Il filo del rasoio

“True detective” e l’arte di raccontare di Nic Pizzolato.

Sono in una di quegli scettici (perché in genere, ciò che piace agli altri non piace a me) che è riuscita a divorare in sette giorni l’intera stagione di True Detective e amarla moltissimo. Il parallelismo che molti hanno colto con Twin Peaks per me è una boiata pazzesca, ma spesso si cerca la somiglianza per sminuire l’opera o, come in questo caso, per ricordare un altrettanto eclatante caso seriale. Non amo le crime story. Non amo i polizieschi più in generale. Allora che cosa mi ha stesa di questa mini-serie che è un lungo film di otto ore? Un megamovie, tanto per utilizzare il termine americano per indicare lo storytelling di questo genere.
True Detective è una crime story in cui sono pochi, ma granitici, i punti su cui la storia riesce a conquistare lo spettatore-lettore.

True Detective: 5 elementi narrativi da analizzare

  1. La struttura narrativa inizia con un flashback per poi svilupparsi in media res, alternando due piani temporali che spesso si sovrappongono. Questo obbliga lo spettatore a tenere alta la propria attenzione, sino ad accompagnarlo sempre più nella vicenda.
  2. personaggi sono costruiti in maniera eccelsa. Nonostante Rust Cohle e Martin Hart incarnino precise caratteristiche del poliziotto antieroe del genere noir, riescono a forare l’obiettivo. Sono due cliché del loro genere ma conquistano. Non si tratta solo dei dialoghi — più spesso monologhi — di Rust, quanto di una costruzione narrativa in cui la storia diventa quasi accessoria ai personaggi.
  3. Lo sviluppo della crime story, in realtà, si porta in principio quasi in secondo piano, prendendo sempre più piede sino a essere il punto focale della serie solo negli ultimi episodi. Una scelta attenta e precisa, in cui è stato trovato l’esatto punto di rottura per dare alla serie lo sprint per la volata finale.
  4. True detective è una storia di contaminazioni di genere. È una crime story dalle tinte noir, con un’ambientazione Southern Gothic. Cosa significa? Che l’ambientazione gioca un ruolo fondamentaleall’interno della vicenda. Il Southern Gothic si impone nella letteratura americana con autori come Cormac McCarthy o la Anna Rice de “L’ora delle streghe” e i paesaggi non restano solo uno sfondo, ma diventano veri e propri protagonisti per creare la giusta atmosfera, sintonizzandola sulle corde emotive dei protagonisti e del lettore.
  5. La crime story in sé è strutturata a piramide. Questo significa che il caso è stato creato in modo tale che i due protagonisti si siano fermati solo a un primo livello di indagine, senza riuscire ad arrivare davvero ai vertici dell’organizzazione. La storia, in definitiva, si chiude, ma lascia aperto lo spiraglio per un sequel. O un prequel, se si pensa al passato di un personaggio enigmatico come Rust.

Ecco la ricetta esplosiva della sceneggiatura di Nic Pizzolato. Quella stessa ricetta che puoi utilizzare per scrivere il tuo romanzo, qualsiasi siano i generi a cui vorrai ispirarti. Se il perfetto equilibrio dell’ingresso del punto di rottura e l’abilità di costruzione dei dialoghi sono frutto di una penna abile e di allenamento, il resto è abilità di creare qualcosa attingendo da ciò che già si conosce.
Magari di già visto, come Twin Peaks.
Ma credete davvero che possano essere messi sullo stesso piano?
A me, questi due, mancheranno un sacco.

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