Bilancio di mezza estate

Di idee vecchie e progetti futuri.

Finisce sempre così, con la morte, prima però c’è stata la vita, nascosta sotto i bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto nella coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo, bla bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque che questo romanzo abbia inizio.

In fondo è solo un trucco, si è solo un trucco.”

La grande bellezza è la storia di un sacco di storie.
Proprio come un romanzo.
E forse, per dare vita a un blog che parla di scrittura e lettura, si inizia proprio da quel punto. Dall’ultima pagina che è la prima. Da quel trucco da prestigiatore sul palco impolverato di un teatro ormai abbandonato. Da una pagina bianca, da una pagina piena di appunti che devono — in qualche modo — prendere vita. Nel momento in cui batti i primi colpi, in cui tiri la prima riga, ha inizio una nuova avventura.

L’ha detto anche Stephen King, che il passo più difficile è quello che facciamo prima di iniziare, prima di buttarci di sotto, a occhi chiusi, e lasciarci cadere.

Perché fermarsi a leggere di me?

Perché racconto delle mie storie. Di come nascono. Di quelle riflessioni e di quei dubbi che attanagliano chiunque. Di quel cattivo che deve essere solo cattivo, senza redenzione. Di quella bambina trovata in fondo al pozzo. Di quel gatto che racconta storie strane a Montmartre e si fa guerra con uno stormo di corvi agguerriti. Di quella volta in cui spensero la luna. E poi parlo anche di lettura, serie tv e film (ma solo un po’, con qualche digressione stilistica e di caratterizzazione), perché chi non legge non può scrivere. Sarebbe come chiedere a un cieco di dipingere: non riuscirà mai a vedere ciò che ha creato. E poi ci sono quelli che sanno scrivere, ma non sanno raccontare, e parlerò anche di loro.

Parlo anche di me, della mia storia, a sprazzi e durante i cambi di stagione, che per me è un po’ come fare il cambio armadio.

Perché le parole sono come una seconda pelle che ricopre le nostre ossa.

Scrittura: dove eravamo rimasti

Quest’anno è finita che Perduti è ancora fermo alla prima revisione con una mole di idee e cose da sistemare che rendono sempre più fitta la scaletta della seconda revisione. Speravo di pubblicare a settembre ma, visto che siamo a giugno, dubito di potercela fare. Mai disperare, ho intenzione di dedicarmi anima e corpo a Perduti non appena avrò sistemato altre cose più impellenti (leggasi: questioni di vita da non scribacchina). Restano in fase di scrittura un paio di romanzi e una novelette, ma non avrebbe senso iniziare a scrivere finché Perduti giace nel limbo dei romanzi dimenticati. Se penso che Verso le Luci del Nord lo ripresi in mano nel 2014 e lo pubblicai nel 2016, ho buone possibilità di credere che Perduti abbia un po’ di margine di tempo, sebbene abbia finito la sua prima stesura nel 2015, con il NaNoWriMo.

Ho voglia di scrivere. Scrivere un romanzo vero, fatto e finito. Mentirei se dicessi che questo periodo di pseudo-inattività non è sofferto. Come dicevo all’inizio, ho riflettuto, e ho capito che scrivere, per me, equivale a essere dannatamente felice. Felice anche se ho scritto poche righe per un articolo del blog. Felice se ho scritto quindici righe per un’amica da mettere sul suo sito. Dannatamente felice quando, a ogni consegna della sceneggiatura del videogame, gli sviluppatori sono entusiasti di ciò che ho creato.
Scrivere mi fa sentire completa e no, non ho intenzione di smettere, ma di avere più tempo di qualità per farlo. Al meglio delle mie possibilità, con le idee che si affacciano alla mia mente e reclamano attenzione. Le supplico di aspettarmi, di mettersi buone e pazienti e darò voce a tutte. Non so se resisteranno, ma spero di sì.

E vorrei essere sempre così felice, quando mi siedo alla scrivania, perché quel momento di sacra creazione è fuoco e fiamma viva, è qualcosa che arde e si muove e non si spegne, è un’energia concreta che mi porto dietro sino a sera.

Il blog: le novità

In breve, anzi brevissimo.

  • Ho intenzione di incrementare la pubblicazione dei post tecnici, anche solo attraverso la newsletter. Sto leggendo meno narrativa e studiando moltissimo di tecnica, social media marketing e chi più ne ha più ne metta. Mi sembra giusto condividere il mio piccolo bagaglio di sapere ed esperienze.
  • Ho eliminato la rubrica mensile del “Cosa ho letto/visto/fatto”. Non è andata come previsto, per cui è stata prontamente silurata.
  • Nella pagina Sei nuovo? trovate una lista dei macro argomenti del blog. A breve inserirò degli articoli ragionati in maniera più ordinata, una sorta di site maps del sito fatta dalla sottoscritta.
  • Fiori d’acciaio è disponibile solo per gli iscritti alla newsletter. A breve invierò il file a chi è già iscritto. Agli altri, arriverà al momento dell’iscrizione, unitamente ad Appuntamento con la paura.
  • Judy si sta occupando del logo: appena sarà pronto, lo metteremo online.
  • Ho modificato la grafica per renderla omogenea, riconoscibile e più leggera, sia a livello visivo che di grandezza dei file. La lentezza del sito e le immagini erano i due elementi preponderanti di criticità del sito.
  • Ho migliorato l’usability. Mi fate sapere come vi sembra la nuova navigazione?
  • Ho riscritto la biografia (ci tenevo la leggeste, ecco).

Il resto lo potete vedere con i vostri occhi: cosa ne pensate?

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