12 Dicembre 2025

Connessioni #30 • Disobbedienza

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Smetti di chiedere il permesso. Riscopri la forza della tua voce e della tua leadership di pensiero.

Ti hanno insegnato a mangiare composta a tavola. A camminare in modo aggraziato. A non correre. A non ridere troppo forte. A moderare il tono di voce. A piangere con discrezione per non dare fastidio. A stare zitta quando dentro vorresti solo gridare. A interpretare i silenzi degli altri senza che nessuno si preoccupi del significato dei tuoi. A stare rigida nel posto in cui ti trovi anche se il tuo istinto ti suggerisce di alzarti e andartene, sbattendo la porta dietro di te una volta per tutte.

Ti hanno insegnato che o sei madre, o sei una libera professionista. E che se sei una freelance non puoi essere anche un’artista. Ti hanno detto che sei “troppo”. Ti hanno detto che devi imparare a stare la tuo posto. Ti hanno detto che per essere femminile devi aderire a certi canoni estetici, altrimenti sei fuori dai giochi. Ti hanno detto che i soldi sono cose da uomini. Ti hanno detto che i numeri non li capisci perché sei donna. Ti hanno detto che se hai un buon fatturato, allora perdi i tuoi valori. Ti hanno detto che per avere un business di successo, devi sacrificare tutto. Ti hanno raccontato che per essere ascoltata come donna, hai solo due modi per farlo: o ti pieghi al modello maschile della nostra società o ti trasformi in una principessa da salvare.

La tua voce è stanca di aspettare. Scalpita. La senti stringersi in gola in attesa di uscire e sconvolgere tutti perché così chiara, forte, decisa, non l’hai mai sentita nemmeno tu. La tua voce ti sta mostrando possibilità che nessuno ti aveva mai mostrato prima. Ti sta suggerendo la possibilità di scegliere una strada che nessuno ha mai tracciato prima di te.

È arrivato il tuo momento di prendere la parola. Di disobbedire. C’è chi lo chiama coraggio. Io lo chiamo diserzione da un ruolo che non ti appartiene e, forse, non ti è mai appartenuto. Disobbedire è un atto di obbedienza verso te stessa, verso la tua autenticità.

Se ti sei riconosciuta in queste parole, resta insieme a me. In questa puntata di Connessioni parliamo di voce e leadership di pensiero per riscoprire la forza della tua identità come freelance.

Il potere della tua voce: la leadership di pensiero come gesto identitario

Siamo immerse nella società del rumore, in un contesto dove la voce più alta soffoca tutto il resto. Siamo portate a credere che possa emergere solo chi grida più forte, chi ha il coraggio di salire su un palco con un megafono in mano davanti a una platea, chi polarizza sui social per catturare l’attenzione del pubblico e aumentare il numero delle interazioni facendo leva sulla divisione.

Stephen King, nella dedica de “L’incendiaria”, scrive:

“A Shirley, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce per essere ascoltata.”

Per essere ascoltata infatti, serve la capacità — rara, preziosa — di dire ciò che senti, ciò che per te è importante, senza chiedere il permesso a nessuno. Con la consapevolezza che potresti non piacere a tutti e che piacerai solo a chi risuona con i tuoi valori. È qui che nasce la leadership di pensiero: la capacità di offrire al mondo una prospettiva che prima non c’era.

Significa dichiarare: “Questo è il mio modo di vedere il mondo. Questa è la mia ricerca e potrebbe esserlo per tutta la vita. Questo è ciò che so, ciò che ho imparato, ciò che posso donarti in questo momento."

La leadership di pensiero richiede identità, visione e responsabilità. E, soprattutto, richiede disobbedienza verso la narrazione dominante, verso le soluzioni già pronte e i modelli preconfezionati. Perché dovresti accontentarti di quello che va bene a tutti, quando hai la possibilità di portare nel mondo qualcosa di nuovo, nato dalla tua ricerca personale e dalla tua creatività?

