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Il mio primo romanzo

Come scegliere le strategie di pubblicazione e marketing di un romanzo.

Scrivere un romanzo è facile: basta avere una buona idea. C’è chi potrebbe smentirmi, ma una buona idea e un’accurata scaletta fanno si che un romanzo sia scritto in pochissimo tempo. Perduti, per esempio, è stato scritto in due mesi. Quello che ho imparato – oltre a un po’ di cose personali di cui ho già parlato – è stato di quanto tempo occupi la parte tecnica: dall’impaginazione all’editing, passando per il piano marketing. Sto scrivendo questo articolo dopo quattro ore scarse di sonno, in cui ho maledetto in diciotto lingue Smashwords: e tra un’ora devo essere in ufficio, vigile e attenta.
Così ho pensato di condividere con voi il mio percorso tecnico, ben distinto da quello più intimo ed emotivo, per potervi aiutare in quelli che secondo me sono errori di chi è alla sua prima volta, giustificabili ma stressanti, a volte demotivanti, altri terribilmente irritanti.

La cosa principale è avere le idee chiare prima di procedere con ogni fase della realizzazione, o si rischia di restare invischiati e non venirne a capo. Utilizzare il business plan per pianificare tutto ciò che vi occorre per la pubblicazione potrebbe essere una buona idea.

Dalla prima bozza all’editing

Vorrei parlare dell’editing in un altro articolo: mi sembra un campo troppo vasto da poter limitare a poche righe. Non voglio annoiarvi con “lasciate sedimentare e poi riprendete il lavoro a mente lucida“, anche se all’inizio è davvero così. Bisogna non cadere nell’aspetto contrario: sedimentare troppo a lungo, tenere in piedi un progetto più di un anno – come nel mio caso – rischia di diventare frustrante. Se non si è abbastanza sicuri di ciò che si ha tra le mani e del suo potenziale, si getta la spugna.

Indispensabili in fase di editing sono una scaletta degli eventi, avere una timeline (anche del background, con il prima e il dopo di ciò che avviene nel vostro romanzo) e le schede dei personaggi. Io per timeline e scaletta ho usato un semplice foglio di Excel: non mi sono fatta problemi e, a forza di rimandare l’utilizzo di Scrivener, mi è seriamente sorto il dubbio che il suo uso per me sia limitato alla sola archiviazione della documentazione a supporto dei singoli progetti. Con queste tre cose, vi accorgerete subito di eventuali incongruenze, problemi e falle nella trama, lacune da colmare.

L’editing lo si fa da soli o con qualcuno che ci aiuti: a pagamento e non. Si da una ripulita a fondo, si riscrivono parti, se ne eliminano altre, si lima più che si può e si aggiunge solo lo stretto necessario. Poi si manda ai beta reader e si sistemano le cose che sono state segnalate da loro, si condivide, si cerca di capire se sono davvero modifiche necessarie o meno. Parlate con loro. Costruitevi un piccolo team di collaboratori di cui vi fidate ciecamente, che rispettano le vostre tempistiche e che sanno dirvi di no quando non ce la fanno a starvi dietro. Passata una bella fresatura, potreste essere pronti. Per sicurezza, trovate un paio di proof reader a cui inviare il manoscritto. Se son rose, fioriranno: e voi potrete pubblicare. Se non passa la prova, occorre tornare sul pezzo e sistemare (di nuovo) ciò che non va.

Totale stesure? Almeno tre.
Preparatevi.

La realizzazione della cover

Chiedete con largo anticipo i preventivi agli illustratori da cui vorreste farvi fare la copertina del vostro romanzo. Abbiate le idee ben chiare su ciò che desiderate. In origine mi ero rivolta a un’illustratrice italiana di cui amo i lavori. Italiana per due motivi: sana voglia di non vivere con l’ansia di non essermi fatta capire a sufficienza con un inglese discutibile e perché credo nei talenti italiani e, quando possibile, ho intenzione di adottare proprio questa politica. Cercare collaborazioni nostrane, per incentivare e promuovere ciò che di buono il nostro Paese offre. Di talenti eccezionali ce ne sono moltissimi: basta guardarsi intorno.
Alla fine di tutto, però, ho scelto di creare da sola la copertina di Verso le Luci del Nord: ho investito due anni e mezzo in workshop e formazione, spendendo anche un bel pò di soldi, con alcuni dei migliori talenti internazionali e nazionali del settore. Non sfruttare ciò che ho imparato sarebbe stato stupido. Ci ho messo tre ore, e il risultato è stato più che soddisfacente dopo un anno che non prendevo in mano la tavoletta grafica.

Se volete fare da soli, senza un minimo di base, vi consiglio di leggere la serie di articoli di Malaspina su come realizzare la cover di un romanzo.

