Cosa fa un consulente SEO

Non voglio mica la Luna (ma il primo posto su Google).

Quando lavoro per i mie clienti sull’analisi del sito web per valutarne il posizionamento e studiare una strategia SEO, la parte più complessa è cercare di spiegare cosa faccio io e come funziona la SEO.

Molto spesso mi viene chiesto di fare SEO senza una strategia di web content e senza un blog. Lo sappiamo: un blog è un investimento di energie, tempo, denaro. Dobbiamo essere abili nel capire che è uno strumento potentissimo e che, nell’attenzione che gli concediamo, ci giochiamo moltissime opportunità.

Ma cosa fa un consulente SEO? 

Analisi degli intenti di ricerca

Apri Google e a cerca qualcosa che ti serve. Qualsiasi cosa: fatti una domanda e ponila a Google. 

In questo periodo di rivoluzione sostenibile (ho parlato di questa scelta durante la settimana della Fashion Revolution) e di estate che s’avvicina con timidezza, ho deciso di voler acquistare una crema corpo biologica.

Che tipo di ricerca sto effettuando?

  • Informativa generica. Migliore crema corpo bio.
  • Commerciale generica. Crema corpo bio.
  • Informativa specifica. Miglior crema corpo bio senza paraffina e parabeni.
  • Commerciale specifica. Crema corpo bio miglior Inci (ovvero International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

Google è il nostro miglior amico: ci suggerisce le ricerche correlate alla nostra (puoi approfondire come funziona  Google Suggest) mentre stiamo digitando la nostra domanda e, a fondo pagina, ci propone una lista di ricerche correlate alla nostra. Google non dà suggerimenti a caso, ma basati sugli intenti di ricerca degli altri utenti.

È come se Google fosse il genio blu della lampada a cui chiedere infiniti desideri. Il consulente SEO analizza queste ricerche e inizia a sondare le richieste che gli utenti fanno a Google ma, soprattutto, cerca di comprendere i motivi di quella ricerca.

Perché? Per capire quali sono le esigenze degli utenti in relazione a un bisogno specifico. Qui è dove ti posizioni tu, con il tuo business e i tuoi contenuti. Se sei un’artigiana che produce creme biologiche, ti interesserà sapere che le ricerche vengono fatte in relazione alla lista degli ingredienti utilizzati per la sua creazione. Questo significa creare contenuti che parlano degli ingredienti, di come hai scelto i tuoi fornitori (possiedi un agriturismo e allevi api? Acquisti bava di lumache da un’amica che dista 200 km da dove abiti tu e che ha deciso di creare prodotti cosmetici a base di questa sostanza?), qual è il processo di lavorazione dei tuoi prodotti a impatto zero. Potrebbe interessarti anche sapere che chi acquista creme biologiche non bada a spese, o che, invece, sul mercato manca un prodotto economico di questo tipo.

Il consulente SEO analizza le parole chiave e i risultati di ricerca partendo dai suggerimenti di Google e, successivamente, con altri tool come SeoZoom (che puoi utilizzare nella sua versione free) o AdWords Keyword Planner (che è gratuito e puoi imparare ad autilizzarlo anche tu).

Conoscere gli intenti di ricerca degli utenti significa costruire un piano marketing e una strategia basata su contenuti che, nel lungo periodo, possono ottenere buone posizioni all’interno delle ricerche organiche fatte dagli utenti.

Dall’analisi alla strategia di (web) marketing

L’analisi delle intenzioni di ricerca (Search Intent) degli utenti ti permette di attuare una strategia sul tuo sito in tempi brevi.

Con l’analisi SEO – necessaria per qualsiasi azione off site – potrai ottenere ottimi consigli per intercettare i tuoi potenziali clienti.

  • Potrai definire l’architettura tuo del sito in modo da organizzare menù, microcopy e tag in una struttura gerarchia che mette in evidenza gli argomenti di utilità per gli utenti.
  • Creare contenuti utili (come la sezione FAQ) e di interesse per gli utenti (d’altra parte, sai cosa cercano!) e, di conseguenza, un piano editoriale che non sia uno spreco di energie ma fonte indiretta di conversione degli obiettivi. I tuoi contenuti possono supportare i tuoi obiettivi di business. Forse non venderai al primo colpo la tua crema bio, ma avrai un’iscritta alla newsletter che vuole conoscere i rimedi della nonna che dispensi solo alle iscritte. E, contenuto dopo contenuto, acquisterà anche la tua crema.
  • Avrai le parole chiave con cui posizionare i tuoi contenuti e le schede dei tuoi prodotti (vale anche per Etsy!)
  • Puoi individuare nuove nicchie di mercato legate ad esigenze non ancora soddisfatte (questo è il tuo Oceano Blu! Ed è quella crema bio economica che sembra cercata da pochissime persone, ma sufficienti per farti vivere dignitosamente per i prossimi vent’anni) e ampliare il tuo business con prodotti o servizi unici, fosse anche per un semplice dettaglio che fa la differenza.

