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The Edge of Love

Il racconto epistolare per scoprire noi stessi.

Creatività Sfrenata mi ha permesso di capire diverse cose. La prima, la più importante di tutte, è che tantissime persone sentono il bisogno di scrivere. Alcune solo per guardarsi dentro, con quella sensibilità tipica dell’introspezione che si prende il tempo delle parole che scivolano sulla carta. Altre si sono scoperte vogliose di scrivere veri e propri romanzi, o racconti. Ne sono nate storie in embrione, il desiderio di scoprirsi scrittori in erba con un’insana passione per le parole.

Uno degli esercizi più divertenti (e al contempo impegnativi), è quello legato alla scrittura epistolare. Scrivere lettere di vario genere, come se potessimo avere una capsule time e decidere a chi spedirle in ogni direzione temporale e spaziale. Sarebbe bello scrivere ai noi stessi adolescenti e rassicurarli sul fatto che la vita non fa poi così schifo, che quello di 2E non era poi così eccezionale e che tutto sommato i chili di troppo erano solo transizione  e tu, nel tuo corpo, oggi ci vivi benissimo.

Amo le lettere ma non ho costanza, per questo negli anni ho perso decine e decine di pen friends sparsi per il mondo. Con alcuni ci furono rapporti di anni e, ancora oggi, a tratti, fanno capolino nella mia vita con telefonate a casa dei miei genitori, come se la linea definita dall’età adulta si frapponesse tra di noi e non ci permettesse di entrare in contatto di nuovo.

Il romanzo epistolare

Il romanzo epistolare trova la sua massima espressione in un contesto artistico e sociale a me molto caro. Tra il 1750 e il 1850 i romanzi di successo utilizzano questa forma narrativa.  Da Frankenstein di Mary Shelley a Dracula di Bram Stoker; da I dolori del giovane Werther di Goethe a  Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo, la dinamica epistolare trova il suo naturale corollario in un’epoca in cui il carteggio è l’unico mezzo di comunicazione tra persone separate da chilometri (o miglia) di distanza.

Perché è una formula narrativa che funziona? Perché la narrazione coinvolge il lettore, lo trascina nella vicenda come fosse il diretto interlocutore del mittente. Intimità, atmosfere rarefatte dove tutto è nelle mani dell’abilità dell’autore.

Io la sto utilizzando all’interno della mia saga vittoriana per ovvie ragioni, ma lo ritengo anche un ottimo esercizio di scrittura per prendere dimestichezza con i personaggi, il loro tono di voce e la loro psicologia.

Il titolo del post è tratto dal brillante film The Edge of Love, che racconta la storia del poeta gallese Dylan Thomas e dell’amore per due, delle numerose donne che hanno costellato la sua vita: Caitlin McNamara e Vera Phillips.

Letter Journals

I’ll write a longer letter on my daft Journey, full of facts and dreams and lectures and little drawnings.

–  Dylan Thomas, The Edge of Love

Scrivere partendo dalla forma epistolare è un buon metodo per  lasciare liberi i pensieri, per scrivere senza troppe pressioni e addentrarsi a fondo nell’atmosfera del proprio romanzo. O dentro sé stessi.

Il letter journal (letteralmente il “diario delle lettere“) è un’idea tutta anglosassone e ci permette di scrivere lettere immaginarie. Si coniuga con le pagine del mattino proposte da Julia Cameron nel suo La via dell’Artista e le trovo un ottimo spunto per scoprire qualcosa di più su noi stessi.

Ecco allora 13 lettere da scrivere e vedere cosa potete scoprire attraverso di esse.

  1. Scrivete una lettera al voi stessi del passato o del futuro.
  2. Scrivete una lettera a vostra madre o vostro padre.
  3. Scrivete una lettera a un personaggio storico.
  4. Scrivete una lettera al vostro insegnante preferito delle superiori.
  5. Scrivete una lettera al vostro autore preferito.
  6. Scrivete una lettera all’attore (o attrice) di cui eravate perdutamente innamorati (vale anche un musicista, ovviamente!).
  7. Scrivete una lettera a un artista del passato.
  8. Scrivete una lettera a uno dei vostri personaggi.
  9. Scrivete una lettera al vostro primo amore.
  10. Scrivete una lettera al vostro partner (e donategliela!)
  11. Scrivete una lettera alla persona che disprezzate di più.
  12. Scrivete una lettera ai vostri futuri figli.
  13. Scrivete una lettera al vostro animale domestico.

Potete adottare alcune varianti per ampliare questo elenco, grazie ad alcuni accorgimenti di cambio di punto di vista narrativo.

  1. Scrivete le lettere come se foste voi il mittente.
  2. Scrivete le lettere come se foste voi il destinatario.
  3. Scrivete le lettere come se fossero scritte da queste persone (o personaggi) ma indirizzate a qualcuno che non siete voi.

Se non vi bastano, il mio amico Gaspare ha stilato un elenco di 11 pagine da scrivere prima dei 40 anni. Io sono parecchio indietro con la sua lista ma ho ancora sei anni di tempo per farcela.

E voi? Avete mai provato a scrivere lettere inventate, anche solo per sfogare rabbia e stress?

Se desiderate mettervi in discussione e accettare la sfida, partecipate a Creatività Sfrenata e scrivete senza porre limiti all’immaginazione per 31 giorni. Ci sarete solo voi, carta e penna, e i miei prompt!

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