Leggere con la libroterapia umanistica per accrescere l’empowerment

Creare un’esperienza immersiva con la lettura.

Sapere mi ha spesso rovinato l’esperienza ludica.

Fare teatro, per esempio, mi ha portata a guardare agli spettacoli con lo sguardo critico e attento dettato dalla routine sul palco. L’occhio di falco di chi trova uno spazio scoperto in scena, la meccanica degli attori, il non riuscire a creare l’alchimia perfetta tra i personaggi in scena.

Sono tutte cose che vedo e che sento. Così sono diventata una spettatrice molto esigente, ma che quando si commuove, è perché lo spettacolo le è entrato dentro davvero.

Anche conoscere le tecniche di scrittura creativa e della narrativa mi ha portata a staccarmi gradualmente dal piacere della lettura, complici quelle cose che ci raccontiamo tutti per cui non ho tempo per leggere oppure “devo leggere quei ventisette saggi lavorativi e non posso perdermi in cose futili come la narrativa”.

La libroterapia, invece, mi ha riportata indietro. A casa.

Agli anni di quando divoravo romanzi, al piacere di addormentarmi con un romanzo incollato al viso, alla sensazione che quello che hai tra le mani sia qualcosa che sta parlando proprio a te.

Leggere con il metodo libroterapico permette di immergersi nei romanzi e viverli davvero, senza distrazioni ma con l’urgenza – o a la lentezza, a seconda dei casi – di un’esperienza ludica, piacevole, intensa e vivissima.

Le partecipanti al laboratorio di Labirinti Creativi hanno ricevuto in dono una box a sorpresa. Conteneva diversi oggetti magici realizzati da artigiane che adoro. I motivi sono due: adoro sorprendere le mie clienti (e ho un debole per il customer care) e volevo che le iscritte potessero provare un viaggio sensoriale durante il percorso, nei momenti di lettura e anche in quelli in cui ci si ferma a riflettere su ciò che si è letto. Prima da sole, poi insieme al gruppo, poi di nuovo da sole.

Ho quindi pensato a quali sono le cose che rendono la lettura un viaggio esperienziale, quelle che ho cercato di riportare nei miei percorsi di libroterapia umanistica per condividerle con chi intraprenderà questi viaggi insieme a me.

Che cos’è la libroterapia

La libroterapia è una metodologia di lettura che promuove il benessere della persona, che può essere applicata:

  • in ambito clinico con lo scopo terapeutico e viene utilizzato da psicologi e psicoterapeuti
  • in ambito educativo con lo scopo di crescita personale, indagine socio-culturale e di empowerment e viene utilizzato dai facilitatori ed è quella che viene definita “libroterapia umanistica”.

La libroterapia ci permette di indagare un romanzo per guardarci dentro senza spaventarci ma con il supporto di uno specchio antico che è quello della narrativa. La libroterapia – umanistica e clinica – non si interessa della critica letteraria, del giudizio “bello o brutto”, “scritto bene o scritto male”. La libroterapia ci permette di affrontare la lettura di un romanzo come opportunità di crescita personale. Questi sono i motivi per cui sono tornata a leggere con una freschezza rinnovata i romanzi di narrativa.

Sono anche i motivi che mi hanno spinta a portare la libroterapia e la narrativa all’interno della mia attività, per dare un nuovo supporto alle donne che scelgono di lavorare insieme a me. Credo che le storie ci offrano la possibilità di scoprire e indagare qualcosa su di noi e sul mondo che ci circonda. Viviamo in una realtà intessuta di storie. Ovunque posiamo le sguardo, le storie ci circondano. Sono sui quotidiani, tra le pagine delle riviste e quelle dei romanzi che leggiamo prima di metterci a dormire. Sono nel vissuto di ogni persona che incontriamo, fuori dalla rete e in questo spazio virtuale sempre più reale. Sono le nostre radici, la nostra memoria, la Storia fatta dai nomi che sono rimasti tra le nozioni che ci insegnano a scuola e quelli dei dimenticati che la Storia l’hanno comunque creata, costruita, plasmata. Siamo fatti di storie.
La Libroterapia Umanistica è diventata per me un ponte.
Il filo rosso che unisce il mio lavoro di Digital Strategist – dove stringo tra le mani le storie delle mie clienti per condividerle online e rimodellare così anche il loro business – e quello di scrittrice, mentre aspetto di donare al mondo le storie nate dalla mia immaginazione.
La Libroterapia Umanistica è ciò che unisce il diurno e il notturno di Alchimia della Parola.
L’ora del crepuscolo, quella dove non è giorno e non è ancora notte, l’ora delle streghe dove la soglia può essere vista da chi ha il coraggio di guardare oltre a essa per vedere dentro di sé.

