Perché non partecipare al NaNoWriMo

La fretta non ci permette di ottimizzare il nostro tempo.

Anche quest’anno ho partecipato al NaNoWriMo.
Come sapete si tratta di una sfida internazionale in cui l’obiettivo è raggiungere la scrittura di 50.000 parole in un mese. Durante l’anno si susseguono, a cadenza regolare, i Camp di scrittura in cui l’obiettivo viene fissato dall’utente e che hanno il compito di collaudare la routine di scrittura di un autore in preparazione della gara di fine anno che si svolge a novembre.

L’anno scorso con il NaNoWriMo 2015 e un camp sono riuscita a concludere la prima stesura di Perduti.
Quest’anno non è andata molto diversamente: ho scritto la metà di Lux Noctis ma, prima di lui, ho iniziato l’editing di Perduti trovandomi con una serie di problematiche e di quesiti sulla storia, primo fra tutti comprendere se fosse valida o meno.
Per Lux Noctis non è andata in modo molto differente.

Questi due romanzi hanno per me tutt’altro valore rispetto a Verso le Luci del Nord.
Verso le Luci del Nord era il mio primo romanzo e contiene un numero di nozioni esoteriche da far girare la testa.
Perduti riprende altre tematiche esoteriche, ma in chiave molto meno incisiva rispetto a quella di Verso le Luci del Nord, sulle quali si basava l’intera costruzione del mondo in cui si muovono i protagonisti.
Lux Noctis invece attinge nel folklore e nella storia.
Il mio metro di paragone e la mia vena polemica puntano il dito alla complessità e alla lunghezza dei tempi di realizzazione delle opere stesse.
Insomma, non riesco a essere oggettiva con ciò che sto realizzando in quest’ultimo periodo.
Perduti e Lux Noctis raggiungono in due la lunghezza di Verso le Luci del Nord e, anche se potenzialmente li trovo accattivanti, mi ritrovo a crogiolarmi in decine di dubbi. Credo di essere bloccata in quello stato in cui un autore dopo la pubblicazione nel primo romanzo non riesce a essere oggettivo rispetto all’opera prima.

L’anno scorso ho scritto una guida su come superare il NaNoWriMo indenni e tenni un diario su ciò che accadde in quel mese di novembre. Quest’anno è stata tanta grazia che sia riuscita a scrivere per l’intero mese e ho avuto così modo di riflettere sui motivi che dovrebbero spingere un autore a non partecipare al NaNoWriMo.

 

Perché non partecipare al NaNoWriMo

Buona parte della risposta si cela dietro l’obiettivo che ci si prefigge e con quale attitudine personale ci si avvicina alla manifestazione.
Io la vivo come una sfida con me stessa per riuscire a scrivere il più possibile e tentare di avere una routine che mi permetta di portare avanti un progetto nel lungo periodo senza mesi di stasi.

Io sono consapevole dei miei limiti.
So che fatico moltissimo a svegliarmi presto la mattina e vado a letto troppo tardi la sera, anche se continuo a ripetermi che dovrei invertire questa abitudine per poter produrre appena sveglia.
Ho calcolato che la mia media di scrittura sono 500 parole al giorno fisse e continuative, forse anche qualcosa in più.
Se tenessi questo ritmo riuscirei a scrivere in media un romanzo ogni due mesi. Non male, vero?

Scrivere durante il NaNoWriMo significa scrivere sotto stress, imparare a gestire le situazioni e la propria vita con una routine di scrittura che impone 1.700 parole al giorno.
Il contatore che rimane fermo, il counter delle parole giornaliere per finire in tempo che sale sempre di più per poter raggiungere l’obiettivo entro il 30 novembre. Si chiama ansia da prestazione e c’è chi molla e chi invece, va avanti spedito nella speranza di farcela.
La domanda è: quanti sacrifici siete disposti a fare per raggiungere un obiettivo?
Quest’anno credo di essere stata più brava rispetto all’anno scorso, riducendo ai mini termini le uscite e la vita sociale. Resta il fatto che lavoro full time e sono fuori casa tutto il giorno, che al ritorno ho due gatti da sfamare e una casa da mandare avanti. Sì, detesto vivere nel disordine, per cui cerco di tenere a bada pile di abiti da stirare, piatti che si accumulano prima di essere infilati nella lavastoviglie. Poi, mi piace cucinare, è un’attività importante per prendersi cura di sé stessi per cui non mi metterò mai a cenare davanti al pc mentre scrivo in modo compulsivo. Questo non significa che non faccia rinunce, significa che ho una vita che mi occupa parecchio tempo e le energie fisiche non mi permettono di spingermi oltre questo limite.

