30 Gennaio 2026

Connessioni #32 • Radici

Scrivere contenuti long form ed evergreen per non essere dimenticate.

Ti senti stanca.
Sui social è quel momento — che ciclicamente ritorna — in cui la noia e la voglia di passare tempo altrove ti trascinano lontano dallo smartphone e dallo scroll.

E finché preservi il tuo spazio privato va benissimo, ma se i social li utilizzi per lavoro, serve trovare un equilibrio che ti offra libertà dall’algoritmo e, allo stesso tempo, ti permetta di trarre il meglio, per il tuo business, dall’utilizzo dei social media.

Perché le idee ci sono, il desiderio anche e la competenza pure. Eppure ti senti come se stessi parlando in una stanza dove qualcuno tiene sempre accesa la televisione, portando continuamente l’attenzione altrove, distogliendola da te.
Non perché la tua voce non sia abbastanza forte, ma perché l’ambiente intorno è progettato per distrarre te e chi ti ascolta.

Allora inizi a chiederti:

  • Dove voglio vivere?
  • Dove voglio far vivere il mio pensiero?
  • Dove voglio far vivere la mia visione?
  • Dove voglio far vivere la relazione con le persone che mi seguono?

Perché i social sono luoghi digitali e, come tutti i luoghi, hanno una temperatura interna, un ritmo, una logica personale. Sono veloci, rumorosi, affollati.
E oggi, molte persone stanno cercando spazi più lenti. Spazi dove le parole non siano scintille fugaci, ma finestre e ponti da attraversare concedendosi il lusso di guardarsi attorno per cogliere i dettagli. Dove il contenuto non sia solo consumo, ma luogo di incontro tra pensieri e parole.

Ed è da qui che nasce questa puntata di connessione. Dalla scelta di dove mettere radici e dove fare casa.

Ascolta la puntata completa del podcast Connessioni


Susan Sontag e la scrittura come pratica di coscienza

Susan Sontag nasce a New York il 16 gennaio 1933, con un altro cognome addosso e un’infanzia fatta di spostamenti, vuoti, ricerca di senso della vita.
La sua è una solitudine che affila lo sguardo e diventa presto un’intellettuale che mette il corpo dentro ciò che pensa e il pensiero dentro ciò che il mondo tenta di semplificare.
Negli anni Sessanta entra nel dibattito culturale rifiutando l’ossessione di spiegare tutto, di sezionare l’arte come un insetto sotto vetro. Invoca un altro sguardo: carnale, sensuale, vivo.

Sontag ci insegna che le parole possono essere gabbia o volo. Che scrivere non è “dire bene”, ma vedere meglio ciò di cui ci occupiamo. Vedere meglio ciò che facciamo in relazione a noi stesse e agli altri, al mondo. E aiutare altri a vedere ciò che ancora non avevano avuto modo di guardare.

Per lei la scrittura è onestà brutale e disciplina. È contraddizione, fame, osservazione di una mente che crea e forgia sé stessa. Le parole, per Susan Sontag, non sono mai neutre: creano mondi, e quindi gerarchie, colpe, stigma ma anche possibilità di salvezza.
Scegliere parole pigre significa scegliere anche i giudizi nascosti dentro quelle parole.
E puoi parlare di business, visibilità, successo e fatica con un linguaggio di guerra oppure con un linguaggio di vita.

Susan Sontag non ha paura della complessità ma la complessità richiede tempo, lentezza, un ritmo interiore che il mondo digitale prova costantemente a sabotare. Ma la profondità non si produce in serie.


Contenuti veloci e contenuti pilastro: le differenze

Contenuti veloci e contenuti pilastro non sono nemici giurati ma hanno ruoli diversi all’interno della tua strategia.

I contenuti social sono contenuti veloci e servono per mantenere presenza, relazione, contatto quotidiano con il tuo pubblico. Sono il nutrimento costante della fiducia del tuo pubblico. Ma se tutta la tua comunicazione vive lì, su piattaforme rapide e volatili, diventa una fatica continua.
Ogni giorno devi ricominciare da capo, cercare idee, trovare soluzioni, passare ore a tessere relazioni nel tentativo di acquisire clienti.

Il contenuto pilastro, invece, è un contenuto madre. È il punto fermo della tua strategia ed ciò che ti permette di non reinventare la ruota ogni mattina. Una strategia basata sui pillar content non è un’opzione ma una scelta di alta sostenibilità per te e il tuo business.

Cos’è un pillar content e perché rende la tua strategia di marketing sostenibile

Un pillar content non è solo un contenuto lungo ma un contenuto di qualità alta: utile, completo, chiaro, ritrovabile nel tempo. Riciclabile.

I benefici principali dei contenuti pilastro sono due:

  • autorevolezza
  • relazione continuativa
  • nutrimento di contenuti per le piattaforme veloci (ovvero i social media).

Un contenuto pilastro non nasce per diventare virale in 24 ore ma con il chiaro obiettivo di essere trovato, salvato, condiviso, riletto, studiato. Il contenuto pilastro nasce con lo scopo di essere duraturo nel tempo, di resistere ai cambiamenti di algoritmo e di mercato.

La domanda che puoi porti non è:
“Cosa pubblico?”

Ma:
“Quale dubbio sta bloccando la mia cliente ideale?”
“Quale passaggio sta cercando di attraversare?”

