Come creare una vita felice da freelance

Vita da freelance: le cose che ho imparato

Vivere una vita felice da freelance è possibile, in barba a quella narrazione collettiva che ci vuole tutti stressati, tristi e senza un soldo in tasca.

Nel percorso di libera professionista c’è sempre tempo per fare bilanci, per guardarsi indietro e vedere quanta strada abbiamo fatto. Ho parlato di come mi sono preparata per diventare freelance ma poi non ti ho mai raccontato di quello che è accaduto dopo il primo anno, di cosa ho imparato e di come la mia vita è migliorata giorno dopo giorno senza il mio (ex) contratto a tempo indeterminato.

Soldi

Questa è facile, perché sono partita avvantaggiata: ho un passato lavorativo come impiegata amministrativa e controller di gestione. Monitorare costi e ricavi, incassi e uscite, margini di commessa è stato il mio pane quotidiano per la maggior parte della mia vita lavorativa.

Sono scesa a patti con me stessa: non sarò mai una donna minimalista. Adoro andare per mercatini alla ricerca di capi vintage, sono una di quelle donne che anziché creare la casa ideale su Pinterest ricerca capi particolari su Vinted e anche una di quelle che avrà sempre più libri da leggere rispetto al tempo per farlo. Fatta questa premessa, l’organizzazione economica e finanziaria è fondamentale.

  • Ho un conto corrente dedicato all’accantonamento delle tasse dal primo giorno di partita IVA. Il 50% di quello che incasso finisce lì e passa direttamente nelle casse dello Stato al momento del pagamento delle tasse. Praticamente, non faccio affidamento su quei soldi che non mi appartengono.
  • Ho un file Excel in cui annoto tutte le spese private e le spese lavorative, giorno per giorno creando il Kakebo (il libro dei conti giapponese) in formato digitale.
  • Ho un file Excel di controllo dell’andamento della mia attività lavorativa e un programma di contabilità che mi permette di tenere traccia della stagionalità del business. I dati statistici ci dicono molto di quello che accade (e che possiamo fare) nella nostra pianificazione.
  • Faccio un piano investimenti a inizio anno e un business plan a prova di bomba.
  • Monitoro in modo costante entrate e uscite.
  • Accantono il 20% di quello che incasso come margine per il business da reinvestire.

Ai soldi è legata la paura della scarsità, quel senso di precariato e vulnerabilità che la partita IVA si porta dietro. Anche da dipendente (e con un contratto a tempo indeterminato) hai quella sensazione (se, come me, hai assistito e vissuto 3 acquisizioni aziendali in 5 anni), solo che non la percepisci dal conto in banca ma dalla realtà che ti circonda.

Si tratta di cambiare modalità di pensiero: ragionare su base annua anziché su base mensile. E, se ci pensi bene, questa è una fortuna. Ti permette di programmare, di avere spazio per aggiustare il tiro quando le cose non vanno, aumentare le attività di marketing e spingere su quei servizi (o prodotti) che non fanno fatica a farsi vendere per raggiungere il tuo obiettivo di fatturato.

È tutto in mano tua e non devi dimostrare niente a nessuno.

Organizzazione

Sono sempre stata una persona organizzata ma anche una di quelle persone che “una ne pensa e cento ne fa”. Tradotto in maniera semplice: il tempo, a me, sembra non bastare mai. La mia organizzazione è fluida, non è mai fissa perché evolve insieme a me, ma ci sono alcune cose che mi hanno aiutata ad organizzarmi al meglio e che, ancora, mi accompagnano.