Lettura è piacere

Leggere con il metodo libroterapico ci porta a esplorare le letture, a volte in modo scomodo, altre in modo più leggero, sempre con lo scopo di farci molte domande su ciò che abbiamo letto e condividerlo con il gruppo.

Ecco quali sono i piaceri legati alla lettura che possono riportarti ad avvicinarti alla narrativa, a prendere contatto con i tuoi romanzi preferiti di una vita ma anche per giocare e sperimentare con le tue letture future.

  • Metodo libroterapico. Più leggiamo, più riusciamo a creare connessioni tra le letture fatte, le esperienze emozionali, le indagini socio-culturali, le riflessioni condivise e le connessioni che inevitabilmente si creano. Per ora non ci sono laboratori attivi, ma puoi iscriverti alla lista di attesa per sapere quali saranno le prossime date in partenza.
  • Un quaderno speciale. Dove annotare citazioni, riferimenti ad altre opere, personaggi, passi importanti del romanzo che ti hanno colpito. Oltre al quaderno, io ho scelto anche una biro speciale: una stilografica Lamy.
  • Un visual diary. Io lo tengo per tutte le letture che faccio e si tratta di creare un diario visuale del romanzo. Ne trovi due esempi sul mio account Instagram: Nome non ha e L’estate che sciolse ogni cosa.
  • Una routine di lettura. A me piace leggere la sera prima di addormentarmi, avvolta nel mio bozzolo di coperte. Sono diventata una lettrice silenziosa, mi piace essere in connessione con il romanzo che ho tra le mani senza interruzioni esterne: niente smartphone, niente rumori, niente suoni.
  • La condivisione. Con il gruppo, quando sono io a essere una partecipante nei percorsi di Libroterapia tenuti da Chiara o Rachele, ma anche con il mio gruppo di Labirinti Creativi. E poi, con la mia community su Instagram, dove spesso ci scambiamo consigli di lettura per accrescere le nostre liste di “libri da leggere prima di morire”.
  • Le liste, appunto. Ogni tanto riordino la mia libreria per cercare di capire quanti romanzi devo ancora leggere. La cosa, anni fa, mi metteva in uno stato di ansia, ora ho imparato a fare un’operazione diversa con il sostegno delle liste tematiche, dove annoto dei percorsi di lettura che uniscano romanzi che ho già letto ad altri che devo ancora leggere, raggruppati per tematismo o tono emotivo. In genere è poi da quella lista che prendo spunto per iniziare i miei percorsi lettura personali, prima di procedere alla progettazione di nuovi laboratori. Non so tu, ma io ho la tendenza a incappare in romanzi che continuano a chiedermi di essere letti e che, stranamente, hanno sempre qualcosa in comune da donarmi.
  • Perdersi in libreria. Qualche settimana fa mi sono trovata a riflettere su quanto mi fosse mancato passare ore in libreria, senza fretta, per il piacere di guardare ogni centimetro di scaffale. Anche solo gironzolare, ma con attenzione e curiosità, può portarti a scoprire nuovi romanzi da leggere.
  • Il libraio. Adoro ricevere a casa questa rivista letteraria. Mi piace anche prendermi tempo per La Lettura, l’inserto settimanale de Il Corriere della Sera. Mi perdo tra i libri in uscita, prendo nota di romanzi che mi piacerebbe leggere e ne tengo traccia su Goodreads, che mi permette di scaricare pratici fogli Excel che contengono tutte le informazioni sulle mie letture passate e future.

Mi conosci: promuovo il piacere e la gioia nella comunicazione, nel business, nella vita di tutti i giorni. Perché non applicare questo principio anche a qualcosa che, di base, è già piacevole?

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