Scrivener: 7 funzioni per esperti

Alla scoperta di Scrivener: 7 funzioni utili per gli scrittori.

Oggi ho un ospite speciale qui, ed è Laura Mosconi. Laura è stata un’attenta presenza durante il mio NaNoWrimo dello scorso novembre e da allora non ci siamo perse di vista. Laura è una scrittrice differente da quelli che bazzicano da queste parti perché si occupa di letteratura per ragazzi, che in Italia è una cosa più unica che rara. Oltre a questo e a magiche doti informatiche, Laura è un’altra grandissima sostenitrice dell’utilizzo di Scrivener.
Anche lei, come Serena, mi ha instradato sulla via di Scrivener, seguendomi passo passo su alcuni punti.

Io non ho ceduto (e, a questo punto, credo non lo farò mai) ma le ho chiesto di illustrarci alcuni trucchi per utenti esperti. 

Scrivener livello avanzato

Se hai partecipato almeno una volta al NaNoWriMo (o al Camp NaNoWriMo) ti sarai sicuramente imbattuto in Scrivener, un tool che è un po’ il Santo Graal tra i software per scrittori.
Vasto e ricco di funzionalità, Scrivener può incutere timore. Statistiche serissime affermano che circa il 99% degli utenti prova sentimenti di sconforto al primo utilizzo di questo software. Il restante 1% perde direttamente i sensi.
Scherzi a parte, se ti sei sentito sopraffatto dalla complessità di Scrivener, tranquillo, succede a più o meno a tutti. È successo anche a me.

Il problema principale di questo tool, e al tempo stesso uno dei suoi maggiori pregi, è che ha una marea di funzioni. Ti serviranno tutte? Ad occhio e croce, no. Alcune sono dei veri e propri salvavita, alcune ti faranno risparmiare tempo, altre preserveranno la tua sanità mentale, altre ancora non le userai mai.
Intanto, eccone qualcuna che forse non conoscevi.

L’ambiente distraction-free

Ok, probabilmente usi già la modalità “Full Screen” (o “Composition” nella versione Mac), indispensabile per scrivere senza distrazioni. Forse però non sai che puoi personalizzarla grazie al pannello di controllo che si apre spostando il mouse verso il basso.
Regolando la larghezza e la posizione del foglio e la trasparenza dello sfondo, puoi avere sempre visibile in background la finestra principale del software e non perdere di vista le informazioni che per te sono importanti. Io lo uso per avere sotto controllo la sinossi e il numero di parole da raggiungere per la sessione.
Stai scrivendo come un fiume in piena e hai bisogno di inserire un commento o appuntare una nuova idea nella sinossi? O di consultare al volo un altro documento? Le icone centrali del pannello di controllo ti permettono di aprire l’inspector e di navigare nel binder senza uscire dalla modalità a schermo intero. Il momento di ispirazione è salvo!
Infine, in “View” > “Full Screen Backdrop” (o “View” > “Composition Backdrop” su Mac) puoi anche impostare come sfondo un’immagine che ti rilassi e stimoli la tua creatività.

L’outliner

Molte persone scrivono in maniera sequenziale e si trovano bene ad usare un unico documento. Altre, come me, saltano di palo in frasca come se non ci fosse un domani e portano avanti dozzine di scene in contemporanea. Per queste persone, ma anche per quelle che usano Scrivener per il blogging, l’outliner è utilissimo per gestire l’intero progetto. Questa modalità è una visualizzazione alternativa a quella della corkboard e si apre cliccando su “View” > “Outline”.
Come ottenere il massimo dall’outliner? Personalizzandolo, ovviamente! Usando il triangolo nero che compare in alto a destra, puoi scegliere quali colonne mostrare nella tabella dei tuoi contenuti. Io ho attivato la colonna “Status” e aggiorno (ok, cerco di aggiornarlo) questo campo per ogni documento mano a mano che scrivo. Nell’outliner, quindi, a colpo d’occhio, posso vedere quali articoli sono conclusi, quali sono in corso d’opera e quali ancora da iniziare. Comodo, no?

Le collection

Il binder mostra la struttura del tuo progetto ed è perfetto per vedere le sezioni e i capitoli, ma a volte c’è bisogno di raccogliere i documenti in modo trasversale, a prescindere dalla loro posizione. Ed ecco che arrivano in nostro aiuto le collection. Una collezione non è altro che un gruppo di documenti collegati tra di loro, come tutti quelli che riguardano la sotto-trama romantica del romanzo oppure quelli con il POV di un certo personaggio. Cliccando sulla seconda icona, nella barra degli strumenti, compare la sezione “Collections” in cui puoi creare e gestire le collezioni. In più, le linguette per accedere alle collezioni restano sempre a disposizione dietro quella del binder.

L’importazione

Qual’è la differenza tra Scrivener e un comunissimo editor di testo come Microsoft Word? Beh, che Scrivener non è un editor di testo ma è uno software contiene anche un editor di testo. Bella risposta, eh? Va bene, salto le disquisizioni filosofiche e vado con l’esempio.
Mi bastano due sole parole: la ricerca.
Se ti sei cimentato almeno una volta nella scrittura di un romanzo o anche solo di alcuni articoli, sai quali dimensioni mastodontiche può raggiungere il materiale raccolto prima di iniziare a scrivere. Come organizzare tutto in modo che sia a portata di mouse e, al tempo stesso, separato dal romanzo vero e proprio?