La leadership di pensiero nasce quando smetti di imitare, di copiare, e inizi a reinterpretare. Quando non insegui più le etichette migliori con cui definirti, lo stile acchiappa-like, il tono di voce di chi ti emoziona, le strategie degli altri — ma ti occupi di costruire la tua voce fino a renderla riconoscibile, inimitabile. Tua.

Vuoi scoprire da quali elementi è stata plasmata la tua leadership di pensiero? Nel mio lavoro partiamo sempre dall’identità per creare un business e un ecosistema comunicativo che sappiano aderire a chi sei tu. Per un marketing che ti rispecchia in ogni sfumatura.

Cos’è l’identità e di che cosa è fatta

L’identità è un tessuto vivo, stratificato, in trasformazione continua. È fatta di valori che non saresti disposta a tradire.
Di cause che ti chiamano togliendoti il sonno la notte. Del modo in cui guardi il mondo e lo interpreti. Dell’immaginario che ti nutre e delle ossessioni che ti guidano. Delle tue radici e delle tue eredità. Della tua creatività. Delle tue ferite diventate nuove forme di espressione.

Quando lavori sul posizionamento del tuo business, l’identità non è un elemento accessorio o puramente estetico, un esercizio di stile, insomma, ma la colonna portante della tua comunicazione. È ciò che ti rende diversa anche se stai facendo la stessa cosa che fanno tutte.

L’identità non è un carattere tipografico, non è una palette colori, non è un tono di voce impostato e non è nemmeno un insieme di tecniche di storytelling usate alla perfezione.
È la memoria antica che ti abita, l’insieme delle parti che ti compongono e rendono unica. È ciò che porti con te, ovunque tu vada: dentro e fuori dal business.

Differenza tra identità, personaggio e personal branding

C’è una differenza sottile, ma fondamentale tra identità, personaggio e personal branding. Ci avevi mai pensato?

  • L’identità è ciò che sei davvero.
  • Il personaggio è ciò che mostri al mondo quando hai paura di essere vista, la maschera che indossi. Ma attenzione. Ci sono maschere che indossi all’occorrenza, necessarie in certe situazioni e certe maschere, invece, che ti si incollano alla faccia e ti fanno essere chi non sei. invece, che ti si incollano alla faccia e ti fanno essere chi non sei.
  • Il personal branding è la traduzione strategica della tua identità attraverso parole, immagini, contenuti, servizi. Il personal branding è ciò che ti permette di presentarti al tuo pubblico in modo chiaro, coerente e ricco di personalità.

Quando il personal branding si fonda sull’identità, il tuo lavoro diventa sostenibile, prospero, autentico. Quando si fonda sul personaggio è destinato a esaurirsi presto perché non puoi vivere con coerenza se una parte di te sa che quella che stai indossando è solo una maschera con cui vuoi mostrarti al mondo per farti accettare.

L’identità è una casa. E tu hai bisogno di una casa in cui esprimerti e sentirti in espansione, non di un personaggio da interpretare che ti fa sentire in gabbia.

Come nasce una voce che lascia il segno?

Ma come si indaga, si scova, si acciuffa una voce che lascia il segno? Ascoltando ciò che ti commuove e osservando ciò che ti irrita. Seguendo ciò che ti incuriosisce e coltivando ciò che ti ossessiona. Restando fedele ai tuoi temi interiori, ai tuoi valori, anche quando non sono di moda. Creando continuità nella tua ricerca.

Per avere una voce chiara, devi avere un’identità chiara. Per questo ciò che compone la tua identità è ciò che caratterizza anche la tua voce, il tuo modo di esprimerti, il ritmo delle tue frasi, i temi delle tue narrazioni.

La tua voce non nasce in un giorno, né in un mese.
È un processo di sedimentazione silenziosa, di ricerca costante e di allenamenti continui. Di grandi voli, rovinose cadute, e lunghi periodi di stasi.

Cosa significa disobbedire e perché farlo con il tuo business

Disobbedire non è un atto aggressivo ma un atto di amore verso te stessa. Quando disobbedisci alle regole del mondo esterno, stai obbedendo alle tue regole interiori. Stai riconoscendo te stessa, la tua autorevolezza, il tuo potere personale. Stai scegliendo di costruire il tuo regno.

