Come affrontare il crollo della reach di Facebook

La mia (nuova) strategia di comunicazione

Enrica Crivello ha spiegato in maniera eccelsa cosa sta accadendo su Facebook: il crollo della reach organica delle pagine. Prima di ciò, la mia intenzione era quella di gestire due pagine Facebook: una per la mia attività di autrice e una per la mia attività di consulente di comunicazione.

Con le pagine Facebook diventate praticamente inesistenti nei feed degli utenti, sono ritornata all’idea di un’unica pagina da curare in modo migliore, con contenuti di qualità e ideati in esclusiva per questo canale social.

Più in generale, ho deciso di ridurre l’utilizzo dei social per scopo personale (di questo vi parlerò nei prossimi giorni, complice una riflessione a cui mi ha condotta la mia amica Emma Frignani) che, per me, si traduce in un’enorme perdita di tempo e dispendio di energie del tutto inutile.

Nella mia strategia di comunicazione saranno presenti due soli social network: Instagram e Facebook, concentrandomi sulle potenzialità del primo dopo aver seguito il corso di styling fotografico condotto da Giulia “Giui” Russo.

Cosa significa il crollo della reach organica delle pagine Facebook

Le nostre pagine Facebook non compariranno più nei feed degli utenti, ma in una minuscola casellina a lato del menù navigabile da desktop.

In una parola: diventeranno inesistenti. 

Correre ai ripari a fronte di una novità come quella di Facebook significa sfruttare e ampliare al massimo l’utilizzo dei propri canali di comunicazione personali: sito web e blog.

Una delle cose di cui abbiamo la certezza da tempo, è l’importanza di avere un luogo online in cui coccolare il proprio pubblico, accoglierlo, fargli sentire che è parte integrante di qualcosa e che, quel qualcosa, può essergli anche utile. Il luogo adibito, a seconda dei casi e delle strategie scelte, è stato individuato come uno o più profilo sui social o il proprio sito.

Adesso questa libertà di scelta mi sembra alquanto limitata. 

La gestione di un blog comporta continuità, investimenti in termini di tempo e denaro, fatica, un piano editoriale raffinato in funzione dei propri obiettivi di business.  Anziché averne uno aggiornato una volta al mese è meglio non averlo, dicevamo, ma oggi è indispensabile fare i conti con la nostra quotidianità social, appesa al filo dei profitti dei proprietari delle piattaforme utilizzate.

Se l’algoritmo tradisce il pubblico dei liberi professionisti e dei piccoli business, il nostro investimento va dirottato altrove.

I business che funzionano hanno sempre un piano B: sono le riserve di utile accantonate a copertura dei propri crediti insoluti; sono gli acquisti di immobili e attrezzature per patrimonializzare l’azienda. Nel nostro caso, si tratta di concentrare i nostri sforzi su qualcosa i cui risultati dipendano solo dal nostro lavoro.

Facebook è uno strumento di analisi del target eccellente: i dati statistici forniti sono i migliori di tutto il panorama social e, in termini di ritorno economico, continua a essere il social dalle prestazioni migliori. Tuttavia, per chi ha sempre utilizzato Facebook come unica piattaforma di cura del cliente, deve fare i conti con la propria scomparsa dal feed dei suoi fedelissimi, a cui correre ai ripari con una gestione eccellente del proprio sito web, affiancato a un blog aziendale.

Affrontare il crollo della reach (si può)

La notizia del crollo della reach organica delle pagine non è stata, per me, un grosso trauma, sebbene avessi pensato di sfruttare Facebook come mio canale social primario.

Ecco quindi come indirizzerò la mia strategia di comunicazione nei prossimi mesi.

  • Intensificherò l’attività sul blog come avevo già preventivato. Più contenuti, più pubblicazioni, più rubriche. Mi occupo di contenuti, devo dare loro il giusto peso.
  • Varierò il più possibile le tipologie di contenuto. Non mi limiterò ai soli contenuti testuali: più visual, più ebook gratuiti, più content upgrade e utilities per i lettori (in questo articolo di Riccardo Esposito potete leggere qualcosa di più sui contenuti lead magnet).
  • Lavorerò per offrire agli iscritti della newsletter upgrade utili con tempistiche ristrette per la crescita del proprio business, sia in termini di comunicazione che di gestione strategica (vi dice niente la parola business model?).
  • Invierò agli iscritti alla newsletter anche gli aggiornamenti del blog: questo mi permetterà di ampliare il pubblico di lettori.
  • Mi rimetterò in pista e scriverò guest post per altri blog, per uscire dalla cerchia dei miei lettori abituali e farmi conoscere.
  • Lavorerò sul posizionamento del mio sito sui motori di ricerca.
  • Non abbandonerò Facebook, ma ho scelto di intensificare l’attività di comunicazione sui miei canali, lasciando a Facebook un ruolo di secondo piano o, comunque, non fondamentale all’interno della mia strategia di comunicazione. Perché? Perché saranno i contenuti di qualità e un buon lavoro di SEO e copywriting a fare la differenza.
  • Valuterò Facebook come strumento primario per la mia strategia solo dopo aver studiato con attenzione l’evoluzione di questo social.

Voi come affronterete questo problema?

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There are 2 comments on this post
  1. Dicembre 06, 2017, 12:02 pm

    Credo nel blog. Mi impegno ad offrire contenuti utili, cercando di variare. Sto scoprendo le enormi potenzialità della newsletter e sto cercando di produrre risorse gratuite come infografiche e guide.

    Per quanto riguarda Facebook ho notato anche io un calo, soprattutto quando condivido i post del blog.

  2. Dicembre 13, 2017, 6:05 pm

    I contenuti di qualità resteranno sempre l’arma migliore: un buon lavoro in newsletter paga sempre.
    Sì, Facebook sta avendo un calo notevole: sto facendo alcuni esperimenti ed effettivamente contenuti che prima apprezzava ora sembra non abbiano più lo stesso successo. Da provare con le ADS per vedere che accade.

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