Come funziona Google: la Google Dance

Come influisce la Google Dance sui risultati delle nostre ricerche.

Oggi voglio raccontarti un po’ di storia della rete e, in particolare, di Google, il motore di ricerca più utilizzato in Italia. Le statistiche ci confermano che il 98% degli utenti del nostro Paese utilizza Google per trovare risposte alle proprie domande e questo ci fa capire quanto sia importante riuscire a conquistare una posizione all’interno dei risultati di ricerca.

Google nasce nel 1998 e, per chi naviga online, è una rivoluzione.  Da quando è stato messo online, Google rilascia circa 600 aggiornamenti all’anno per migliorare i risultati di ricerca proposti agli utenti. Se quello che sto per dirti può sembrare noioso, conoscere l’evoluzione di Google ti permette di capire i cambiamenti nelle classifiche e di traffico organico al tuo sito web per migliorarne l’ottimizzazione.

Google rende pubblici solo gli aggiornamenti degli algoritmi che influiscono in modo significativo sui risultati di ricerca. È facile, in concomitanza agli aggiornamenti, vedere un calo di traffico al proprio sito web, pagine ben posizionate che spariscono dai risultati di ricerca e penalizzazioni di vario genere. Questi cambiamenti continui all’interno di Google vengono chiamati Google Dance.

2003: è l’anno dei link di qualità

Nel 2003 Boston, il primo aggiornamento di Google, dà rilevanza alla qualità dei link in ingresso da altri siti. Il 2003 è un anno di continui aggiornamenti: Cassandra, Dominic, Esmeralda e Fritz Update.

Cassandra scova i siti di un unico proprietario con una rete di scambio link tra un sito e l’altro; Dominic, Emeralda e Fritz migliorano la valutazione dei link in ingresso, verificano contenuti spam o nascosti (per esempio pagine pubblicate ma non visibili piene zeppe di parole chiave per posizionare il sito).

Florida mette fine a queste pratiche per un’era di siti in cui, il posizionamento delle parole chiave, devi sudartelo con i contenuti.

2004: è l’anno della semantica

Nel 2004, Austin ripulisce il web dai siti che utilizzano tecniche definite black hat SEO, atte a posizionare il sito con pagine piene di parole chiave, di link etc. con azioni che non guardano alla qualità dei contenuti ma alla creazione di pagine spam che tentano di fregare Google.

Brandy fa capolino nello stesso anno e introduce il concetto di sinonimo: nei risultati di ricerca, ora, compaiono non solo le parole chiave secche, ma anche risultati che utilizzano sinonimi della ricerca effettuata dall’utente. Brandy aumenta anche l’importanza degli Anchor Text, ovvero il testo di un articolo a cui viene linkata un’altra pagina interna, o esterna, al sito.

2005: è (ancora) un anno di pulizie

Nel 2005 in casa Google arriva Allegra, che prosegue il lavoro di Brandy e continua la sua lotta ai link spam. Viene introdotto l’attributo nofollow ai link, in modo che i motori di ricerca possano impedire di seguire il link in oggetto. Bourbon lavora – e penalizza – i testi duplicati e Jagger inizia a controllare la qualità dei link, penalizzando gli scambi e gli acquisti di link tra siti.
Google Local introduce le mappe di Google e le integra al Local Business Center. Le imprese locali beneficiano di questo upgrade in termini di visibilità.

2007: è l’anno dei multimedia

Google non si accontenta. Nel 2007 Universal Search integra nei risultati immagini e video. Cambia così in modo radicale la struttura della SERP.

Il 2007 è l’anno della stabilizzazione dei precedenti algoritmi e arriva Buffy.

2008: è l’anno dei suggerimenti

Nel 2008 arriva Suggest, un aggiornamento che suggerisce le parole di ricerca nel box di Google.

2009: è l’anno dei grandi brand

Vince introduce l’importanza delle parole chiave brandizzate, offrendo ai grandi brand la possibilità di figurare tra i primi risultati di ricerca con facilità.

Viene pubblicato il Real Time Search, integrando nei risultati di ricerca contenuti provenienti dai social network (Google news e Twitter) e, più in generale, contenuti in tempo reale.

2010: è l’anno dei social

Viene integrato Google Place per le attività locali mentre May Day sgancia la propria bomba penalizzando i siti poveri di contenuti.

Caffeine ribalta i risultati di ricerca: più del 50% dei risultati cambia radicalmente a causa dell’introduzione delle notizie in tempo reale all’interno dei risultati di ricerca.
I segnali dai social network diventano fattori di posizionamento per i siti web.

2011: è l’anno dei contenuti

Panda colpisce i contenuti di bassa qualità, siti con molta pubblicità, lotta ancora contro il crescente aumento di spam e valorizza i contenuti di qualità. Chiude l’anno Freshness, che favorisce – nei risultati di ricerca – i contenuti più recenti.

