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In città c’è un nuovo modo di fare blogging con Medium.

Medium è una piattaforma di blogging creata dai due dei fondatori di Twitter, Evan Williams e Biz Stone, ed è quel qualcosa che mancava a tutti gli altri social network e piattaforme di blogging.

L’impatto iniziale con l’editor visuale può essere traumatico.
La verità è che è così semplice che non ci credi e la sua forza è proprio questa: anche chi non è esperto di editing, codice HTML di base e formattazione, su Medium può scrivere e pubblicare ciò che desidera.

La politica di Medium

Come avrete compreso, Medium è una piattaforma di blogging che non si basa sulle tradizionali “leggi del blogging“. La vera innovazione è che i contenuti non possono essere commentati, ma raccomandati e condivisi sui social network (per ora direttamente dal sito è attiva la condivisione su Twitter e Facebook). Il login avviene attraverso le credenziali Twitter, di cui sembra essere la naturale estensione. Non vi bastano 140 caratteri?
Allora scrivete su Medium!

Un altro punto a favore di Medium è che non vengono seguiti gli utenti, ma gli interessi.
Un po’ come avviene su Reddit, i vostri post possono essere inseriti nelle collezioni esistenti (o, se preferite, potete crearne di vostre e gestire le richieste di submissions degli altri utenti), suddivise per centro di interesse.
Medium sembra studiato per il blogging veloce, come dimostra la visualizzazione dei tempi di lettura di ogni post. Ognuno si adegua riducendo la propria logorrea e portando su Medium solo pillole di informazioni, ma attenzione: se credete che questo riduca la qualità dei contenuti vi sbagliate di grosso! Su Medium trovate post interessanti da sfogliare in pochi minuti.

Da utenti potete:

  • Condividere i post sui social network (io ho impostato la condivisione automatica su Twitter);
  • Riportare casi di spam;
  • Segnare i post per una lettura successiva con i bookmark, che andranno così a formare la vostra home page di interessi;
  • Raccomandare i post;
  • Creare collezioni in cui condividere post di una particolare area di interesse;
  • Esportare i vostri post in formato zip.

E se volete seguire collezioni solo italiane, vi suggerisco “Medium Italia” e “Non-English Post on Medium“. In questo articolo potete approfondire i comandi di Medium (l’articolo è in inglese ma di facile comprensione).

Perché scegliere Medium?

In Italia Medium è soprattutto legato alla nicchia del settore tech e digital. Da come l’ho visto utilizzare sino a ora, il bacino dell’utenza si divide in chi lo sfrutta per parlare di argomenti che non tratta sul proprio blog e chi invece prosegue il proprio lavoro e lo porta anche su Medium. Io trovo la piattaforma congeniale per il free flow, per tutte quelle riflessioni che non possono trovare spazio da nessun’altra parte e per parlare di noi stessi non solo attraverso il nostro lavoro.

Lo stile minimal di Medium mi ha dapprima spaesata e poi conquistata e credo non sia un caso.
La mia titubanza era legata agli enormi caratteri e a spazi bianchi molto ampi, dopo aver scritto il mio primo post, ho compreso che quella grafica è funzionale alla scrittura.
Medium non offre distrazioni
alla lettura e alla scrittura. Anche l’innovazione visuale dell’editing del testo e l’assenza di menù di formattazione – così come avviene in tutte le altre piattaforme di blogging – sembrano dire proprio questo: scrivi e non ti preoccupare di nient’altro! 

Medium per gli autori: 13 consigli su come utilizzarlo

Essendo una piattaforma social, permette a chiunque di trovarvi attraverso gli hashtag utilizzati all’interno dei singoli articoli. In questo modo, sfruttando gli articoli pubblicati su Medium, avrete la possibilità di raggiungere nuovi lettori che non bazzicano sul vostro blog o sugli altri canali social. Se invece non vi interessa avere un sito ma volete lavorare solo attraverso i canali social, Medium può essere un buon compromesso per avere un blog e lavorare con testi più lunghi.

Ecco tredici modi in cui Medium può aiutarvi nella vostra attività di autori.

  1. Pubblicate articoli di approfondimento e di carattere generale che possano creare un dibattito con i lettori.
  2. Scrivete articoli che facciano conoscere i vostri gusti ai lettori e, dunque, avvicinarvi al vostro target.
  3. Parlate del vostro processo creativo.
  4. Pubblicate un capitolo inedito del romanzo.
  5. Pubblicate una side story.
  6. Pubblicate un estratto del vostro ultimo libro o del romanzo a cui state lavorando.
  7. Scrivete nuovi pezzi della vostra storia dal punto di vista di personaggi differenti rispetto a quelli presenti nel romanzo (per esempio una scena di lotta dal punto di vista del cattivo e non dell’eroe).
  8. Pubblicate le schede dei vostri personaggi.
  9. Date voce ai vostri personaggi: intervistateli.
  10. Pubblicate dettagli sul mondo fantastico che avete costruito.
  11. Condividete la bibliografia attraverso la quale vi siete documentati per scrivere il vostro romanzo.
  12. Costruite l’attesa per il vostro nuovo romanzo attraverso la pubblicazione di estratti o svelando la copertina.
  13. Coinvolgete i lettori nel vostro processo creativo e nelle vostre scelte: per esempio, chiedendo l’aiuto per cercare l’illustratore per la vostra cover.

Questi consigli possono essere applicati anche ai contenuti per il vostro blog, ma ricordate che il vostro sito non può competere con il bacino di utenza di Medium. Unica regola? Non riproponete su Medium gli stessi articoli che pubblicate sul vostro blog!

Read, write and share stories that matter.

Penso che Medium abbia proprio questa capacità: invogliarti a scrivere. 
Voi cosa ne pensate? 

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