Il consulente SEO è un grande ascoltatore. Quando mi siedo al pc e inizio a settacciare Google chiudo gli occhi, inspiro, lascio che le parole acquisiscano decine di toni di voce differenti. Mi trovo sull’autobus: la signora anziana cerca un nuovo guinzaglio per il suo cane; il ragazzino accanto a lei un regalo da fare alla fidanzatina; la ragazza che legge in piedi, aggraziata come un’equilibrista, deve suggerire una crema bio alla sua migliore amica. E da qui, tutto ha inizio, ogni volta.

Analisi On Site e Link Building

Dalla prima fase di analisi si passa all’analisi SEO on site. Si intercettano i fattori che influiscono sull’indicizzazione del tuo sito web e che sono interni a esso.

  • Si valutano i contenuti e la densità delle parole chiave utilizzate.
  • Vengono verificati title e description, i due tag univoci che identificano titolo di pagina e descrizione della stessa; il corretto utilizzato dei tag di intestazione (H1, H2, H3 etc. Di solito, ci si ferma ad H3); il nome, il peso e la descrizione delle immagini.
  • La navigazione interna e dunque il percorso costruito dai link per migliorare l’esperienza dell’utente all’interno del sito.
  • Si verifica la velocità di caricamento delle pagine.
  • Si correggono gli errori di indicizzazione delle pagine.

In ultima battuta, ci sono loro: i link in ingresso (ovvero la costruzione della tua link building). Alcuni buoni, altri all’apparenza tali ma sporchi agli occhi di Google (puoi scaricare la Moz Bar per verificare il page rank dei siti che linki e se hanno fattori di spam al loro interno). Come si aumenta la popolarità del tuo sito (link popularity)?

  • Chiedere ai tuoi clienti e ai tuoi collaboratori un link sul loro sito ai tuoi prodotti o servizi.
  • Creare un blog aziendale che permetta agli utenti di condividere i tuoi articoli.
  • Crea contenuti utili per il tuo pubblico (newsletter speciali, ebook, podcast, app, content upgrade di varia natura come video o video serie).
  • Scrivi guest post.
  • Attiva campagne di digital PR.
  • Condividi i tuoi contenuti sui social network (porta traffico al tuo sito).

I “NO” del consulente etico

Un consulente SEO che lavora in modo etico come si comporta?

  • Non paga i link in ingresso al tuo sito per migliorare la tua link popularity (pratica proibita da Google. In caso sia scoperta, il sito viene penalizzato).
  • Non inserisce il tuo sito nelle Directory.
  • Non ti promette la prima posizione su Google.
  • Non si basa sul semaforo verde di SEO by Yoast per dirti che la strategia SEO sta funzionando.

Un consulente SEO non vende fuffa: si mette in ascolto, scrive analisi dettagliate e costruisce strategie per far crescere il tuo business.

Se non sai come la SEO può aiutare il tuo business puoi guardare la mia video serie. Contiene 3 casi studio da cui prendere spunto per migliorare il tuo sito web e i tuoi contenuti con la strategia SEO.

L’esperienza dei clienti inizia sul tuo sito web.

Quando ho lavorato al nuovo sito di Tulimami, Anna e io ci siamo confrontate su moltissimi aspetti del suo Tulilab virtuale. Abbiamo avuto una visione comune che ci ha guidato nel nostro lavoro insieme, perchè entrambe crediamo in un mondo fatto di gentilezza e di accoglienza. 

Prova a pensare al tuo sito web come se fosse un negozio fisico: è caotico, gli oggetti sugli scaffali sono esposti alla rinfusa oppure la vetrina ti accoglie con una decalcomania che ti strappa un sorriso sulla soglia? Potrebbe essere uno di quei negozi come Paperness, dove arrivi e ti senti subito a casa. Oppure come il mio laboratorio che profuma di qualcosa sospeso nel tempo. L’importante è che ad accogliere l’utente ci sia tu, con il tuo sorriso migliore e lo sguardo che brilla di passione.

Devi fargli sentire che si trova nel posto giusto. Devi farlo accomodare sulle parole, offrirgli un po’ di riposo, ispirazione, a volte conforto: insomma, devi riuscire a fargli sentire qualcosa. Questo lo puoi fare con le immagini, perché sono più veloci di un testo scritto, ma poi devi parlare, de-scriverti, raccontarti che è una cosa difficilissima – lo so – se non sei abituata a esporti.

