Come affrontare il crollo della reach di Facebook

La mia (nuova) strategia di comunicazione

L’algoritmo di Facebook è cambiato: i nostri post sono visti da pochissime persone, a meno che non decidiamo di pubblicare a pagamento. Ne vale la pena? Sì, ma oggi vorrei concentrarmi sull’importanza delle piattaforme proprietarie, di quei canali che nessuno può toglierti per nulla al mondo e che per un business sono fondamentali.

Io ho deciso di eliminare l’utilizzo dei social per scopo personale (di questo vi parlerò nei prossimi giorni, complice una riflessione a cui mi ha condotta la mia amica Emma Frignani) che, per me, si traduce in un’enorme perdita di tempo e dispendio di energie del tutto inutile.

Nella mia strategia di comunicazione saranno presenti due soli social network: Instagram e Facebook, concentrandomi sulle potenzialità del primo dopo aver seguito il corso di styling fotografico condotto da Giulia “Giui” Russo.

Cosa significa il crollo della reach organica delle pagine Facebook

Le nostre pagine Facebook non compariranno più nei feed degli utenti, ma in una minuscola casellina a lato del menù navigabile da desktop.

In una parola: diventeranno inesistenti. 

Correre ai ripari a fronte di una novità come quella di Facebook significa sfruttare e ampliare al massimo l’utilizzo dei propri canali di comunicazione personali: sito web e blog.

Una delle cose di cui abbiamo la certezza da tempo, è l’importanza di avere un luogo online in cui coccolare il proprio pubblico, accoglierlo, fargli sentire che è parte integrante di qualcosa e che, quel qualcosa, può essergli anche utile. Il luogo adibito, a seconda dei casi e delle strategie scelte, è stato individuato come uno o più profilo sui social o il proprio sito.

Adesso questa libertà di scelta sembra alquanto limitata, ma se questo cambiamento fosse per noi un’opportunità?

La gestione di un blog comporta continuità, investimenti in termini di tempo e denaro, fatica, un piano editoriale raffinato in funzione dei propri obiettivi di business.  Anziché averne uno aggiornato una volta al mese è meglio non averlo, dicevamo, ma oggi è indispensabile fare i conti con la nostra quotidianità social, appesa al filo dei profitti dei proprietari delle piattaforme utilizzate.

I business che funzionano hanno sempre un piano B: sono le riserve di utile accantonate a copertura dei propri crediti insoluti; sono gli acquisti di immobili e attrezzature per patrimonializzare l’azienda. Nel nostro caso, si tratta di concentrare i nostri sforzi su qualcosa i cui risultati dipendano solo dal nostro lavoro.

Facebook è uno strumento di analisi del target eccellente: i dati statistici forniti sono i migliori di tutto il panorama social e, in termini di ritorno economico, continua a essere il social dalle prestazioni migliori. Tuttavia, per chi ha sempre utilizzato Facebook come unica piattaforma di cura del cliente, deve fare i conti con la propria scomparsa dal feed dei suoi fedelissimi, a cui correre ai ripari con una gestione eccellente del proprio sito web,  affiancato a un blog.

Affrontare il crollo della reach (si può)

La notizia del crollo della reach organica delle pagine non è stata, per me, un grosso trauma, sebbene avessi pensato di sfruttare Facebook come mio canale social primario.

Ecco quindi come indirizzerò la mia strategia di comunicazione nei prossimi mesi.

  • L’attività sul blog sarà più corposa, con blog post a cadenza settimanale ma più lunghi e articolati.
  • Varierò il più possibile le tipologie di contenuto sui miei canali di comunicazione. Non mi limiterò ai soli contenuti testuali: più visual, più ebook gratuiti, più content upgrade e utilities per i lettori (in questo articolo di Riccardo Esposito potete leggere qualcosa di più sui contenuti lead magnet).
  • Lavorerò per offrire agli iscritti della newsletter upgrade utili per la crescita del proprio business, sia in termini di comunicazione che di gestione strategica (vi dice niente la parola business model?).
  • Scriverò guest post per altri blog, per uscire dalla cerchia dei miei lettori abituali e farmi conoscere.
  • Lavorerò sul posizionamento del mio sito sui motori di ricerca.
  • Non abbandonerò Facebook, sul quale ho scelto di aprire un gruppo Facebook in cui ho deciso di nutrite la mia community con contenuti esclusivi per migliorare la propria comunicazione online.
  • Valuterò Facebook come strumento primario per la mia strategia solo dopo aver studiato con attenzione l’evoluzione di questo social e, sopratutto, un modo efficace per impostare campagne Adsense low budget per piccoli business.

Voi come affronterete questo problema?

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