Disobbedire significa rompere un’abitudine che ti imprigiona. Non aderire al modello dominante. Scegliere il tuo ritmo nel fare le cose, nel sostare nelle situazioni. Ribaltare il modo in cui ti è stato detto che “si è sempre fatto così” seguendo la tua strada. Sostituire i “devo” con i “voglio”. Riconoscere che lavorare con piacere è un diritto e il sacrificio è una narrazione figlia del capitalismo. Portare la tua natura nel lavoro, anche quando ti fa sentire più vulnerabile che mai. Dire una verità scomoda, ma funzionale a stabilire i tuoi confini.

Disobbedire è fare: con le tue regole.
Disobbedire è esserci: a modo tuo.

Quello che dimentichiamo, a volte, è che esistono infiniti modi di disobbedire. E ora voglio mostrarteli.

Lasciati ispirare da 12 disobbedienti

Leggi queste storie come una mappa di ispirazione. Scegli la tua guida e lasciala parlare dentro di te, per guidarti in un modo di disobbedire affine a chi sei tu.

1) Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi, pittrice barocca, cresce nel laboratorio del padre, tra odori di olio di lino e pigmenti. Il suo talento è precoce, indomabile. A 17 anni viene stuprata dal pittore Agostino Tassi e anziché subire il silenzio imposto alle donne del suo tempo, Artemisia decide di denunciare il suo aggressore. Tra le diverse umiliazioni a cui è costretta, la deposizione di Artemisia viene fatta sotto tortura, mentre le vengono schiacciate le dita delle mani come prova di veridicità delle sue parole. La sua disobbedienza al silenzio, alle convenzioni sociali, porta Artemisia a scegliere di compromettere la propria reputazione in favore della verità. Dalla violenza subita, Artemisia forgia la sua voce artistica: donne potenti, vendicatrici, capaci di uccidere l’ingiustizia con la propria spada tra luci e corpi caravaggeschi di ineguagliabile forza espressiva.

Artemisia Gentileschi incarna l’archetipo del Ribelle e ci ricorda di difendere la nostra verità anche quando nessuno è pronto ad ascoltarla. Per entrare in connessione con lei, puoi leggere il romanzo "La passione di Artemisia" di Susan Vreeland.

2) Frida Kahlo

Frida Kahlo, pittrice messicana, nata in una Casa Azul piena di colori e rivoluzioni. Frida cresce accompagnata dalla malattia e da un’insaziabile sete di vita. A 18 anni, un incidente in autobus trasforma per sempre la sua esistenza. Il suo corpo si spezza come una statua di terracotta. Una frattura permanente alla colonna vertebrale e al bacino, accompagnati da un dolore costante, la immobilizzano. Frida inizia così a dipingere ciò che nessuna donna aveva mai osato mostrare: il proprio corpo, il proprio desiderio, il sangue, la maternità negata, la passione feroce. Frida dipinge solo ciò che può vedere dalla propria stanza: il proprio corpo, materia e spirito, immaginazione e realtà, trasformando il pudore in sensualità.

Frida Kahlo incarna l’archetipo dell’Amante e ci ricorda che la nostra vulnerabilità è anche la nostra arma di seduzione più potente. Per farti ispirare da Frida, puoi leggere la biografia "Frida" di Hayden Herrera.

3) Toni Morrison

Toni Morrison, scrittrice statunitense e prima donna afroamericana a vincere il Nobel per la Letteratura, nasce nel Midwest, in una famiglia piena di folclore e memoria. Quando inizia il suo lavoro come editor alla Random House comprende quanto le narrazioni dominanti abbiano cancellato le voci delle minoranze. Disobbedisce al canone e decide di scrivere ciò che manca: romanzi che custodiscono la memoria collettiva afroamericana, dando dignità e parola alle vite dimenticate dalla storia.

Toni Morrison incarna l’archetipo dell’Angelo Custode e ci ricorda di custodire ciò che amiamo, ciò che per noi è sacro, perché non vada perduto. Per comprendere la forza della memoria, puoi leggere il suo romanzo, "Amatissima".