2012: è l’anno del local

Venice continua la lotta ai siti con troppa pubblicità e valorizza i risultati organici locali. In casa Google arriva Penguin, che penalizza tutti i siti con strategie di black hat SEO. Viene introdotto il Knowledge Graph, che mette in evidenza contenuti, immagini e fatti rilevanti di un sito web.

2013: è l’anno del web semantico

Nel 2013 Panda – giunto al suo 25° aggiornamento – viene integrato in modo definitivo nell’algoritmo di Google. Viene rilasciato un aggiornamento che premia i contenuti evergreen e molto lunghi.

Hummingbird entra in casa Google e introduce il web semantico. Via libera nelle ricerche alle domande degli utenti, ai contenuti di qualità, ai siti con aggiornamenti costanti. È il momento in cui il web cambia e in cui Google capisce che non bastano le parole chiave: occorre prevedere l’intento di ricerca degli utenti.

Google Panda valuta la qualità dei contenuti di un sito web; Google Penguin valuta le attività di ottimizzazione off-site, ovvero la qualità dei link provenienti da altri siti. Google Hummingbird, invece, dà peso al significato delle parole utilizzate, con un’analisi semantica delle ricerche.

Questi tre algoritmi sono stati i più significativi per Google.

2014: è l’anno della sicurezza

Pigeon cambia i risultati locali nelle ricerche e Google inizia a preferire siti sicuri, che utilizzano protocollo HTTPS e certificato SSL. A metà del 2017, più del 50% dei siti web presenti in prima pagina utilizzano il protocollo HTTPS.
Google da la caccia ai pirati, penalizzando siti di pirateria informatica.
Nello stesso anno, Google premia i siti mobile friendly.

2017: è l’anno del mobile

Google, nella prima parte dell’anno, penalizza i siti che contengono pop up aggressivi e che danneggiano la navigazione degli utenti, specie da mobile. Nel 2017 fa capolino Google Jobs, il portale di ricerca di lavoro di Google, realizzato con l’aiuto di partner come Monster, Linkedin e CareerBuilder.

Esce Chrome Security Warnings, un avviso di Chrome che blocca l’accesso a siti privi di protocollo HTTPS. Maccabees viene rilasciato nel periodo natalizio, penalizzando e-commerce e strutture ricettive. Maccabees, infatti, penalizza i siti che utilizzano combinazioni di parole chiave.

2018: è l’anno del mobile

A marzo esce l’aggiornamento Roll-out che segnala l’ottimizzazione del sito da mobile dai risultati di ricerca e che vengono mostrati prima di altri.

Bracket inverte la tendenza delle penalizzazioni di Google e premia le pagine con contenuti di qualità. In particolare, vengono penalizzate le pagine che mostrano contenuti per gli utenti differenti per Google: pagine ricche di annunci, link sponsorizzati e contenuti supplementari non correlati all’argomento principale del sito web.

Con Video Carousels Google trasferisce i video da risultati di tipo organico con miniature in un carosello di video dedicato, causando una scomposizione dei risultati di ricerca: il numero di risultati con video è aumentato del 60%.

La velocità di caricamento da mobile diventa un fattore determinante per valutare la qualità del sito web. Medic sembra influenzare in modo sproporzionato i siti nel settore della salute e del benessere ma, più in generale, colpisce i siti Your Money or Your Life, quindi anche per chi si occupa di finanziamenti, mutui, acquisti di beni significativi come immobili o automezzi.

Ho cercato di essere sintetica e di non annoiarti troppo. La Google Dance è in continua evoluzione, per cui resta aggiornata e controlla quali cambiamenti stanno avvenendo all’interno di Google per capire se il tuo sito è nella zona di sicurezza oppure se devi correre ai ripari. Come avrai notato, questa storia ti fa capire quali fattori migliorano il posizionamento del tuo sito web, la base della tua strategia di comunicazione.

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L’esperienza dei clienti inizia sul tuo sito web.

Quando ho lavorato al nuovo sito di Tulimami, Anna e io ci siamo confrontate su moltissimi aspetti del suo Tulilab virtuale. Abbiamo avuto una visione comune che ci ha guidato nel nostro lavoro insieme, perchè entrambe crediamo in un mondo fatto di gentilezza e di accoglienza. 

Prova a pensare al tuo sito web come se fosse un negozio fisico: è caotico, gli oggetti sugli scaffali sono esposti alla rinfusa oppure la vetrina ti accoglie con una decalcomania che ti strappa un sorriso sulla soglia? Potrebbe essere uno di quei negozi come Paperness, dove arrivi e ti senti subito a casa. Oppure come il mio laboratorio che profuma di qualcosa sospeso nel tempo. L’importante è che ad accogliere l’utente ci sia tu, con il tuo sorriso migliore e lo sguardo che brilla di passione.