Immagina che il tuo sito web sia un luogo fisico e pensa a come sarebbe: di quali colori sarebbero dipinte le pareti? E i pavimenti sarebbero in legno, in marmo o in pvc? Ci sarebbero quadri antichi o stampe moderne? I mobili sarebbero di riciclo o di design nordico? E poi pensa ai dettagli: a come la luce scivola all’interno durante le varie ore della giornata, al profumo che si respira all’orario di apertura, a cosa provi quando abbassi la saracinesca e chiudi a chiave la porta prima di tornare a casa.

Avere un sito è fondamentale per iniziare a lavorare online: ma cosa puoi fare per migliorare il tuo sito, se non disponi di un budget per affidarti a una professionista?

10 passi per migliorare il tuo sito web

Jacob Nielsen, un informatico danese, nel 1991 predisse il futuro del web design e scrisse, nel 1995, Web Usability, un volumetto in cui aveva raccolto le sue teorie sull’usabilità di un sito web in modo che gli utenti potessero navigare online con semplicità e agio.

Ecco 10 semplici regole che puoi seguire per migliorare il tuo sito web.

  • Mantieni le informazioni importanti sopra la piega (“above the fold”), ovvero: evita all’utente di cercare informazioni scrollando la pagina sia in verticale che in orizzontale. Non lo farà.
  • Crea un metodo di navigazione snello e semplice. Limitati a massimo due livelli di sottomenù. La web usability ne consiglia l’utilizzo sino a un massimo di tre. Lo sviluppo delle aree tematiche del tuo sito web deve essere piramidale, non orizzontale.
  • Abbi cura della tua home page. Hai 10 secondi per dare almeno un buon motivo agli utenti di restare tra le tue pagine. Devi dirgli chi sei con una presentazione sintetica, quali sono i vantaggi che può ottenere dai tuoi servizi e offrirgli un menù chiaro che gli permetta di navigare con facilità sul tuo sito web.
  • Fai in modo che l’utente riesca a orientarsi e capisca sempre dove si trova all’interno del tuo sito. Utilizza le “briciole di pane” (le cosiddette “breadcrumbs“) per ricordargli il percorso che ha fatto e dove si trova. Questo lo aiuterà nella navigazione e nella permanenza sul sito. Mantieni in ogni pagina un link di collegamento alla home page e il logo della tua attività.
  • Personalizza la pagina 404, in modo che dia indicazioni efficaci a chi smarrisce la via.
  • Il cambio di colore dei link serve all’utente come guida per sapere dove si trova, dov’è stato, dove andrà. I link – dopo essere stati visitati – devono cambiare colore per ricordare all’utente che ha già navigato all’interno di quel contenuto.
  • Finestre di pop up, il pulsante “indietro” della barra di navigazione del browser che non funziona, l’apertura di nuove finestre nel browser sono tutti comportamenti assimilabili dall’utente a un’invasione pubblicitaria quindi valuta con attenzione come dovrà essere strutturata la navigazione interna del tuo sito web.
  • Limita l’utilizzo di bottoni ed elementi che possano sembrare banner pubblicitari. Gli hanno sviluppato una primordiale difesa e ignorano senza problemi i banner che hai posizionato in modo strategico lungo il tuo sito, come è stato dimostrato da diversi studi.
  • Ricorda di limitare l’utilizzo dei colori. C0me per i pattern, anche un abbondante utilizzo di colori distrae l’attenzione. Focalizzati su 3 colori al massimo e, qualora ne occorrano di più, scegli sfumature del colore dominante.
  • Leggibilità dei testi. Cerca di mantenere la spaziatura del testo abbastanza ampia, in modo da non spazientire l’utente. Leggere al PC non è mai stata un’esperienza piacevole, ma possiamo cercare di renderla migliore utilizzando gli spazi bianchi della pagina e dando aria alle parole.

Sono anch’io un’introversa e proteggo la mia vita privata con le unghie e con i denti, ma la verità è che raccontare è un’opportunità che non possiamo permetterci di sprecare. Hai mai pensato che la tua storia può ispirare gli altri? Che puoi davvero fare la differenza con il tuo punto di vista, il tuo modo di esserci? Io sì, ed è per questo che ho iniziato a fare quello che faccio. 

Se non sei iscritta ad Atanor puoi farlo ora. Scarica la check list SEO che ho preparato per te: ti aiuterà a migliorare il tuo sito web e ad averla sempre a portata di mano durante la fase di ottimizzazione dei tuoi contenuti.

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