Scrivener: pro e contro

Scrivener: il tool di scrittura che si trasforma in un raccoglitore digitale.

Ci sono voluti parecchi mesi – ho perso il conto di quanti siano esattamente, ma credo un anno – per decidermi a utilizzare Scrivener. Non è che ce l’avessi con lui: è che mi rifiutavo di dedicarmi al suo studio. Quando mi sono armata di coraggio, ho rifatto almeno un paio di volte il tutorial proposto dal forum di literatureandlatte ed entrambe ho chiuso con aria affranta il programma. C’è qualcosa in Scrivener che spinge al rifiuto.

Gli errori che ho commesso sono stati diversi:

  1. Cercare in ogni modo di inserire al suo interno Drove trough ghosts to get here – Le Luci del Nord, quando avevo già tutto su Word ed Excel. Dover comprendere come fare l’upload dei capitoli e suddividerli in scene (praticamente in modo manuale, nonostante ci siano escamotage per accelerare il tutto) è stato davvero complesso e in mio aiuto è arrivata Laura. Questo però non mi ha aiutata. Il file di Drove è un mattone: credere di passarlo su Scrivener in tempo breve è un suicidio.
  2. Io ho un tipo di scrittura sequenziale. Non salto da una scena all’altra, non scrivo ciò che mi piace di più tenendo il resto per il tour de force finale. Questo mi ha fatto vedere sempre con un po’ di sospetto la struttura che Scrivener mette a disposizione, con la suddivisione di ogni capitolo in paragrafi (opzionale).
  3. La documentazione è per la maggior parte stampata, così come le schede dei personaggi e la mappa dei luoghi (sì, c’è anche lei, ma non vi racconto come l’ho creata perché è piuttosto imbarazzante).
  4. La complessità del programma in generale. Si può utilizzare anche come semplice software di videoscrittura, ma è sbagliato. Scrivener è una vera e propria cartella di lavoro e, come tale, va utilizzato. Inserire il POV di narrazione, il luogo e il momento temporale in cui ogni scena accade permette di sviluppare una serie di output davvero utili, dalla timeline alla sinossi. Il mio problema? Quando scrivo non mi fermo per un bel po’ di battute: come faccio? Recupero questo aspetto tecnico alla fine, stremata e senza forze? Non lo farei. Dovrei interrompermi durante la scrittura, ma perderei il filo. E allora? Come risolvo la questione?

In sostanza, il mio errore è stato quello di decidere di iniziare a utilizzarlo con un progetto molto avanti anche nella revisione, ma è stato proprio durante l’editing che ho capito quanto mi sarebbe tornato utile avere ogni capitolo suddiviso in scene. Ma ci pensate, a quanto sia facile spostare un intero paragrafo da un capitolo all’altro senza aprire tre file di Word e ricordarvi dove e quando li avete spostati? Ecco, io me ne sono fatta un’idea molto chiara.

Al di là di questo, i motivi che mi hanno spinta ad acquistarlo sono stati i seguenti:

  1. Serena Bianca DeMatteis e Sam Bruno (potrei fermarmi qui, in effetti, dato quanto le mie due amiche autrici amino questo programma).
  2. La possibilità di avere sotto controllo la timeline attraverso la visualizzazione della bacheca iniziale.
  3. La facilità di poter modificare e spostare paragrafi senza impazzire.
  4. La comodità di avere tutta la documentazione caricata in un unico file, facilmente consultabile e reperibile.
  5. La possibilità di creare una sinossi direttamente da Scrivener.
  6. La possibilità di esportare il file finale in formati di pubblicazione come epub, Kindle, iBook e pdf.
  7. Possibilità di integrazione con Scapple, un software per la creazione di mappe mentali. 
  8. Ha una struttura gerarchica di facile consultazione dei contenuti. I documenti sono correlati e organizzati attraverso i raccoglitori.
  9. Offre la possibilità di scrivere “a schermo intero”, lontani da distrazioni e social network.
  10. Scrivener è stato realizzato da uno scrittore per scrittori, per questo la sua organizzazione è quasi maniacale. Gli strumenti di statistica che offre Scrivener sono numerosi: conteggio delle parole e possibilità di impostare gli obiettivi di scrittura, sono solo alcune delle opzioni offerte.
  11. La possibilità di avere “istantanee” dei documenti in modo da poter tornare sui precedenti salvataggi senza perdere nulla.

I template personalizzati

Scrivener offre la possibilità di creare template personalizzati su cui salvare i nostri progetti. Ne esistono diversi online, molti gratuiti, che possono fare al caso vostro. Ne esistono persino per genere, come ad esempio per i romance o i thriller. 

Ne ho salvata una lista che troverete nell’area riservata agli iscritti alla newsletter. 

Scrivener per il blogging

Scrivener è uno strumento che può essere utilizzato da chiunque scriva. Libri, novelle, sceneggiature, tesi, ricerche e serie possono trovare spazio al suo interno. La sua versatilità lo rende interessante anche per l’attività di blogger. I motivi?

