Scrivere crea connessioni

Scrivete perché la parola è tutto ciò che abbiamo.

È un anno esatto che non scrivo. Diciamo che ci ho provato all’ultimo NaNoWriMo di novembre, arrivando a metà storia con la certezza che la scrittura come lotta contro il tempo non fa per me. Nella mia vita di Prosivendola ci sono stati spesso periodi di totale inattività, specialmente quando ero più giovane e incostante, poi ho capito che serve anche la stasi per lasciare sedimentare idee scritte di getto sul mio quaderno che, poco alla volta, si accorpano trasformandosi in una storia completa. Mi serve un tempo di gestazione, di rifinitura dell’embrione perché prenda vita. Non basta una buona idea, serve anche la voglia costante di tuffarsi in quella storia, la passione che ti spinge alla ricerca, un soggetto di cui scrivere che dovrebbe essere un pilastro portante – anche se per me questo prende forma sempre durante la stesura della storia -, personaggi tridimensionali e non figurine di carta.
Riguardo a quest’ultimo anno, nonostante la scarsità produttiva rispetto a colleghi scrittori che sfornano un romanzo ogni tre mesi e a cui guardo con un misto di timore reverenziale e sincera ammirazione, non posso che essere fiera di me stessa.

Sono cambiata io come persona e questo ha cambiato anche il mio approccio alla scrittura e la consapevolezza di quello che posso fare. Anzi, che voglio fare. E lo so che in Italia non si vive di scrittura, che se sei indie per una precisa scelta personale o cerchi di lasciare da parte buona parte di orgoglio e valori – e, perché no, anche pregiudizi a volte – oppure ti limiti a vendere quelle poche copie e sperare di creare qualcosa di buono ogni volta.

Scrivere non è un gioco, è necessario come respirare, giusto per citare qualcuno più famoso di me. C0s’ho combinato nell’ultimo anno?

  1. Ho pubblicato il mio primo romanzo, Verso le Luci del Nord.
  2. Ho finito il mio secondo romanzo, Perduti, che è in fase di editing (e di cui pubblicai l’anno scorso un piccolo spin-off sul blog, L’uomo nell’armadio).
  3. Ho pubblicato un mio racconto “Nel silenzio della notte, Mila vive” nella raccolta Buck e il terremoto il cui ricavato sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana per le vittime del sisma di Amatrice e Accumuli.
  4. Dall’autunno scorso sto lavorando alla sceneggiatura di un videogame. Ho creduto sin dall’inizio che sarebbe stato un lavoro davvero difficile per me. Ero scettica sulle mie effettive capacità di riuscita all’interno di un progetto su cui sono costretta a lavorare in modo piuttosto differente da quello a cui sono abituata. Ma lavoro con un team di persone fantastiche  e confrontarmi con loro è una sfida continua con me stessa, ma soprattutto una soddisfazione immensa. Avere il feedback costante delle persone con cui collaboro è uno stimolo a migliorare e dare sempre il massimo. Quando sarà il mom2ento vi parlerò di quest’avventura con i crismi che merita un progetto a cui tengo moltissimo, che mi sta permettendo di crescere, di ampliare i miei orizzonti e lasciare spazio ad altre espressioni narrative, che esulano dalla narrativa pura.
  5. Sono diventata membro dell’Associazione Culturale Ascolto, con tutto ciò che può comportare l’essere socio di una realtà stimolante, intensa, ricca di connessioni e personalità che si incontrano per creare qualcosa di nuovo, ognuno apportando il proprio vissuto, la propria Arte, i propri progetti.

E così è arrivato un altro NaNoWriMo Camp e con lui la voglia di tornare a scrivere di pancia, senza pensieri, senza arrovellarmi su una congiunzione sbagliata e la punteggiatura non idonea, ma non è questo il momento. Mi sono fermata e mi sono data delle priorità: mi sono detta che la storia che ho iniziato a novembre dovrà attendere, perché Perduti deve uscire e c’è molto lavoro da fare perché sia un’opera compiuta di cui essere orgogliosi.
Voglio scrivere una bella storia con leggerezza e spensieratezza.
Voglio scrivere immaginando la faccia di chi la leggerà per primo, figurarmi i lineamenti del viso che si contraggono ridono e piangono se sarò stata abbastanza brava per renderlo possibile.
Penso che vorrei scrivere tantissime storie e ne vorrei leggere almeno il doppio. Penso che il mondo sia popolato di storie bellissime di autori fantastici e che spesso vengono ignorati. Penso che mi piacerebbe poterli aiutare, in qualche modo, a rendersi visibili. Penso che non sia necessario solo il talento per scrivere, ma che sia solo ciò che fa la differenza e che semplifica la vita e il processo creativo a chi ha la fortuna di possederlo.

Se scrivete, se avete voglia di scrivere ma non conoscete le regole, fregatevene e lanciatevi in questo NaNoWriMo Camp di aprile 2017. Se avete una storia che valga la pena di essere raccontata, scrivete. Non importa se poi ci saranno delle virgole fuori posto, se i congiuntivi non saranno mai del tutto esatti. Per sistemarli, per rivederli, per far leggere quella storia a qualcun altro e rivederla voi stessi, avrete poi tutto il tempo.

Scrivete perché è bellissimo. Scrivete perché c’è qualcuno nel mondo che aspetta di leggere solo voi. Scrivete perché qualcuno sta aspettando la vostra storia. Scrivete perché ci sono personaggi che hanno bisogno di una voce e potrebbe essere la vostra. Scrivete perché le idee arrivano e poi fuggono se non vengono acchiappate: le vostre potrebbero essere utilizzate da qualcun altro. Scrivete perché la vita è una e di raccontarne altre mille ne abbiamo tutti la possibilità. Scrivete perché la lingua italiana è bellissima e ricca di sfumature. Scrivete perché accostare due parole che suonano bene e che hanno un significato unico è la soddisfazione più grande del mondo.

Scrivete perché quando vi chiederanno qual è la vostra più grande passione e risponderete “scrivere” alcune persone non vi capiranno ma molte, moltissime, vi stimeranno per ciò che fate. Si appassioneranno alla vostra vita e a tutte quelle di cui scriverete. Vi chiederanno altre storie, altri aneddoti, altre parole inchiostrate.

Scrivete.

Il vostro mondo può essere quello di molti sconosciuti che, grazie a voi, entreranno in comunione, si uniranno, avranno qualcosa in comune. E tutto questo è la vittoria più grande: la connessione sottile che si crea tra voi, ciò che scrivete e chi vi legge.

Fatevi il mazzo, scrivete le cose più fighe che vi vengano in mente, ma divertitevi. Divertitevi un casino, imparate, osservate, leggete.
Non annoiatevi mai, tendente al miglioramento, guardate al vostro lavoro e lasciate agli altri la stessa libertà di cui godete voi.
Avete scelto di essere Scrittori, che è la cosa più bella e difficile del mondo.
Tutto ciò che non dipende da voi, lasciatelo perdere: vi porta via solo tempo prezioso.
Sfoggiate con fierezza la vostra dedizione, l’umiltà, la tenacia.
Il resto, davvero, non consideratelo: dovrebbe esistere solo il vostro lavoro.
Solo quello.

Approfondimenti sul NaNoWriMo

Alcuni approfondimenti che potete trovare all’interno del sito.

Per chi di voi vuole cimentarsi può trovare il gruppo italiano dei Wrimos su Facebook. Potete trovare supporto, persone meravigliose, deliri, word wars e momenti di condivisione che vi faranno vivere in modo meno solitario la vostra scrittura.

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