Titolo: se fosse quello sbagliato?

Quando scopri che l’hai chiamato con il nome sbagliato.

Drove through ghosts to get here è un bel titolo.
In inglese è un titolo piuttosto evocativo ma che ha una pessima resa in italiano e un a traduzione quasi impossibile.

La prima persona a pormi il problema è stata una delle mie beta reader.

Ehi, sai che dovrai cambiare i titoli, vero?” mi ha detto, consegnandomi un plico di 140 pagine di Word letto, sottolineato, appuntato. Insomma, vissuto.
Dici che fanno schifo in inglese?
Sono da fanfictions: non mi sembrano molto professionali.
Ma in inglese hanno un suono migliore che in italiano.
Sì, ma tu sei italiana, mica inglese.

Mi sono sentita come un riccio al centro della strada, quando sente le vibrazioni dell’auto arrivare a tutta velocità e lui è sempre troppo lento per defilarsi prima di essere schiacciato e non credo di aver di aver dissimulato la mia reazione.
Così ho iniziato a meditare sul titolo del romanzo e mi sono fatta un po’ di domande.

  • Te lo ricorderesti un titolo del genere? No.
  • La sua traduzione italiana avrebbe il medesimo significato? No.
  • Come starebbe un titolo così lungo in copertina? Malissimo.
  • Si capisce di cosa parla il romanzo? No.
  • Se diventasse una serie, quali potrebbero essere i titoli dei singoli romanzi? Silenzio.

Ho atteso ancora, attanagliata dai dubbi, sempre più convinta di non aver applicato le regole su come scegliere il titolo per un romanzo, fregandomene di Fitzegerald, Calvino e De André.
Ne ho avuto la conferma quando, sul gruppo di Babette Brown, ho portato la seguente domanda: quali sono i titoli dei romanzi che preferite?

I titoli conquista-lettori

Le risposte delle mie inesauribili e attive compagne di viaggio non si sono fatte attendere.

  • Se il libro è ambientato in Italia e non è ancora stato tradotto all’estero il titolo deve essere in italiano. Se fosse ambientato all’estero (Inghilterra, America, Francia etc) allora ci starebbe bene anche un titolo in lingua originale. Il titolo in inglese fa pensare che l’autore non sappia rendere il concetto in italiano ed è una brutta partenza. Dà l’idea di voler per forza fare da specchietto per le allodole agli esterofili e puzza di snobismo.
  • Dal titolo si deve sempre capire il genere di riferimento a cui appartiene il romanzo.
  • No a titoli lunghi presi da strofe di canzoni: i titoli brevi si ricordano meglio. Basta una parola, al massimo due. Più il titolo è evocativo meglio è: deve far sognare. La fine della storia di Graham Greene fa sorgere nel lettore molte domande.
  • Ci deve essere una strettissima relazione con la trama, come De Silva Non avevo capito niente, oppure Mia suocera beve. In entrambi i casi il lettore deve poterli ricollegare al messaggio che il romanzo vuole trasmettere. Dunque niente titoli ad effetto che non c’entrano niente con la trama.
  • Insieme all’immagine e al nome dell’autore, il titolo compone la cover, di cui è un elemento fondamentale. Deve richiamare il contenuto del romanzo anche nel lettering (ad esempio, avete scritto un romance storico? Sono graditi font aggraziati e colori pastello. Avete scritto un thriller? Spigoli taglienti e colori acidi). Parola di Babette!
  • Per le serie è gradita una coerenza di fondo nella struttura dei titoli che la compongono. Per per esempio i titoli della serie di Twilight sono tutti composti da una parola. Oppure Il signore degli anelli ha tutti titoli che richiamano lo snodo cruciale del romanzo.

Dalle loro risposte sono emersi dati interessanti che hanno confermato ciò che già sapevo: ho sbagliato. È come se per trent’anni mi avessero chiamata Alessia per poi dirmi “no, scusa, il tuo vero nome è Silvia“. Come ci rimarreste? Io poi vengo sempre scambiata per Silvia: si vede che ho la faccia da una che si chiama Silvia.

Ora è il vostro turno: quali sono i titoli dei romanzi che preferite?

  1. Devono essere in italiano o in inglese?
  2. Evocativi o di una parola soltanto?
  3. Che cosa devono farvi sapere del romanzo che avete in mano?
  4. Quali detestate invece?
  5. Potete apportare esempi alla vostra causa.

Il vostro aiuto sarà fondamentale per cospargermi il capo di cenere e decidere – prima che sia troppo tardi – di trasformare il titolo di Drove in qualcosa che gli renda giustizia e che non faccia storcere il naso per il solo titolo che ho deciso di affibbiargli.

Oggettivamente: voi lo comprereste un romanzo che si intitola Drove through ghosts to get here?
Io no.

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