Distribuzione e scelta del retailer

La mia scelta di distribuzione è stata quasi scontata: Amazon per la vendita diretta; Create Space per la versione cartacea del romanzo e Smashwords come retailer. Perché Smashwords? In primo luogo perché è – a tutti gli effetti – il primo retailer per autori indie (qui, le case editrici non entrano) e perché i suoi pagamenti sono più puntuali e brevi rispetto a quelli di Streetlib. Sia Smashwords che Amazon richiedono il codice EIN, che serve per non vedere applicata ai nostri guadagni la tassazione americana ma quella italiana. Ovviamente, dovrete far certificare tali redditi dal vostro commercialista o dai sindacati, se vi appoggiate a loro per la compilazione della dichiarazione dei redditi. Ho seguito la guida di Carla Monticelli su come richiedere il codice EIN per autori indipendenti e mi sono messa al lavoro per la conversione del mio file .doc rispettivamente in .mobi ed .epub.

Ho fatto un grosso errore sottovalutando l’aspetto della conversione e dell’impaginazione. La procedura su Amazon è stata semplicissima e me la sono cavata in cinque minuti. Create Space è stato più lungo, ma solo perché ci sono una serie di controlli di impaginazione da fare piuttosto pesanti a livello grafico. Smashwords, dopo otto ore, non mi ha dato alcun esito positivo. A nulla è servita l’ottima guida scritta da Francesco Ambrosino su come creare un ebook con Calibre né la formattazione del file Word seguendo le linee guida di Smashwords. Se desiderate lavorare con il retailer americano dovrete:

  • leggere le linee guida (in inglese perché, come suggerito da Carla, in italiano alcuni passaggi rischiano di essere fraintesi) – 75 pagine -;
  • ripulire il file Word eliminando ogni tipo di formattazione e stile;
  • reinserire le formattazioni seguendo le indicazioni di Smashwords.

Se salta qualcosa, siete spacciati.
Dopo otto ore di tempo e una giornata intera ad arrovellarmi sul da farsi ho trovato la miglior soluzione possibile. La pubblicazione avverrà solo su Amazon e Create Space. Non proteggendo il file di Amazon con DRM, sarà possibile per chiunque scaricare il romanzo e leggerlo da qualsiasi dispositivo. In un secondo momento, eventualmente, potrei procedere all’inserimento anche in altri cataloghi attraverso Streetlib. Smashwords non merita la mia salute, la mia vista e – soprattutto – il mio tempo.

Promozione e marketing

Nelle ultime settimane di editing mi sono appuntata ogni idea, appunto o spunto che mi fosse dato da terzi o fosse nato da me. In realtà l’attività promozionale di Verso le Luci del Nord è partita quando ho messo online l’ultima versione del sito. Molti degli articoli scritti sono approfondimenti a tematiche trattate all’interno del romanzo, già pronte ora per essere consultate dai lettori.

A differenza di ciò che feci per Appuntamento con la paura, ho decisodi non fare alcun blog tour e di investire tempo ed energie sul mio sito. Ovviamente i blog non sono stati esclusi dalla strategia. Ho contatto blog per ottenere la segnalazione dell’uscita del romanzo. Non ho chiesto recensioni: occorre tempo e i lit-blog sono oberati di lavoro. Se sarà interesse di qualcuno, provvederò a inoltrare il romanzo per la lettura. In caso contrario, la segnalazione è già un’ottima pubblicità e richiede pochissimo tempo a me e a loro. Minimo dispendio di energie per un buon risultato di ritorno. Ci sono diversi contenuti che devo pubblicare a chiusura degli approfondimenti al romanzo, dopo di che passerò a quello successivo. Non ho mai fatto mistero della mia convinzione dell’importanza del proprio sito e rinnovo questa mia posizione con le mie scelte.

Come sapete, amo il visual. Sono convinta che un buon testo possa portare al medesimo risultato sia sottoforma di prosa che declinato in immagini. Per questo ho puntato una strategia di marketing molto visiva, di grande impatto e – spero – difficile da dimenticare. Elisa Piasentin, oltre ad avermi fatto da beta-reader, ha lavorato tre giorni e tre notti per donarmi il fanvideo di Verso le Luci del Nord. Dal canto mio, ho contattato Maby-chan e le ho commissionato i busti dei sei personaggi principali. Io, invece, ho curato la cover e la realizzazione della presentazione slide.
Che bisogno c’era? direte voi.
Ho fatto un po’ di indagini e, oltre a Joanna Penn che ha spiegato come utilizzare Slideshare per la promozione di romanzi, ci sono altri che sostengono quanto possa essere utile per la promozione e il posizionamento dei contenuti su Google. Ho studiato la guida al presentation design di Anna Covone e, in una mezz’ora, ho abbozzato lo storyboard di quello che è diventato uno strumento di informazione e narrazione differente dagli altri. Se Maby-chan ha colto l’essenza dei personaggi; se Elisa ha racchiuso 370 pagine in un minuto io sono riuscita a sintetizzarle in venti righe. Cosa che non mi è riuscita nella sinossi, ovviamente. Questo perché ho estrapolato i concetti principali e li ho rielaborati, così come ha fatto Elisa. Probabilmente, senza aver visto il suo video, avrei fatto più fatica a focalizzarmi sui punti cardine, anche se – a livello di input – sono sempre arrivati dal titolo originale: Drove Through Ghosts To Get Here.