Devi fargli sentire che si trova nel posto giusto. Devi farlo accomodare sulle parole, offrirgli un po’ di riposo, ispirazione, a volte conforto: insomma, devi riuscire a fargli sentire qualcosa. Questo lo puoi fare con le immagini, perché sono più veloci di un testo scritto, ma poi devi parlare, de-scriverti, raccontarti che è una cosa difficilissima – lo so – se non sei abituata a esporti.

Immagina che il tuo sito web sia un luogo fisico e pensa a come sarebbe: di quali colori sarebbero dipinte le pareti? E i pavimenti sarebbero in legno, in marmo o in pvc? Ci sarebbero quadri antichi o stampe moderne? I mobili sarebbero di riciclo o di design nordico? E poi pensa ai dettagli: a come la luce scivola all’interno durante le varie ore della giornata, al profumo che si respira all’orario di apertura, a cosa provi quando abbassi la saracinesca e chiudi a chiave la porta prima di tornare a casa.

Avere un sito è fondamentale per iniziare a lavorare online: ma cosa puoi fare per migliorare il tuo sito, se non disponi di un budget per affidarti a una professionista?

10 passi per migliorare il tuo sito web

Jacob Nielsen, un informatico danese, nel 1991 predisse il futuro del web design e scrisse, nel 1995, Web Usability, un volumetto in cui aveva raccolto le sue teorie sull’usabilità di un sito web in modo che gli utenti potessero navigare online con semplicità e agio.

Ecco 10 semplici regole che puoi seguire per migliorare il tuo sito web.

  • Mantieni le informazioni importanti sopra la piega (“above the fold”), ovvero: evita all’utente di cercare informazioni scrollando la pagina sia in verticale che in orizzontale. Non lo farà.
  • Crea un metodo di navigazione snello e semplice. Limitati a massimo due livelli di sottomenù. La web usability ne consiglia l’utilizzo sino a un massimo di tre. Lo sviluppo delle aree tematiche del tuo sito web deve essere piramidale, non orizzontale.
  • Abbi cura della tua home page. Hai 10 secondi per dare almeno un buon motivo agli utenti di restare tra le tue pagine. Devi dirgli chi sei con una presentazione sintetica, quali sono i vantaggi che può ottenere dai tuoi servizi e offrirgli un menù chiaro che gli permetta di navigare con facilità sul tuo sito web.
  • Fai in modo che l’utente riesca a orientarsi e capisca sempre dove si trova all’interno del tuo sito. Utilizza le “briciole di pane” (le cosiddette “breadcrumbs“) per ricordargli il percorso che ha fatto e dove si trova. Questo lo aiuterà nella navigazione e nella permanenza sul sito. Mantieni in ogni pagina un link di collegamento alla home page e il logo della tua attività.
  • Personalizza la pagina 404, in modo che dia indicazioni efficaci a chi smarrisce la via.
  • Il cambio di colore dei link serve all’utente come guida per sapere dove si trova, dov’è stato, dove andrà. I link – dopo essere stati visitati – devono cambiare colore per ricordare all’utente che ha già navigato all’interno di quel contenuto.
  • Finestre di pop up, il pulsante “indietro” della barra di navigazione del browser che non funziona, l’apertura di nuove finestre nel browser sono tutti comportamenti assimilabili dall’utente a un’invasione pubblicitaria quindi valuta con attenzione come dovrà essere strutturata la navigazione interna del tuo sito web.
  • Limita l’utilizzo di bottoni ed elementi che possano sembrare banner pubblicitari. Gli hanno sviluppato una primordiale difesa e ignorano senza problemi i banner che hai posizionato in modo strategico lungo il tuo sito, come è stato dimostrato da diversi studi.
  • Ricorda di limitare l’utilizzo dei colori. C0me per i pattern, anche un abbondante utilizzo di colori distrae l’attenzione. Focalizzati su 3 colori al massimo e, qualora ne occorrano di più, scegli sfumature del colore dominante.
  • Leggibilità dei testi. Cerca di mantenere la spaziatura del testo abbastanza ampia, in modo da non spazientire l’utente. Leggere al PC non è mai stata un’esperienza piacevole, ma possiamo cercare di renderla migliore utilizzando gli spazi bianchi della pagina e dando aria alle parole.

Sono anch’io un’introversa e proteggo la mia vita privata con le unghie e con i denti, ma la verità è che raccontare è un’opportunità che non possiamo permetterci di sprecare. Hai mai pensato che la tua storia può ispirare gli altri? Che puoi davvero fare la differenza con il tuo punto di vista, il tuo modo di esserci? Io sì, ed è per questo che ho iniziato a fare quello che faccio. 

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