  • Uso la tecnica del batching come base della mia organizzazione e per la creazione dei miei contenuti. Significa che raggruppo le attività del mio brand e con le mie clienti per blocchi. In agenda ho giorni dedicati alle consulenze con le mie clienti, giorni dedicati al lavoro sulle strategie, giorni dedicati alla progettazione e alle revisioni del mio business e, ancora, giorni dedicati all’invio e alla lettura delle email e alla parte amministrativa.
  • Lavoro in modalità attiva. Significa che i social media li uso solo quando voglio e tengo lo smartphone in un’altra stanza mentre lavoro. Lo stesso vale per le email: nei giorni in cui sono in deep work (lavoro profondo) non apro la casella email.
  • Organizzo il lavoro con le mie clienti prevedendo un tempo medio per la creazione di strategie e per le consulenze. In questo modo riempio l’agenda mese dopo mese senza stress o senza sovraccaricarmi di lavoro.
  • Gli orari di lavoro sono sacri. È altrettanto vero che quando ami il tuo lavoro, staccarti diventa difficilissimo (e poi, c’è sempre qualcosa che si può fare!). Io mi sono data un orario di fine ma non un orario di inizio, perché amo dormire e gli orari della mia sveglia non sono mai gli stessi. La mattina spesso mi prendo tempo per me stessa (ci vediamo alla voce self-care di questo articolo) e non lavoro. I miei giorni lontana dal lavoro sono nel week-end per una questione pratica con il resto della mia famiglia, ma ho la fortuna di avere un compagno freelance e quindi, decidere di staccare un giorno qualsiasi della settimana per improvvisare una gita fuori porta. Per non procrastinare devi stabilire un numero di ore lavorative settimanali entro le quali far rientrare le tue attività. Per me sono 4 o 5 ore al giorno, al massimo, in genere concentrate nel pomeriggio.
  • Sono un’introversa, quindi ho bisogno di spazi di silenzio e vuoto. Una settimana al mese mi chiudo nel mio studio a creare contenuti e ricaricarmi. In quella settimana non prendo impegni con le mie clienti o all’esterno, ma resto dentro di me.
  • Ritagliarsi spazi di progettazione e ideazione è fondamentale. Non ti rendi conto della loro importanza finché non ti metti alla scrivania per fare solo quello.
  • Quando mi sento la testa carica di idee e di pensieri, faccio brain dump: una lista di cose che voglio fare suddivisa per tipologia. Poi cerco di darmi anche una deadline, anche solo di progettazione per valutare la fattibilità di quell’idea. Funziona!
  • Cambia rotta alle attività che detesti e costella le tue giornate di piccoli piaceri, in modo che ogni giorno sia una festa.

Quello che ho imparato è che, quando ami quello che fai, poi tendi a fare solo quello. Nei primi anni della mia attività ho lavorato senza sosta (soprattutto quando ero ancora par-time in azienda e avevo troppo poco tempo da dedicare al mio mio business) ma gradualmente ho ridotto quel tempo. Mi sono così ripresa il mio amore per la lettura e quello per la scrittura. Sono tornata a scrivere il mio romanzo, ho ripreso il teatro, ho ridotto le ore di lavoro per prendermi cura di me.

Posizionamento e modello di business

All’inizio avevo un’offerta molto variegata, molto operativa e poco creativa. Una scelta dettata anche dalla contingenza: con l’orario d’ufficio al mattino non potevo seguire clienti in consulenza come avrei voluto, quindi avere libertà quasi totale sul lavoro per non dover incastrare impegni di due realtà differenti (il mio business e il lavoro in azienda) era fondamentale per preservarmi. In realtà, quel modello di business è durato poco, molto poco. Forse nemmeno un anno.

  • All’inizio della mia attività il mio modello di business prevedeva: realizzazione siti web, scrittura testi per il web, gestione socia media. Nel frattempo ho iniziato a lavorare alla strategia di comunicazione e poi, al posizionamento di band. In pochissimo tempo ho capito che desideravo fare solo quello e così, con un sacco di paura, ho tolto tutti i servizi che non mi rappresentavano spostando il mio modello di business su ciò che mi faceva battere il cuore.
  • Avevo anche rifiutato di tenermi stretta tutto il bagaglio culturale proveniente dal mio background aziendale. Così, ci ho messo un altro anno per capire che volevo integrare le strategie di posizionamento di brand e marketing nella mia attività. Ho imparato che siamo il frutto delle nostre esperienze e, come tali, possiamo utilizzarle a nostro vantaggio. Anche se sono state dolorose o ci ricordano periodi difficili della nostra vita: spesso, sono anche quelle che ci donano i tesori più grandi.
  • Il mio è un business che si basa in prevalenza sulle consulenze 1:1, con contratti che per me sono progetti da accudire e lasciar andare. Credo nella creazione di progetti ed ecosistemi comunicativi solidi e variegati, quindi nella scelta consapevole dei mezzi da utilizzare e nella possibilità di cambiare quando qualcosa non funziona come avremmo sperato. Solo nel 2020 ho deciso di creare un percorso di mentoring di 10 mesi proprio su questo aspetto: il mio adorato Social Felicis, che resterà un percorso per un piccolo gruppo di persone anche nelle edizioni future. Si può vivere bene con un modello di business che non vende corsi, o quasi? La mia risposta è sì.

