La parola dell’anno

La parola dell’anno: come aiuta il tuo business.

Per me dicembre ha smesso di essere il mese in cui fare la lista di buoni propositi mai rispettati. Ho iniziato a chiamarli obiettivi, ho ridotto il loro numero, ho scelto la qualità alla quantità. Cambiando solo nome alle cose non si attua alcuna trasformazione alla sostanza.

 

Cos’è la parola dell’anno?

Un mantra, un talismano fatto di lettere. La parola dell’anno ha un ritmo preciso – il nostro – ed è individuale, unica, speciale. Proprio come i talismani, che non possono essere ceduti e nascono con lo scopo preciso di chi li forgia dai metalli, in perfetta connessione con l’uomo, così nella parola dell’anno racchiudiamo l’essenza di ciò che verrà. 

La parola dell’anno vi seduce con lentezza oppure arriva all’improvviso ed è subito colpo di fulmine. Non vi da tregua. Capite che è vostra perché le farfalle hanno preso in affitto il vostro stomaco; la udite spesso, come fosse il richiamo diabolico di una sirena; vi afferra e non vi lascia più.

La parola dell’anno è universale: si manifesta in tutti i settori della vostra vita. Parole all’apparenza prive di molteplici significati diventano talismani potenti che si estendono in ogni anfratto della vostra esistenza. La parola dell’anno brilla come la Stella Polare sul vostro business; avvolge le vostre relazioni e la vostra vita privata; purifica i vostri spazi.

Esistono diversi modi per trovare la propria parola guida. Molto spesso fa capolino qualche mese prima della fine dell’anno e sembra un’ossessione. Questa parola viene utilizzata da molte persone, vi colpisce all’interno di una canzone o nel dialogo di un film. A me capita spesso che arrivi portata dal vento e, se a fine non si è ancora manifestata, aggiungo la tredicesima carta alla mia Ruota dell’Anno per trovare anche la mia parola  guida.

 

La mia parola dell’anno: “Espansione” (2018)

Se mi seguite su Instagram sapete che la mia parola dell’anno è Espansione. È arrivata all’improvviso, senza che la stessi davvero cercando. Nel mese di dicembre ho iniziato a lavorare sul mio personal branding e più mi esercitavo, più prendevo appunti e più mi domandavo da cosa desideravo fosse segnato il mio business, ma anche tutta la mia vita. Anzi, mi sono chiesta come il mio business avrebbe potuto migliorare la mia vita e, a quel punto, è arrivata Espansione.

È chiaro che, con uno zaino pesante sulle spalle, non potrei andare da nessuna parte. Per procedere all’espansione devo adottare soluzioni di semplificazione della mia vita: ottimizzazione del tempo, focus su obiettivi sostenibili, pulizia e purificazione degli spazi eliminando tutto ciò che ancora mi radica a decine di vite passate.

Com’è andata nel 2018.

  • Ho realizzato il restyling del sito web e fatto il mio primo shooting di brand con Giui Russo.
  • Ho seguito il percorso di Giada, Soulful Business, e mi ha trasformata.
  • Ho lasciato andare collaborazioni che mi andavano strette e ho scelto di seguire la mia visione di libera professionista.
  • Ho investito su me stessa senza fermarmi mai.
  • Sono diventata slash worker, tenendo in piedi il mio business e lavorando part-time in azienda. L’obiettivo che mi ero data era di chiudere con il lavoro da dipendente entro dicembre 2018.
  • Durante l’estate ho fatto il mio primo viaggio in Nepal, la mia dimora spirituale.

 

La mia parola dell’anno: “Gratitudine” (2019)

Dopo il 2018 volevo essere più grata di quello che avevo. Sono sempre – e continuerò a esserlo – una di quelle persone che tendono sempre ad alzare l’asticella e a godere molto poco dei successi, già proiettata all’obiettivo successivo da raggiungere. Così, per il 2019, mi sono scelta una parola dolce, che mi portasse a onorare di più ciò che possiedo e ciò che sono.

Com’è andata nel 2019.

