Smetti di chiedere il permesso. Riscopri la forza della tua voce e della tua leadership di pensiero.

In genere, quando pensiamo alla letteratura horror, associamo questo genere a visioni splatter, laghi di sangue, torture e salti sulla sedia. In realtà
La letteratura dell’orrore è un genere narrativo che ha come scopo quello di suscitare nel lettore sensazioni di paura, angoscia, terrore, inquietudine e disgusto attraverso l’utilizzo di elementi irrazionali e soprannaturali. È un genere che fonde realtà e immaginazione in un’esperienza immersiva e profonda, tra le ombre dell’animo umano e della società contemporanea.
La critica letteraria tende a definire la letteratura horror letteratura d'evasione, ovvero di serie B. Da quanti anni si chiede un Nobel alla Letteratura a Stephen King, a vuoto? L’horror e il fantasy (in forma di fumetti o altro) spesso sono considerati semplicemente letteratura d’evasione. Proprio per questo, la letteratura di evasione è per noi importante: ci permette di evadere dalla prigione in cui ci troviamo e ci riporta tra le sue sbarre con nuovi strumenti per uscirne. Ancora una volta.
Quando siamo fortunati il fantastique diventa una mappa, una guida ai territori dell’immaginazione, perché la funzione della letteratura fantastica è quella di mostrarci il mondo che conosciamo, ma visto da una prospettiva diversa.
– Neil Gaiman
L'horror e, più in generale, il fantastico, sono il terreno su cui si basa il concetto di "letteratura di evasione", quella dove l'elemento fantastico o soprannaturale diventa una chiave interpretativa e, più spesso, una metafora, per sondare tematiche ed emozioni profonde, per raccontare la realtà attraverso simboli e archetipi che ne suggeriscono l’immediata forza narrativa e immaginifica. Eppure, l'elemento fantastico, induce i più a credere che siano romanzi per adolescenti con la voglia di sognare e per adulti mai cresciuti.
Dunque, perché abbiamo un così grande pregiudizio di fronte alla narrativa horror e, più in generale, fantastica?
Perché siamo adulte e, da adulte, non possiamo divertirci troppo. Allo stesso tempo, provare paura, credere che le fate possano esistere, ci fa sentire piccole e sciocche. Da adulte diventiamo pragmatiche, pratiche-razionali, determinate a stare anche nella lettura in modo performativo. E allora, se dobbiamo scegliere, preferiamo colmare un vuoto intellettuale e culturale, anziché goderci un po’ di sano divertimento, viaggi d’immaginazione e fantasia. Ma così facendo, privi la tua anima di un nutrimento essenziale: quello delle immagini, dei simboli e degli archetipi. Perché l’anima, si esprime e si nutre di immagini. Non di parole. Non del reale, ma dell’immaginale.
Spesso temiamo l’horror perché ricordiamo film horror visti da bambine, ma la narrativa ha una componente fondamentale: la nostra immaginazione. E, molto spesso, ciò che accade, è l’esatto contrario. Se non ci lasciamo attraversare dalla storia, se non accettiamo il patto di sospensione dell’incredulità che facciamo con l’autrice o l’autore, ciò che accade è che noi, non proveremo alcuna paura.
Il fantastico fa parte della natura umana e della sua immaginazione.
Fantastico è l'Orlando Furioso. Fantastico è la Divina Commedia ma anche la cerca del Graal e la saga di Re Artù. Fantastico è il mito stesso, ma anche il Faust di Goethe, il diavolo dei Fratelli Karamazov o quello de Il Maestro e Margherita.
E così, la narrativa horror ha origine antichissime.
Il genere horror affonda le proprie radici nel folklore e nel mito greco. Nei poemi omericipossiamo già scorgere i temi cari alla letteratura dell’orrore: la morte, il lutto, il dolore straziante del corpo, il destino e la predestinazione, i giochi degli déi,la fragilità umanae figure terribili come le sirene, la Maga Circe, i mostri marini inviati da Atena per stritolare il sacerdote Laocoonte e i suoi figli. Sarà graziealla ricca tradizione occidentale, al lascito di antichi greci e romani, che prenderà vita la narrativa dell’orrore europea.
L’horror si sviluppa come genere letterario in Europa durante il Romanticismo. In questo periodo crescono il gusto per il mistero, il fantastico e il soprannaturale come contrapposizione ad anni di forzato Illuminismo.
Alla fine del Settecento, il romanzo horror prende vita grazie alle ghost story con Il castello di Otranto di Horace Walpole. Nell’Ottocento, Frankenstein di Mary Shelley e Dracula di Bram Stoker danno vita al filone fantastico, costruendo le basi per ciò che avverrà con il loro successore: Edgar Allan Poe.
Mary Shelly e Bram Stoker sviluppano le proprie opere concentrandosi sulla paura dell’ignoto, di creature non umane: da cause esterne all’uomo. Edgar Allan Poe, Robert Louis Stevenson e Oscar Wilde lavorano invece sull’introspezione, sfruttando la componente orrorifica come parte dell’animo umano.
