persone, cose, modi di pensare – con la leggerezza degli alberi in autunno che si spogliano senza vergognarsi, ma eleganti e leggeri nella propria nudità.

 

Ora che hai letto le mie interpretazioni e cosa significano per me queste parole, ti lascio al silenzio del tuo studio con il tuo prezioso quaderno alla mano e ti chiedo di riflettere su questi concetti universali per dargli la tua impronta. Ti aspetto sul gruppo Facebook per nuove dosi di ispirazione per te e il tuo business.

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