  • A gennaio ci siamo trasferiti a vivere in campagna, tra il verde dei campi emiliani che io definisco “la mia Brughiera”, perché è così che mi appare nelle fredde mattine di novembre, avvolta dalla nebbia. Il trasloco mi ha permesso di avvicinarmi e allinearmi ai cicli naturali e a conquistare un ritmo di vita lento, delicato, sostenibile. Hygge. 
  • Ho creato uno studio che mi somiglia e che adoro.
  • Ho tenuto il mio diario della gratitudine tutto l’anno.
  • Ho letto, nei primi mesi dell’anno, ogni giorno le riflessioni di Simple Abudance.
  • Sempre con Giada Carta, ho intrapreso un percorso mastermind sul marketing emozionale e partecipato a diversi seminari di formazione in advertising.
  • Mi sono specializzata in Facebook ADS con il corso semestrale di Andrew Hubbard.
  • Ho iniziato a creare la mia squadra di cui fanno parte la mia assistente Monica Spinazzola e la mia fotografa del cuore, Giui Russo.
  • Ad aprile 2019 ho dato le dimissioni dal mio lavoro da dipendente, chiudendo un rapporto a tempo indeterminato per concetrare le mie energie sulla mia attività.
  • A novembre 2019, ho partecipato al primo retreat di Giada Carta in una meravigliosa villa sull’oceano a Fuerteventura. Sono rientrata a casa con il cuore colmo di gratitudine, con ricordi preziosi e indelebili.
  • Ho imparato a immettere in ogni mia giornata lavorativa piccoli piaceri.
  • Ho comprato solo artigianato e moltissimi libri.
  • Sono ritornata a recitare in teatro ed è stata un’emozione indescrivibile.
  • Sono rientrata in Shala e ho ripreso a fare Hatha Yoga, metodo Embodied Flow.

La mia parola dell’anno: “Flow” (2020)

Questa parola si è affacciata nella mia vita negli ultimi mesi del 2019. Per una donna super organizzata e metodica come me, lasciarsi andare al flusso, alle emozioni, al godereccio far nulla è abbastanza difficile. Così ho scelto una parola sfidante, dopo un anno di pace e immenso amore. Nell’Anno del Diluvio – come direbbe Margaret Atwood – di una pandemia globale, Flow è stata una guida e un porto sicuro. Perché ho imparato a restare nella tempesta senza perdermi, ho sviluppato radici forti e profonde che mi permettono di fluire senza spezzarmi.

  • A marzo 2020 abbiamo adottato Argo, il nostro cucciolone canino e abbiamo riempito di vita le stanze della nostra casa.
  • Nel 2020 mi sono formata in marketing creativo con il corso semestrale di Melissa Cassera e ho seguito un percorso sulla SEO intuitiva con Sophie Caldecott.
  • A metò anno ho superato il mio obiettivo di fatturato dell’anno con progetti da realizzare sino a ottobre.
  • Non ho ceduto alla paura, ma sono rimasta integra, aderente al mio centro. Ho ripreso a scrivere sul mio diario personale solo quando ne sento davvero il bisogno.
  • Ho iniziato a praticare Tantra Shakta che per me è riscoprire la luce di una scintilla divina a ogni incontro.
  • Tamara Berlaffa ha dato vita alla mia nuova brand identity e ho fatto un sacco di shooting fotografici bellissimi con Giui e con Silvia di Deerspensa Studio.
  • Ho ripreso a scrivere romanzi con l’aiuto della mia Writer Coach, Edy Tassi.
  • Ho deciso di prendermi cura del mio corpo con il supporto di Nicoletta Barra, Body and Soul Mentor.
  • Ho quadruplicato il fatturato del 2019.
  • Flow per me è sinonimo di flusso creativo e sono rimasta ancorata a quell’estasi, a quel momento di pura creatività riorganizzando le mie giornate mettendo al primo posto me stessa.
  • Ho lanciato il mio percorso di mentoring di gruppo su Content e Social Media Marketing, Social Felicis. Un concentrato di creatività, ispirazione, intuito, strategia e analisi.

 

La mia parola dell’anno: “Breakthrough” (2021)

Razionalmente ero divisa tra leadership e consapevolezza che, dal mio punto di vista, sono strettamente collegati. Ma non ero convinta di questa soluzione così, mi sono lasciata guidare dalla tredicesima carta della mia Ruota dell’Anno. Nel 2020, le Soul Coaching avevano confermato “Flow”, quest’anno mi hanno consigliato “Breakthrough” che, sotto una certa prospettiva, è di certo un sinonimo di consapevolezza della propria leadership, di rafforzare ciò che si ha e osare, fare un ulteriore passo avanti verso l’evoluzione, sfondare il tetto di cristallo.

 

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