Robert W. Chambers – autore de Il Re in Giallo, una raccolta di racconti alla quale è ispirata la prima stagione della serie televisiva True Detective – inizia a sondare la psiche umana con l’introduzione di elementi soprannaturali che ne corrompono l’integrità. Il mistero e il terrore scritti da Chambers sono molto simili a quelli creati da Poe. Si rifanno a una letteratura evocativa, ricca di suspance romantica, località esotiche, la semiologia di un simbolo, come ne La Maschera della morte rossa di Poe.
Nel passaggio tra l'Ottocento e il Novecento, la letteratura affronta le paure dell'uomo: è l'età del crepuscolo, il momento del declino dell'epoca vittoriana.
È proprio dalla raccolta de Il Re in Giallo che prende vita l’intera opera narrativa di H. P. Lovecraft legata al ciclo del Necronomicon. L'unica differenza tra i due autori risiede nell'utilizzo della figura femminile: per Lovecraft è un veicolo di seduzione e di contatto con entità occulte; per Chambers, incarnano la donna del suo tempo, in lotta con le ingiustizie e le prevaricazioni dell'epoca. Nelle opere di H. P. Lovecraft è molto forte il legame con l'inconscio, con il misticismo e l'astrologia.
Nella modernità, un ruolo d’onore va a Shirley Jackson, abile penna femminile e femminista che ha permesso alla donna di permeare il genere horror con i conflitti tipici della sua epoca: alienazione, dissociazione della personalità, il ruolo della donna assoggettata all’ipocrisia della società borghese, l’identità mancata e annientata tra le mura domestiche.
L’horror moderno si accompagna al nome di Stephen King, che con i suoi romanzi contemporanei riporta l’orrore nella dimensione quotidiana, lasciando al lettore la straniante sensazione che ci sia qualcuno nell’armadio o sotto il letto. Che l’orrore prenda vita da una banale serie televisiva e invada l’intero quartiere. Che si nasconda dietro l’angolo, in quel villaggio appena incontrato lungo la strada.
L’horror moderno racconta gli orrori e le difficoltà sociali e politiche del suo tempo. I risvolti di capitalismo e consumismo. Parla di razzismo, di femminismo, di genere e di identità. Parla degli ultimi, dei perdenti, di collettività corrotte e di comunità che si formano per portarci la speranza che un altro modo di vivere, di agire, è ancora possibile. Nonostante l’orrore; nonostante la paura.
La letteratura horror, nei secoli, si è arricchita di numerosi sottogeneri a cui possiamo attribuire tematiche, archetipi, atmosfere e tonalità emotive differenti tra loro. Ecco quali sono i principali sottogeneri dell’horror e le loro caratteristiche principali.
| Sottogenere horror | Autrice / Autore | Opera consigliata | Temi chiave | Perché leggerlo |
| Horror gotico | Mary Shelley | Frankenstein | Creazione, responsabilità, hybris, identità | Perché inaugura l’horror moderno e trasforma il “mostro” in uno specchio dell’umano |
| Horror psicologico | Shirley Jackson | L'incubo di Hill House | Casa, solitudine, fragilità emotiva | Perché mostra come l’orrore possa essere sottile, relazionale, intimo |
| Cosmic horror | H. P. Lovecraft | Il richiamo di Cthulhu | Ignoto, insignificanza, conoscenza proibita | Perché sposta la paura dal corpo alla mente e al senso dell’esistenza umana |
| Weird fiction | Jeff VanderMeer | Annientamento | Trasformazione, natura, identità | Perché dissolve i confini tra umano e non-umano, reale e simbolico |
| Body horror | Clive Barker | Libri di sangue | Corpo, metamorfosi, desiderio | Perché usa il corpo come linguaggio narrativo e luogo di verità nascoste |
| Folk horror | Daphne du Maurier | Rebecca | Memoria, ritualità, comunità | Perché costruisce un orrore atmosferico e sociale, lento e persistente |
| Horror contemporaneo |
Paul Tremblay |
Una testa piena di fantasmi | Media, trauma, ambiguità | Perché mette in crisi il confine tra spettacolo e dolore reale |
| Horror femminista | Carmen Maria Machado | Il suo corpo e altre feste | Corpo, potere, linguaggio | Perché usa l’horror come strumento politico e simbolico dell'indipendenza femminile |
Horror film don’t create Fear.
They release it.
– Wes Craven
L’horror deve fare paura.
Fa leva sul nostro inconscio (collettivo ma non solo) e trova sfogo in timori ancestrali, condizionati dall’avvento di fenomeni inspiegabili. Il genere horror destabilizza le certezze dello spettatore/lettore. Quando l’irrazionale prende il sopravvento, il corto circuito mentale che ne scaturisce provoca reazioni incontrollate e inaspettate. Non parlo degli effetti speciali da jumpscare, quel momento in cui sobbalziamo sulla sedia mentre guardiamo un film horror, ma di emozioni che ci inquietano.
Una storia horror funziona nel momento in cui una delle paure radicate nell’inconscio viene risvegliata.
