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Un anno da libera professionista

Consigli per aspiranti freelance.

Avevo promesso di non fare bilanci ma poi mi sono fermata a riflettere sulle cose che ho fatto – e che non ho fatto – in questo primo anno di partita IVA, mi sono data una pacca sulla spalla e mi sono detta che un riassunto di quello che ho imparato in questi 12 mesi poteva essere utile alla me del futuro e a tutti quelli che vorrebbero iniziare ma non sanno come fare. Che vorrebbero, ma hanno paura. Che l’Italia non è un Paese per giovani perché se hai più di 35 anni sei messa in panchina, non è per Donne che vogliono (ri)mettersi in gioco e per un popolo di sognatori ancora convinti di poter cambiare il mondo un pezzetto alla volta. 

Facciamo un passo indietro, perché le parole sono importanti per definirci.

Quando ho iniziato a lavorare, quindici anni fa, quelli che passavano in azienda come consulenti li chiamavamo liberi professionisti e l’età media si aggirava intorno ai 40/50 anni. Il freelance – nell’immaginario comune – è un nomade digitale, gira il mondo con il suo lap top e lavora in ambito digitale; è un allampanato nerd che sceglie di smanettare con il computer, incapace di sostenere una riunione con il cliente; oppure è semplicemente uno che ha dovuto reinventarsi obbligato dagli eventi e non per scelta.

Io come mi definisco? Libera professionista, perché la verità è che gli inglesismi mi piacciono poco – e spesso sono obbligata a utilizzarli per lavoro – e perchè è una parola che mi fa sentire più vicina alla mia idea di imprenditoria.

8 cose che ho imparato da libera professionista

Questo è quello che ho provato sulla mia pelle e inciso sulle ossa. Poco male, me lo porterò dietro tutta la vita come qualche cicatrice di quando ero bambina ma per me, questo anno, è stato importantissimo.

  1. Se scegli la strada della libera professione devi domandarti il motivo per cui lo fai e sappi che ne hai sempre due: uno ideologico e uno pratico. Quando la tua motivazione pratica sarà messa a dura prova, sarà quella ideologica a salvarti e a farti vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Se la tua motivazione pratica è avere più tempo per te e ti ritrovi a lavorare 20 ore al giorno, sarà la motivazione idelogica – creare il tuo brand di fashion sostenibile, per esempio – a farti tenere duro.
  2. Dopo la motivazione, viene la pianificazione. Un business non sta in piedi da solo: servono numeri, serve fare marketing, farsi conoscere, dare tanto senza aspettarsi per forza qualcosa in cambio. Anziché mollare tutto e tuffarti in un progetto personale senza avere idea di cosa stai facendo, della sua sostenibilità, di cosa serva per costruirlo e vederlo dare i propri frutti, aspetta. Ho lavorato per molti anni come controller e il principale problema degli imprenditori è che non hanno una visione di lungo periodo, vivono alla giornata sperando che il mercato cambi, non fanno investimenti e sperano di avere utili senza (r)innovarsi. Prenditi tempo per pianificare, per mettere da parte un po’ di risparmi per pagarti qul corso che ti serve per partire e poi, dopo che avrai capito qual è il modello del tuo business e se può davvero darti da mangiare, fai il salto. Buttarti nella mischia illudendoti che il mondo digitale sfami tutti è una fregatura: il web non è l’Eldorado, è il Klondike. Se puoi, chiedi un orario flessibile al tuo attuale datore di lavoro e inizia a costruire il tuo sogno un pezzo alla volta. Ricordati, però, che non è un hobby e che devi gestirlo come se non avessi un piano B. Per me questo ha significato sacrificare a volte i miei fine settimana, lavorare la sera dopo cena sulla mia comunicazione, ma è stato necessario per raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata per quest’anno. 
  3. Ti serve sapere come muoverti online. Significa affidarti ai professionisti che possono aiutarti a partire con il piede giusto e farti risparmiare un sacco di tempo. Se non hai le idee chiare acquista una consulenza di personal branding (o il libro di Gioia Gottini Tutto fa branding!); fatti fare il sito web da un’esperta  e investi in una consulenza strategica di comunicazione online. Ad aprile ho lanciato la nuova versione del mio sito web: non era in programma ma non avrei mai lavorato al massimo delle mie possibiltà senza una casa online che rispecchiasse la mia personalità e il modo in cui lavoro. Ho scelto professioniste con cui condivido la filosofia: Giui Russo come fotografa, Anna Bassano come supporto per la parte di visual e Giada di MielCafé.
  4. Valuta attentamente le collaborazioni. Quelle che funzionano ti entusiasmano e ti arrichiscono a ogni confronto, non ti fanno sentire in competizione né sottomessa ma parte di qualcosa di più grande. Se le collaborazioni ti mettono ansia, sembrano contratti di lavoro dipendente ma senza orari… forse c’è qualcosa che non va. Così come per i clienti, scegli collaboratori che abbiano una visione simile alla tua e uno scopo comune da raggiungere insieme. 
  5. Investi nella tua formazione personale. Quest’anno ho scelto il corso Soulful Business di Giada Carta che mi ha permesso di avere una pianificazione impeccabile nel lavoro e una crescita he non avrei mai sperato di ottenere. A luglio avevo lavori acquisiti sino a ottobre, raggiungendo il mio obiettivo di fatturato annuo pari a 20.000 euro. Ho lavorato molto su me stessa anche sul piano spirituale (il mio viaggio in Nepal è stato l’apoteosi in questo senso) e della crescita personale con Paola Fantini, la Coach che – tre anni fa – ho scelto per uscire dal mio bozzolo e fare la mia parte per migliorare il mondo.
  6. Crea relazioni forti. Nella vita da libera professionista avere una rete in cui trovare confronto è importante. Gli amici, la famiglia, i colleghi: tutti sono un’enorme rete che ci avvolge. Lavora sempre per costruire relazioni, partecipa agli eventi di settore, non tirarti indietro e fai la prima mossa quando vorresti conoscere assolutamente qualcuno ma pensi di essere scambaita per una stalker. Insomma, butta lontano la timidezza e non fare come me!
  7. Non lavorare per gli amici e i conoscenti, a meno che tu non sia così brava da trattarli come tutti gli altri clienti. In caso contrario, lascia perdere e consiglia loro di rivolgersi a qualcun altro. Salverai il vostro rapporto e il tuo business.
  8. Il multitasking ti fa perdere tempo: fai una lista delle cose da fare e lavora con la tecnica del batching, che ti aiuta a essere focalizzata sulle attività che stai svolgendo. Impara a darti orari di lavoro e concediti delle pause. 

 

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