Il pillar content è un buyer trust content: non convince il pubblico ma chiarisce le sue idee, il tuo posizionamento e guida in modo naturale la scelta degli utenti. Non spinge all’acquisto ma costruisce fiducia nel tempo, dove non c’è solo la frammentata visibilità dei social ma la relazione con un porto sicuro a cui approdare. Il tuo sito web.

I tre grandi formati del long form

Un contenuto pilastro può assumere forme diverse. Non esiste il formato migliore in assoluto, ma quello più sostenibile per te e che accende la tua scintilla creativa. Il formato che ti permette di essere te stessa, che non ti crea ansia e stress e che nutre anche te.

  • Scrittura. Blog, articoli evergreen, guide. Hanno una straordinaria forza per SEO, chiarezza e profondità.
  • Audio. Il podcast è intimo, accompagna la vita quotidiana. Ha una reach più lenta e ridotta, ma un’altissima fidelizzazione del pubblico.
  • Video. Unisce voce, presenza, corpo. Richiede più risorse, ma può diventare un ponte verso contenuti più profondi.

In che modo scegliere il tuo contenuto pilastro? Non seguire la moda ma ascolta sempre te stessa.

Domandati

  • Qual è il mio linguaggio naturale?
  • Che tipo di esperienza voglio offrire?
  • Quanta energia posso dedicare con costanza?
  • In che modo apprende meglio, il mio pubblico?

Meglio un solo pilastro curato che tre portati avanti con fatica. La sostenibilità è una forma di rispetto verso te stessa e il tuo pubblico. Dove puoi prenderti un impegno costante da portare avanti nel tempo?

Crea con profondità e poi frammenta il contenuto

La regola dei pillar content è semplice: non crei contenuti veloci per poi approfondire ma crei contenuti profondi da frammentare in modo strategico sui tuoi canali social.

Un contenuto pilastro può generare newsletter, post, caroselli, reel, pin, estratti audio, content upgrade grazie a una strategia di repurposing efficace. In questo modo la tua creatività smette di esaurirsi e inizia a sedimentare, a concentrarsi su ciò che davvero conta: il nutrimento che può davvero guidare una scelta di acquisto consapevole.

Una strategia basata su pillar content e contenuti evergreen non è statica. Lavora su cicli editoriali di 3 mesi poi osserva, aggiusta la rotta, riallinea ciò che non ti convince o che è troppo distante dalla tua personalità. I risultati dei contenuti long form arrivano in un tempo che va dai 6 ai 12 mesi. Prima di chiudere un canale, concedigli il tempo di mettere radici e vedere i primi risultati.

Questo tempo ti permette di comprendere anche perché, una strategia di comunicazione integrata, necessita di canali veloci e canali più lenti. Immagina la tua strategia di comunicazione così: i social sono sentieri; i long form sono spazi sicuri. I tuoi contenuti pilastro sono radici profonde.

Oggi, scegliere radici forti per la tua comunicazione, è l’atto più sovversivo che puoi compiere per riprenderti tempo, spazio e ascolto. E non cedere al pensiero dominante che ci vuole spenti, inermi, passivi, privi di pensiero critico e profondità d’animo.

Per aiutarti ad avere una strategia di comunicazione e marketing evergreen, che sia sostenibile e ricca di creatività, puoi scoprire se Mana fa per te. È il mio percorso di consulenza individuale di 3 mesi dove prenderemo per mano la tua comunicazione e la trasformeremo in un ecosistema con radici solide: dai tuoi contenuti pilastro ai tuoi social media. Senza dispersione, per farti sentire integra e non più frammentata dalle imposizioni dei ritmi dei social media.

FAQ - Le domande più frequenti delle mie clienti



Cosa sono i contenuti pilastro?

Sono contenuti fondamentali e strategici che costituiscono la base di una comunicazione sostenibile, autorevole e duratura. Sono contenuti long form, ovvero lunghi, ed evergreen, perché si basano sui temi portanti del tuo business e della tua offerta.



Che differenza c’è tra contenuti evergreen e contenuti social?

I contenuti social sono veloci, legati all’immediatezza dell’algoritmo e al nutrimento della relazione con il tuo pubblico. Quelli evergreen restano rilevanti nel tempo e continuano a generare valore attraverso uno strategico posizionamento sui motori di ricerca che permette agli utenti di intercettarli attraverso ricerche informative nel lungo periodo.



Perché il long form è importante nel marketing oggi?

Perché restituisce tempo al pensiero, costruisce fiducia e intercetta un pubblico più consapevole e coinvolto. Un pubblico disposto a leggere, a guardare un video, è un pubblico più attento e attivo, predisposto all’acquisto attraverso il valore generato dai tuoi contenuti e non solo da leve di marketing aggressive e manipolatorie.



Quanti contenuti pilastro servono in una strategia?

Meglio pochi e ben curati. Anche uno solo può sostenere un intero ecosistema comunicativo. Scegli con cura il tuo format – blog, canale YouTube, podcast, newsletter – verificando quali tappe del funnel di vendita occupano questi canali.


I contenuti pilastro aiutano la SEO?

Dipende dal tipo di contenuto pilastro. Blog e canale YouTube sì, aiutano la SEO, perché rispondono a domande reali, sono strutturati e intercettano richieste informative degli utenti. La newsletter resta nella parte di conversione del funnel, quindi non aiuta la SEO ma la conversione. Mentre il podcast valorizza autorevolezza di brand e leadership di pensiero, rafforza il legame con la community ma la SEO del podcast resta interna alle piattaforme di podcasting. Tutti i contenuti pilastro, però, sono ottimi segnali per la IA Overview.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.

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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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