Una vera storia horror ha altri tre ingredienti fondamentali: la suspense, un ottimo utilizzo della tensione narrativa e un elemento soprannaturale. Senza di esso, l’horror si trasformerebbe in un thriller.
L’effetto straniante in cui viene proiettato lo spettatore a causa dell’elemento fantastico, lo pone in un’ottica di sollievo al ritorno nella realtà. Al contempo, la catarsi può non avvenire, ma l'horror ci permette di sondare paura, terrore e disgusto attraverso i propri archetipi, i propri topos letterari e le decine di sfumature che questi possono assumere all'interno della narrazione.
La letteratura dell'orrore, poi, risponde sempre a un solo tema: quello dell'immortalità, in tutte le sue accezioni e sfumature.
Stephen King individua alcuni archetipi della letteratura dell’orrore. Sono da sempre presenti, dal mito ai giorni nostri, e ci portano a riflettere sulle più antiche paure dell’uomo. A provare emozioni legate a questo genere: orrore, terrore, disgusto e destabilizzazione. Sempre in Danse Macabre, Stephen King individua i 4 archetipi principali della letteratura dell’orrore.
Nel laboratorio di libroterapia umanistica, Creature, dedichiamo il nostro viaggio letterario alla scoperta degli archetipi della narrativa horror per poterli avvicinare e riconoscerli nelle loro infinite sfumature.
Parlo a King della mia teoria, che quando la gente del futuro vorrà farsi un’idea di com’era il mondo dal 1973 a oggi, si rivolgerà ai libri di King. È maestro nel riflettere il mondo che vede, e trasferirlo sulla pagina. L’ascesa e la caduta del VCR, l’arrivo di Google e degli smartphone. C’è tutto, dietro i mostri e la notte, e li rende più veri.
– Neil Gaiman
Leggere romanzi dell’orrore ci permette, come spesso accade, di interpretare la realtà attraversando un tunnel nero. Tolkien chiamava il fantastico “il mondo altro”: quello dell’horror, è un mondo altro dalle tinte cupe.
Se penso ai grandi classici della letteratura che mi sono rimasti nel cuore, non posso fare a meno di citare romanzi gotici precursori o capostipiti di quello che oggi è il genere horror. Durante il periodo scolastico non c’era niente di più bello che avere tra le mani romanzi che mai e poi mai avrei sfogliato di mia iniziativa e che poi, sono riusciti a conquistarmi.
Questo è solo l'inizio di un viaggio straordinario, quello che ho creato per Nel buio.
È il laboratorio di libroterapia umanistica che ti accompagna alla (ri)scoperta del genere horror contemporaneo e delle grandi domande esistenziali che può far nascere in ognuna di noi. Esploreremo i luoghi dell’orrore, i suoi simboli, le sue emozioni. Per evadere dal quotidiano e ritornare, un po’ cambiate. Sarai tra le prossime esploratrici?
Perché l’horror lavora sui confini dell’esperienza umana. Attraverso paura, morte e oscurità, la narrazione affronta ciò che normalmente viene rimosso: il limite, la perdita di controllo e l’ignoto. E lo fa grazie alla forza dei suoi simboli e archetipi.
Sì. Nonostante sia stata a lungo relegata alla narrativa di genere o d’evasione, la letteratura horror ha prodotto opere di grande valore letterario, culturale e filosofico. Autrici e autori come Mary Shelley, Shirley Jackson ed Edgar Allan Poe sono oggi riconosciuti come pilastri della letteratura mondiale.
Molto stretto. L’horror spesso riflette le paure collettive di un’epoca. Epidemie, guerre, crisi identitarie, trasformazioni sociali. I mostri, le case infestate e le presenze inquietanti diventano metafore delle tensioni culturali e psicologiche del loro tempo.
L’horror raramente è solo letterale e didascalico. Case, corpi, creature e presenze sono spesso simboli di stati interiori, traumi, conflitti irrisolti, situazioni socio-culturali o trasformazioni profonde. È un genere che parla all’inconscio più che alla razionalità, usando immagini archetipiche.
Perché il presente è attraversato da profonde incertezze. L’horror contemporaneo intercetta temi come identità, alienazione, il corpo della donna, memoria e trauma, razzismo, offrendo strumenti narrativi per esplorare l'instabilità e le vulnerabilità del nostro tempo. In tempi incerti, l’horror torna a essere un genere letterario di conforto, perché ci permette di contattare la paura e dialogare con lei in uno spazio dove, dopo l’ultima pagina, l’orrore è – quasi sempre – sconfitto. E ci ricorda che sperare, è ancora possibile.
Smetti di chiedere il permesso. Riscopri la forza della tua voce e della tua leadership di pensiero.
Scopri le differenze e scegli l’esperienza di lettura per te.
Parole d'ordine dell'archetipo Innocente: gentilezza, trasparenza e fiducia.
Scopri i punti di forza del tuo stile di marketing, diventa riconoscibile per essere indimenticabile. Rispondi al quiz gratuito e riceverai un piano d’azione per creare con gioia e passione un business fiorente.
Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.