Ho imparato che ogni modello di business è una storia a sé e che esiste solo il modello di business che funziona per noi. È inutile inseguire il miraggio del corso on-demand che ci porta fatturato se abbiamo già altri percorsi da promuovere o se quello che amiamo fare si costruisce nella relazione diretta con le nostre clienti.

La cosa su cui ho sempre puntato è stata la mia unicità.

Il mio bagaglio di esperienze, il mio sguardo sul mondo, il mio modo di approcciare e affrontare il digitale, con rispetto e consapevolezza, il mio desiderio di mettermi al servizio di altre donne e brand sostenibili per dare a ognuno la possibilità di giocare con gli stessi strumenti dei grandi. Di avere un impatto sul mondo. Non mi sono mai sottratta a ciò che mi rende unica. Sono sempre rimasta fedele a me stessa e ai miei valori.

Smetterla di guardare fuori ma guardarsi dentro, in quel salto piccolissimo che ci porta a osservarci, amarci, avere rispetto e immensa gratitudine per tutto ciò che ci ha permesso di essere le donne di oggi. E scegliere di non rinunciare.

Self-care e creatività

Senza cura di te non esiste business e nemmeno potrai fare felici le tue clienti. Quindi, dedica tempo costante alla cura di te, dei tuoi sogni, della tua visione, per nutrire la tua creatività nei modi che più ami.

  • Mangia bene. Mens sana in corpore sano è una sacrosanta verità.
  • Bevi tanto.
  • Dormi il giusto. Per me il giusto sono 8 ore e una sveglia che non suona prima delle 8 del mattino.
  • Fai attività fisica.
  • Lavora su te stessa e la tua crescita personale. La mentalità è fondamentale nel business. Scegli una coach o una psicoterapeuta e continua a lavorare su di te. Per te.
  • Dedicati a un progetto creativo che non ha niente a che fare con la tua attività: ne uscirai arricchita e così, anche il tuo lavoro.
  • Impara a riconoscere i tuoi flussi energetici giornalieri e stagionali e assecondali. Se in estate non ti reggi in piedi a causa del caldo, evita di caricarti di lavoro.
  • Leggi molto.
  • Crea i tuoi rituali quotidiani per rendere ogni giornata speciale.
  • Trova sempre il tuo modo di fare (e dire) le cose.
  • Tieni un diario.

Ci sono qualità che sono per me fondamentali.

La tenacia, quella che non ti fa mollare davanti al fallimento e che ti spinge sempre avanti. Accettare la paura e la vulnerabilità come parte del nostro essere umani (e fallibili proprio per questo) e capire quando è tempo di una resa. Monitorare i risultati, domandarsi il perché di ogni azione e scelta (almeno 3 volte), non cedere al compromesso e trovare la propria voce. Per far funzionare le cose serve la mentalità giusta. Devi ricordarti che tutto è possibile.

Dopo tutto, se siamo arrivati sulla Luna prima e su Marte poi, perché non dovremmo riuscire a realizzare i nostri desideri? Essere felici è un diritto. Sentirsi nel pieno delle proprie possibilità, della propria espressione di sé e del proprio potere di scelta, è un dovere nei confronti della vita che ci è stata donata.

Prova a pensare:

  • Che tutto può essere sperimentato, che nulla è fisso e immutabile. Nemmeno il nucleo centrale della Terra.
  • Che anche se pensi di non “essere nata per”, puoi sempre allenarti e studiare per diventarlo.
  • Che quando pensi che ti manchino delle qualità, significa che puoi migliorare.
  • Che anziché credere che tutto debba essere facile, puoi allenare la tua perseveranza.
  • E decidere quando lasciare perdere se ti trovi in un vicolo cieco.
  • Che ciò che non è necessario può rivelarsi un dettaglio essenziale.
  • Che ogni confronto con l’altro è un’opportunità di crescita.
  • Che non sei mai arrivata (quando si arriva, nella vita?) e puoi sempre imparare qualcosa di nuovo.
  • Che anziché dare la colpa all’esterno per i tuoi obiettivi mancati, puoi decidere di lavorare sodo e capire cosa non ha funzionato davvero.

Tu provaci: poi dimmi come va!

Se vuoi lavorare sul tuo business e capire cosa non sta funzionando (e cosa sì), puoi iscriverti a Mercurialis, il mio percorso gratuito di 5 giorni che ti aiuta a fermarti per ridisegnare i confini del tuo business. Riparti da te ogni volta che il mondo intorno sembra vacillare.

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