Come canali social ho scelto la pagina Facebook come strumento principale in quanto è quella con il maggior tasso di coinvolgimento, seguito da Pinterest. Sono i due social che mi danno i risultati migliori a livello di tempo di permanenza e lettura del blog e questo l’ho potuto capire grazie alle analisi continuative prese grazie al libro di Judy Blackmore, Presenza Digitale. Anche qui, occorre fare formazione. Che siano testi (meglio se in inglese) o corsi, ha poca importanza. Dovete sapere cosa state facendo ma, soprattutto, dove volete arrivare. A basso costo ma di buon livello ci sono i webinar de La settimana della formazione, che spaziano a 360° sulla presenza online e, durante il periodo di settembre-ottobre, il costo è davvero ridicolo.

Facciamo un passo indietro: la promozione non si fa a costo zero. A dire il vero, non si fa nulla a costo zero. Editor, illustratore, corsi di Photoshop o di SMM costano. A volte chi scrive è in bolletta e trasla nella scrittura il sogno di una vincita alla lotteria, altre fa della scrittura un mestiere, altre resta solo un hobby costoso. Nel mio caso, il business plan mi è venuto in aiuto. Ho focalizzato il primo obiettivo: rimettere in pari i costi sostenuti con i ricavi in un tempo limitato. Dopo di che, la mia attività di scrittrice deve reggersi in piedi. Il che implica che costi = ricavi deve diventare ricavi > costi e questo delta deve aumentare sempre più. Ovviamente in positivo, mai in negativo. Con questi obiettivi ho adottato la strategia dei prezzi con un lancio in prevendita del romanzo a un costo inferiore rispetto a quello finale.
Sì, ma gli investimenti?
Sono del partito che la scrittura non debba essere un hobby costoso, altrimenti continuavo a scrivere fanfictions (e magari era pure meglio, sotto un certo punto di vista). Un lavoro ce l’ho, mi potrei accontentare di tenere la baracca in pari con un bilancio che chiude a zero. Ma se il primo anno può essere così, la situazione deve migliorare per forza, o si può chiudere e dedicarsi ad altro. Quindi, per fare investimenti, ho bisogno di un fondo iniziale, una riserva a cui attingere se le cose non vanno come dovrebbero e devo correre a saldare debiti. La mia riserva è stata costruita attraverso un’azione di decluttering: mi sono di tutte le collezioni che – negli anni – ho accumulato per poi abbandonare. Manga e bambole sono stati venduti (e non ancora tutti). Questo mi ha permesso di realizzare una campagna marketing di cui sono fiera. Sono fiera di ciò che abbiamo fatto perché tutti hanno lavorato dando il massimo, credendo in quello che stavano facendo ma – soprattutto – credendo nel mio romanzo.
Vi sembrerà stupido, ma è una sensazione bellissima.

Non ho dimenticato nemmeno gli iscritti alla Newsletter. La mail è arrivata con un giorno di ritardo a causa di un piccolo problema con Genesis Framework che mi aveva bloccato l’accesso a WordPress. Ma è arrivata. Agli iscritti ho inviato la cover in anteprima, i primi due capitoli da leggere e il fanvideo. Curare e coccolare i fan è importante. Quelli che ci sono e quelli che ci saranno.

E adesso?
Ho deciso di dare l’esclusiva ad Amazon e attivare per tre mesi Kindle Unlimited, dato che il romanzo non si trova su altre piattaforme e vedere come va. Per adesso, mi sembra di avere un buon ritorno.
Terrò monitorate le vendite in concomitanza con le uscite del blog, segnalazioni da altri blog ed eventuali recensioni, in modo da capire quali siano gli agenti esterni che influenzano le vendite.
Poi c’è Perduti, il prossimo romanzo. Non ve ne siete dimenticati, vero?

Il resto è in mano a voi. Carla Monticelli ha scritto un elenco di 30 cose che potete fare per promuovere il romanzo del vostro amico autore.
Allora, io ve la ripropongo: se vi va, potete aiutarmi così.

Leggi i primi capitoli di “Verso le Luci del Nord”!

Scarica i primi capitoli di Verso le Luci del Nord e parti per la caccia con Tamara e Dave. Il Bene ha bisogno anche di te.

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