Scrivere per il NaNoWriMo comporta fare scelte anche e soprattutto a livello di scrittura.
Significa spesso partire senza scaletta e bloccarsi a metà strada senza più idee.
Mi sono resa conto che senza una scaletta sono in balia dell’ispirazione e facilmente soggetta a blocchi. Avevo già fatto questo errore con Perduti e ho replicato con Lux Noctis per il semplice motivo che non sono riuscita a realizzare per tempo l’outline dell’intera vicenda. Avevo in mente l’idea generale, le scene principali e il carattere dei personaggi ma mi mancava una sequenza coerente della narrazione, tant’è che a metà della scrittura ho deciso di fare un cambiamento radicale dopo aver trovato il tempo di scrivere l’outline finita dopo aver fatto la conoscenza approfondita degli attori coinvolti.

Scrivere per il NaNoWriMo significa confrontarsi quotidianamente con altri autori che si sono imbarcati nell’impresa. Il bello è vedere come ognuno affronta questa sfida. Basta fare un giro interno del gruppo italiano per vedere come la scrittura permetta di esprimersi anche a livello di organizzazione e di processo creativo. E questo riporta il primo punto toccato in cui in cui dicevo che è importantissima l’attitudine con cui ci si affaccia al NaNoWriMo. Se la sfida viene intesa verso altri autori diventa una competizione all’ultimo sangue, in cui è facilissimo barare e dove si scatenano incredibili invidie rispetto a chi è più avanti di noi, anche se nel gruppo italiano del NaNoWriMo l’affiatamento e il supporto reciproco sono i padroni indiscussi.
Il confronto obbliga a sbloccarsi, in un modo o nell’altro.

Allora perché partecipare al NaNoWriMo?

Il NaNoWriMo è una prima bozza, un embrione di storia su cui occorre lavorare nei mesi successivi.

Si scrive senza fermarsi, senza controllare gli errori di battitura, i refusi o anche solo la congruità delle scene e dei dialoghi.
Si scrive di getto, con l’istinto che sale dalla pancia e le dita che battono incessanti sui tasti. Illudersi che il lavoro sia ultimato è la più grande utopia in cui possiamo crogiolarsi. Questo è il motivo per cui se non si è deciso a priori il ritmo della narrazione, tutte le scene e nel complesso la struttura dell’intera storia, il lavoro di editing sarà uno stillicidio

Scrivere per il NaNoWriMo significa creare qualcosa in cui la situazione iniziale è totalmente libera da vincoli. Proprio per questo motivo le storie risentono della fretta con cui sono state scritte. Solo con una grande esperienza alle spalle e un ottimo allenamento di scrittura è possibile ovviare a questo problema, ottenendo un buon risultato fin dalla prima stesura.
Questo, però, è il traguardo che ogni scrittore vorrebbe raggiungere nel minor tempo possibile per passare a essere un professionista fatto e finito.

Per ottimizzare il lavoro è fondamentale avere alle spalle una buona documentazione di background sulla storia e l’intera struttura della narrazione, dunque un’outline completa. Questo ridurrà in modo significativo i tempi in fase di editing.
Il NaNoWriMo ci permette di confrontarci con i nostri limiti e metterci in discussione. Mi ha fatto capire che senza un’outline ben definita subisco blocchi di scrittura e i tempi si dilatano a dismisura.
Ho capito che funziono meglio quando scrivo al mattino appena sveglia. è il momento della giornata migliore quello più tranquillo dove, non si dovrà mai rifiutare un appuntamento.
Per me è impossibile fermare la vita per trenta giorni e gridarle che voglio prendere una pausa da tutto; dunque bisogna fare i conti con la realtà che ci sta intorno.

Il NaNoWriMo è un’ottima palestra per chi vuole capire meglio la propria individualità, il proprio metodo di scrittura annebbiati dell’invasione piccoli di blog guida e tecniche studio alternati a fasi di pura creazione come quella del NaNoWriMo.

Quali sacrifici avete fatto per vincere il vostro NaNoWriMo?
E voi, quali aspetti negativi avete riscontrato sulla vostra scrittura durante questi trenta giorni?

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