  • Possibilità di poter conteggiare le parole per singolo post.
  • La possibilità di organizzarli per categoria, argomento o pubblicazione grazie alle cartelle. In questo modo anche le bozze potranno essere salvate su Scrivener evitando di appesantire WordPress.
  • Riuscire a scrivere tenendo aperti in parallelo più documenti.
  • Come potete organizzare la struttura del vostro blog su Scrivner? Create una cartella per categoria e inserite al loro interno i post che andrete a scrivere. Potrete poi spostarli in un archivio suddiviso per mese mano a mano che andrete a pubblicarli. Tenete una cartella per i guest post (vostri e quelli degli altri) e utilizzate la dashboard come piano editoriale. Utilizzate le cartelle di documentazione per salvare bozze e idee (io preferisco Evernote o un il mio quaderno Moleskine) e il materiale di approfondimento dei vostri articoli.
  • Per finire? Esportate il file di Scrivener in HTML e incollatelo su WordPress. Se invece state producendo materiale da scaricare, un PDF o altri formati digitali potranno fare al caso vostro.  E che dire, se deciderete di pubblicare un ebook con i vostri migliori articoli? Una manciata di minuti e il gioco è fatto!

Perché proprio non riesco a utilizzarlo

Scrivener è un mondo. Quando lo dico, ne sono consapevole così come sono consapevole delle infinite potenzialità che offre. Tuttavia mi inibisce la voglia di scrivere. Ho così deciso di utilizzare il programma come raccoglitore della documentazione raccolta. Importerò i capitoli solo una volta conclusa la stesura di ognuno, in modo da poter sfruttare la creazione della sinossi e successivamente l’esportazione del file per la pubblicazione. Quando scrivo ho bisogno di sentirmi libera, con una pagina bianca davanti al viso e il silenzio tutt’attorno. Pensare di dover compilare schemi, moduli, campi e schede tecniche… mi destabilizza. Per ora, il mio Scrivener diventerà una grande libreria per il brainstorming e i progetti work in progress su cui lavoro a tempo perso.

Ho iniziato il NaNoWriMo Camp di aprile, ma l’editing di Drove ha messo in luce diverse criticità che non posso trascurare o posticipare di affrontare. Motivo per cui ho dovuto sospendere la stesura di una nuova storia (questa volta avevo puntato a qualcosa di breve) e per cui sarò latitante nelle prossime settimane.

Lascio la parola a voi: favorevoli o contrari all’utilizzo di Scrivener?
Se lo utilizzate, come sfruttate le sue infinite potenzialità?

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There are 6 comments on this post
  1. Aprile 06, 2016, 3:45 pm

    Ti capisco. Solo nel leggere le mille funzionalità di questo programma mi è venuto mal di testa. Sarà che io ho imparato a scrivere con la Olivetti Lettera 22 e sono abituata ad andare in ordine sequenziale senza mai avere la necessità di spostare nulla. 🙂 Word è più che sufficiente a questo scopo. Ha già di sé un sacco di funzioni che non uso.
    Per raccogliere il materiale, invece, uso OneNote, sempre di Office, ma poi alla fine mi ritrovo a salvare tutto in un file di Word e stampare, per poi metterci mano con la penna.
    C’è poco da fare. L’uso di carta e penna è più immediato, inoltre scrivere a mano mi aiuta a elaborare meglio le idee in fase di creazione della trama. E poi lo schermo è sempre troppo piccolo. Già dover gestire due finestre o tab diventa problematico, mentre sul tavolo di cucina o, meglio, sul mio letto, ci stanno decine di foglietti scritti a mano che posso consultare contemporaneamente. 😀

  2. Annarita
    Aprile 08, 2016, 10:05 am

    Ammetto di non averlo mai provato, ma mai dire mai.

  3. Aprile 09, 2016, 8:00 pm

    Ogni tanto mi faccio venire i calli proprio con quella prima Lettera 22, che ancora possiedo (poi sono passato a collezionarle, le macchine). Cosa si perdono i giovanotti, quel ritmo sonoro fra il secco e il pastoso, e la meccanica perfetta di piccoli timbri scagliati verso la carta…
    E il mitico bianchetto, che rendeva la scrittura più un lavoro da imbianchini che da intellettuali, da soffiarci sopra fino alla rigidità (poi assente, e a batterci sopra scoppiava la bolla, cambiando la pagina in un pastrocchio).
    Non c’è software che mi riporti alla sensazione di compiere un lavoro vero e proprio.

  4. bla bla blogger 2 maggio 2016 - Social-Evolution di Paola Chiesa
    Maggio 02, 2016, 12:17 am

    […] Tutorials Scrivener: pro e contro. di Alessia […]

  5. Luglio 15, 2017, 7:50 am

    Ricordo che avevo scaricato la demo della prima versione di Scrivener, e mi era piaciuta per la sua semplicità. La versione 2 sarebbe arrivata nel giro di qualche tempo, perciò mi ero sfregato le mani, felice di avere trovato qualcosa che faceva al caso mio. Be’, quando le ho dato un’occhiata ho capito al volo che non faceva per me. Non ho voglia di “studiare” per usare un programma di videoscrittura. Quindi? LibreOffice (o Pages), e quaderni.

  6. Luglio 16, 2017, 10:08 am

    Ho il tuo stesso problema, Marco: anche volendo, il massimo utilizzo che riesco a fare di Scrivener è quello di raccoglitore di materiale. E non mi riesce neppure bene! Io utilizzo fogli di calcolo, Word, quaderni e tanta tanta carta stampata. Purtroppo, per ricordare esattamente cosa sto facendo, troppo materiale online mi fa perdere la concentrazione e le energie. Scrivener è un ottimo strumento, ma purtroppo non fa per me e il metodo di scrittura.

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