La Prosivendola

Prosivendola per scelta, Scrittrice per necessità.
Nerd quanto basta per sopravvivere a un’apocalisse zombie o a una serata in compagnia di Sheldon Cooper, scrivo storie del fantastico (al) femminile.
Più che un caso letterario, un caso clinico.
Scrivo di gente che ama (tanto), che odia con altrettanta forza e che in genere muore (male). Quando si salva, ha grosse difficoltà con la vita.
Scrivo dal tramonto all’alba in uno Studio in Blu sotto la supervisione di due gatti Guardiani.

Da Stephen King ho imparato che il fantastico può permetterti di raccontare la realtà con l’aiuto di qualche effetto speciale.
Da Chuck Palhaniuk che utilizzare le parole giuste è come avere sempre un ultimo colpo in canna da sparare.
Da Marion Zimmer Bradley che le donne possono essere indiscusse protagoniste della propria esistenza. Perché non tutte hanno bisogno di essere salvate.
Da Haruki Murakami che a fare grande una storia sono i personaggi che ci muovi dentro e quello che ci costruisci attorno.

Alessia Savi

Al casino dei Boschi di Carrega., residenza estiva di Maria Luigia.

Figlia degli Anni Ottanta, nata nell’anno in cui Tony Montana si prese il mondo e tutto quello che c’era dentro. Sono cresciuta a pane, marmellata e cartoni giapponesi. Da Lady Oscar all’implacabile stuolo di Maghette, ho capito che le donne, in fondo, potevano davvero fare ciò che desideravano. Irritata dai Santi d’Atena per la mancanza di personaggi femminili credibili e al contempo innamorata persa dei suoi protagonisti maschili, mi appassionai alla mitologia sin dall’età in cui i bambini, in genere, leggono Topolino. Io, per non sembrare troppo strana ma pur sempre alla ricerca di donne protagoniste, iniziai a leggere il defunto Minnie & Co.

Mentre le mie amichette sognavano una vita da Barbie, io sognavo una vita da Jo March.

Hela & Loki, i Guardiani.

Appassionata di genere fantastico e horror, odio il fantasy classico e amo in modo viscerale le contaminazioni di genere. Così, scrivo le storie che ho sempre desiderato leggere.

Vivo a Parma con due gatti Guardiani, Loki ed Hela, ed esercito la mia attività di Prosivendola in uno Studio in Blu.

13 LIBRI PER UNA VITA

  1. Jane Austen, Pride and Prejudice
  2. Louise M. Alcott, Piccole donne
  3. Eraldo Baldini, Nevicava Sangue
  4. Richard Backman, Ossessione
  5. Haruki Murakami , Tokyo Blues Norwegian Wood
  6. Kazuo Ishiguro, Non lasciarmi
  7. Cormac McCarthy, La Strada
  8. Emily Bronte, Cime Tempestose
  9. Stephen King, Carrie
  10. Marion Zimmer Bradley, La Torcia
  11. Chuck Palahniuk, Diary
  12. Jeffrey Eugenides, Le vergini suicide
  13. J. D. Salinger, Il giovane Holden

UN ALTRO PAIO DI COSE

Certosa di Val Serena

Certosa di Val Serena, il “mio” posto

Amo i libri, la mitologia e l’esoterismo, la storia raccontata da chi l’ha vissuta davvero, le giornate di pioggia e l’odore dell’asfalto bagnato, gli abbracci improvvisi e le risate sguaiate, qualsiasi cosa sufficientemente nerd da destare la mia attenzione, la pizza e il gelato alla crema, viaggiare con l’anima e non solo con il corpo, i collezionisti che, quando gli parli, hanno lo sguardo che s’illumina, il profumo dei tigli che preannuncia l’arrivo dell’estate e le foglie gialle d’autunno. Adoro gustarmi colazioni silenziose sul terrazzo di casa, camminare con il naso all’insù e andare a sbattere contro perfetti sconosciuti. Amo i nuovi media, la contaminazione dei linguaggi, questa rete che sembra impazzita e le connessioni che si creano tra gli individui. Ho un debole per le persone intelligenti, ironiche e curiose. Ah, ovviamente dimenticavo la cosa più importante: scrivere in religioso silenzio e per lo più dal tramonto all’alba. Che scrivere, è un po’ come respirare: non puoi più farne a meno.

I SOGNI SONO OBIETTIVI

Sogno di diventare un’autrice di quelle che ti lasciano senza fiato, che scrivono libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Voglio aiutare un sacco di persone a scrivere quella storia che hanno nel cassetto da una vita ma non hanno il coraggio di tirare fuori. O solo a scrivere, a ben pensarci. E farsi leggere.

Sogno di vivere in una casa immersa nel verde, con un portico sotto il quale lasciarmi trascinare via dalle parole, proprio come Jo March.

Ma ancora non avevo capito quanto fosse pazza e abituata a sognare;
e che non avrebbe reclamato la realtà, ma piuttosto dato la realtà in pasto ai suoi sogni,
elfo diabolico che alimenta il suo filatoio con i pettini del mondo per potersi creare la tela del suo universo personale.

 

– da “Intervista con il vampiro”, A. Rice