Con la funzione “File” > “Import” puoi importare immagini, PDF, documenti di testo (.doc, .rtf, ecc) ma anche fogli di calcolo, presentazioni, video, audio e suddividerli nelle cartelle che preferisci. Non tutti i tipi di file saranno aperti direttamente nell’editor, ma potrai comunque visualizzarli con il software con cui li gestisci di solito.
Puoi importare in Scrivener anche pagine web, usando il comando “File” > “Import” > “Web Page…”. In questo caso, avrai una copia della pagina sul tuo computer e potrai consultarla sempre, anche senza connessione internet. Se invece, hai bisogno delle informazioni sempre aggiornate, puoi salvare il link piuttosto che la pagina stessa.

Infine, dulcis in fundo, tutti i file importati possono essere associati come riferimento ad un documento. Esiste infatti la sezione “References” (la seconda icona nella finestra dell’inspector) in cui scegliere i file da avere sempre a portata di mano mentre stai scrivendo.

L’importazione (con suddivisione)

Con l’importazione, ovviamente, puoi caricare su Scrivener anche dei testi veri e propri che magari hai scritto usando altri software. Se il formato di partenza è .rtf, cioè un .doc semplificato, il testo importato diventerà un vero e proprio documento nel binder. In pratica, puoi scrivere un capitolo con Microsoft Word e trasferirlo su Scrivener in un secondo momento.

Se invece hai un intero romanzo in un un unico file .rtf e vuoi importarlo suddividendolo per capitoli puoi usare “Import and split“.
Lo confesso: probabilmente l’operazione non sarà mai del tutto automatica e ci sarà bisogno di qualche aggiustamento manuale, soprattutto se il file originale è formattato in maniera particolare. Insomma, se ti sei sbizzarrito con i colori e i font, potresti perdere qualche cosa durante l’importazione.
Premessa fatta, l’operazione in sé è semplice: per prima cosa, devi inserire uno o più caratteri (ad esempio ##) all’inizio di ogni capitolo nel file originale. In questo modo, stai indicando in quali punti spezzare il file.
Poi, in Scrivener clicca su “File” > “Import” > “Import and split”, specifica la sequenza di caratteri che hai utilizzato e, voilà, ecco tanti bellissimi capitoli pronti per essere modificati.

Gli snapshot

L’inspector di Scrivener è quasi un mondo a parte. Ad occhio, è l’incubo di ogni pantser e la stanza dei giochi per ogni plotter. La funzione di cui voglio parlare, però, piacerà a tutti. Giuro!
Nell’inspector, la quinta icona in alto (quella con la macchina fotografica) è quella degli snapshot. La proviamo? Dopo aver aperto il tab “Snapshots”, clicca sul bottone +. Congratulazioni, hai appena salvato una copia del tuo documento. Adesso potrai stravolgerlo e farlo a pezzettini senza pensare “E se poi me ne pento?”. Se ti penti, infatti, puoi sempre usare il pulsante “Roll back” e tornare alla versione salvata con lo snapshot.

I fortunati possessori di Scrivener per Mac, in più, possono usare il pulsante “Compare” per confrontare il testo modificato con quello di uno degli snapshot.

La compilazione

Supponiamo che tu abbia accolto a braccia aperte la filosofia di Scrivener, che il binder sia diventato il tuo migliore amico, che tu abbia creato diligentemente un documento per ogni capitolo o addirittura un documento per ogni scena perché “ehi, se mi accorgo che la scene comica con Pinco e Panco sta meglio prima della Epica Battaglia per la Salvezza dell’Universo, la posso spostare con un solo clic”.
Bene, benissimo. È arrivato il momento di ottenere il mitico file, il PDF pronto per la stampa, il .doc che manderai ai tuoi beta-reader, l’e-book da caricare sul tuo e-reader. È arrivato il momento della compilazione, vale a dire fare clic su “File” > “Compile” (o sull’icona con la freccia blu nella barra degli strumenti).

Nella finestra della compilazione puoi combinare un preset, cioè un gruppo di opzioni di formattazione, e un formato finale. Ad esempio, puoi scegliere il preset “Paperback Novel” in “Format as” e “Word Document (.docx)” in “Compile for” per ottenere un doc del tuo romanzo. Questa, in estrema sintesi, è la compilazione. Se poi ami le emozioni forti, puoi cliccare sulla freccia blu vicino a “Format as” (o su “All options” su Mac). La finestra che si apre è il vero cuore della compilazione e qui puoi davvero personalizzare ogni cosa. Sotto “Contents” puoi decidere quali documenti esportare. Quelle tre versioni alternative delle stessa scena? Quel capitolo fantastico che userai per il sequel? Puoi escluderli dalla compilazione senza eliminarli fisicamente.
In “Formatting” hai un’anteprima di come sarà formattato il documento che otterrai e puoi cambiare font, indentazione, interlinea. Sotto “Page settings”, puoi modificare i margini della pagina e aggiungere header e footer. Per qualche preset, come “E-book”, puoi anche scegliere una copertina e i meta-data essenziali per i vari store online.

Giocando con le opzioni della compilazione puoi esportare non soltanto il testo, ma anche quasi ogni elemento dei tuoi documenti: le sinossi, i commenti, le note e persino i meta-data. Io ho stampato l’elenco delle scene (con rispettive sinossi) da usare come riferimento per le revisioni.

Quelle di cui ho parlato sono solo alcune delle funzionalità di Scrivener. Ce ne sono molte altre, più o meno nascoste.
Tutto molto bello, ma sono sicura che molti si staranno ponendo la fatidica domanda: “Ma quindi Scrivener è il software perfetto per chi scrive?
No. Non esiste il software perfetto per tutti. Chiunque dica “questo è il software definitivo per questa cosa” mente.
Esistono software che possono essere definitivi per la maggior parte delle persone, ma esisterà sempre qualche utente mediamente soddisfatto e qualcuno insoddisfatto. Ed è giusto così.

Come fare a decidere se Scrivener è il software giusto per te?
Provandolo!

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