Una stanza senza pareti

Lo studio dello scrittore è un posto intimo, il luogo perfetto in cui immergersi nella creazione.

Il rumore delle onde che s’infrangono sulla battigia, la rena umida e l’odore di salsedine. La stessa che ti s’incolla ai capelli quando esci di casa. Da bambina non sopportavo il viaggio, ma mi bastava mettere il naso fuori dal finestrino e respirare quell’aria densa a pieni polmoni per farmi passare il mal d’auto.  Il mare chiama, il mare c’è sempre quando parlo di romanticismo, vita e vivere. Il mare si affaccia oltre la veranda, una sedia comoda e un tavolino basso, perfetto per posarvi un té caldo, qualche biscotto e il mio netbook. Il mare è un sottofondo amico, anche quando è agitato. Ti guarda dentro, è come riflettersi in un qualcosa che è fuori eppure dentro di te.

Tutto questo sarebbe il mio studio ideale: davanti l’infinito, un portico sotto cui ripararmi dal vento e dalla pioggia, un tavolino e una comoda sedia trapunta di cuscini fatti in casa.
Un po’ (come) Jo March.

La Stanza dello Scrittore

Mi capita spesso di chiedermi dove uno scrittore avrà dato vita alle proprie parole. Mi piace credere siano nate in modo unico, in un posto altrettanto speciale e magico. Quando sono in viaggio riesco sempre a portare con me il mio netbook e, qualche volta, sono riuscita anche a utilizzarlo. Ho dei ricordi bellissimi di quando scrissi i giorni di Berlino in un hotel di Vienna, dopo giornate passate al freddo di mercatini natalizi. O di una storia ambientata a New Orleans quando mi trovavo a New York, salvo poi scrivere di New York una volta rientrata in Italia.

Il mio spazio ideale resta la mia camera da letto, il luogo in cui finisco con il passare la totalità del mio tempo libero quando sono a casa. Qui ho tutto l’occorrente: appunti, romanzi in libreria, manuali e la zona studio in cui ho sistemato tutto l’hardware sulla mia (s)comoda scrivania ad angolo. Per ora mi devo accontentare e limitarmi a osservare la vita nella strada sotto casa, dalla finestra che ho alla mia sinistra. Entra una bella luce, di giorno. Nel primo pomeriggio il sole si sposta da questo lato dell’appartamento e ci resta sino al tramonto. Il cielo assume sempre colori eccezionali, d’estate.

Stare qui dentro è sempre stato per me fonte di creatività sin da bambina. Negli anni abbiamo cambiato la disposizione dei mobili anche in concomitanza con l’arrivo di mio fratello, sino a quando non ha deciso di crescere prima di me. Ma gli inquilini sono sempre gli stessi. Alcuni peluche che mi sono stati regalati adagiati fiaccamente sul letto alle mie spalle, uno dei quali lo ritrovo spesso nelle mie foto di quando stavo dentro un box e ne morsicavo il bordo in gomma. Ci sono mensole stipate di libri e manuali, di My Little Pony che dovrei trovare il coraggio di buttare e alcune delle mie bambole. E poi, qui davanti a me, le Funko Pop di Ghost e Jon Snow, che mi ricordano come l’Eroe resterà sempre il mio punto debole in fatto di “uomo dei miei sogni”.

Carta alle pareti floreale, poster di cantanti e musicisti attorno al mio letto. Perché la musica è tutto, una colonna sonora per ogni momento della tua vita. Almeno, sino a quando non decido di spegnerla quando arriva il momento di scrivere.

I Rituali dello Scrittore

Scrivere è una Magia. O meglio, un’Alchimia. Occorre raccogliere tutti gli ingredienti, saperli dosare in modo saggio e accurato, miscelarli con attenzione maniacale e cura e attendere la macerazione prima di vedere la Pietra Filosofale prendere vita nelle nostre mani.

Ognuno ha piccole manie per arrivare a grandi risultati, come ha sottolineato Alessandro Girola in un suo vecchio articolo sulle sue abitudini di scrittura. 

Cosa faccio prima di scrivere? Immagino mille frammenti della storia, li ripasso mentalmente sino a impararli a memoria. Dialoghi compresi. In sottofondo, sempre una colonna sonora che andrà ad ampliarsi sino a trasformarsi in una vera e propria track list per i tempi più duri della stesura. Nel frattempo, mentre le idee bollono, cerco immagini adatte ai miei personaggi, ai luoghi, a tutto ciò che può ispirarmi e lo raccolgo all’interno delle mie mood board su Pinterest. E, in tutto questo, cerco un titolo adatto alla storia. Quando arriva, sono pronta per scrivere! Non sono un’amante degli appunti maniacali, per cui in genere mi segno solo i tratti salienti del plot e dei personaggi. Se trovo dei presta volto adatti, tanto meglio, ma non sono indispensabili. Dopodiché inizio con la prima stesura (tanto poi, c’è l’editing ad abbattere il mio info dump selvaggio).

Come scrivo? Ho la cattiva abitudine di scrivere tutto direttamente al PC, spesso persino gli appunti della scaletta o sul background della storia. Se è un periodo di facili distrazioni o di attività intensa a causa di una deadline da psicopatici, anziché scrivere al PC fisso mi rannicchio sul mio letto e scrivo sul netbook, da cui ho volutamente staccato la connessione internet. Danni limitati, mondo esterno tagliato fuori (insieme allo smartphone abbandonato troppo lontano per essere guardato senza dovermi alzare) e concentrazione altissima. Gli appunti sono sparsi per la stanza, in almeno una decina di quaderni. Li sto raccogliendo a poco a poco in un’unica agenda, in modo da avere – finalmente – tutto sotto controllo e a portata di mano, anche quando esco di casa per più di dodici ore.

Cosa faccio mentre scrivo? Scrivo! Mi interrompo per bere una tazza di té caldo o un cappuccino a metà giornata, altrimenti non mi scollo dal pc. Quando scrivo dal netbook, azzerate le distrazioni e sotto una soffice coperta di pile, la resa è massima. Se sono in crisi e il blocco dello scrittore mi attanaglia, faccio un giro su Pinterest e aggiorno le mie mood board. 

Quando scrivo? In prevalenza la sera, dopo il lavoro. Oppure, durante il week-end, nel pomeriggio. Difficilmente riesco a trovare il giusto mood al mattino. Mi metto al pc ma non esce nulla di valido, così ormai ho preferito accantonare il tentativo di scrittura mattutino. Sarà che sono un animale nottambulo?

Vi ho parlato della mia stanza senza pareti perché, la verità, è che scrivere ti sbalza ovunque senza spostarti mai.
Eppure, senza quel posto speciale, la magia non avrebbe la stessa, intensa forza.
Mi fate conoscere la vostra Stanza dello Scrittore e i vostri segreti rituali ritmici di scrittura?

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