4) Beatrix Potter

Beatrix Potter, scrittrice, naturalista, illustratrice inglese, cresce in un ambiente vittoriano rigido, dove le bambine “per bene” non lavorano. Contro il volere dei genitori, Beatrix autopubblica il suo primo libro con le avventure di Peter Coniglio, trasformando i suoi acquerelli in una rivoluzione editoriale. Con i proventi compra terre, salva paesaggi e fonda il National Trust.

Beatrix Potter ha disobbedito ai confini tra gioco e professione, rendendo la fantasia un’eredità culturale. Incarna l’archetipo dell’Innocente e ci insegna a non sottovalutare la potenza della creatività e della gentilezza. Per tuffarti nella gioia dell'innocenza, puoi leggere "Le avventure di Peter Coniglio" e riconnetterti così alla tua bambina interiore.

5) Mary Shelley

Mary Shelley, figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin, cresce immersa nella filosofia radicale e nella tensione verso nuove prospettive. Moglie del poeta Percey Shelley, durante la leggendaria notte di temporale a Villa Diodati, sul lago di Ginevra, Mary darà vita a Frankenstein nella sfida letteraria che passerà alla storia per aver creato un nuovo genere letterario. Appena diciottenne, Mary vede in sogno una creatura che prende vita sul tavolo di un dottore: nasce così il suo romanzo più famoso, che renderà la sua disobbedienza alla tradizione letteraria la genesi del romanzo di fantascienza.

Mary Shelley incarna l’archetipo del Creatore e ci invita a osare, a creare qualcosa che ancora non esiste. Per scoprire la forza della creazione, puoi leggere - ovviamente - il romanzo che ha dato vita alla sua leggenda: "Frankenstein".

6) Ursula K. Le Guin

Ursula K. Le Guin, figlia di antropologi, cresce tra i miti dei nativi americani, deserti da attraversare e mappe immaginarie. Nei suoi romanzi capisce che ogni mondo possibile racconta un modo diverso di essere umani. Da Terramare a La mano sinistra delle tenebre, Le Guin supera i limiti del genere, creando utopie, anti-utopie e società fluide. Ha disobbedito all’immaginazione convenzionale utilizzando l’antropologia come lente narrativa.

Le Guin, archetipo dell’Esploratrice, ci insegna che la domanda giusta vale più della risposta perfetta. Per assaporare le possibilità dell'anarchia, puoi leggere il suo romanzo "I reietti dell'altro pianeta".

7) Octavia E. Butler

Octavia Butler, scrittrice afroamericana, cresciuta in povertà a Pasadena, timida, dislessica, invisibile agli occhi del mondo all’età di 10 anni, vede un film di fantascienza mediocre e pensa: “Posso scrivere storie migliori.” E così, inizia il suo viaggio. Con disciplina monastica, crea opere che decostruiscono il potere, la predestinazione e il concetto di sopravvivenza.

Octavia E. Butler, archetipo della Sovrana, ha disobbedito al destino imposto dalle regole sociali costruendo sistemi narrativi che ridefiniscono le dinamiche di potere. E ci insegna a regnare sul nostro immaginario, il terreno più fertile che possediamo. Per riscrivere storie di potere, puoi leggere il suo romanzo "Legami di sangue".

8) Leonora Carrington

Leonora Carrington, pittrice e scrittrice britannica, spirito selvaggio della corrente surrealista, fugge dal controllo patriarcale dell’alta borghesia inglese prima facendosi espellere da numerosi collegi e poi scegliendo di seguire la propria vocazione artistica. A Londra conosce Max Ernst, di cui diventa compagna e musa, ma quel ruolo le sta stretto. Sarà lei stessa a dire “Non avevo il tempo di essere una musa. Ero troppo occupata a fare arte (o a ribellarmi alla mia famiglia e imparare a essere un'artista)”. Scoppia la guerra e Max Ernst viene arrestato dai nazisti. Leonora crolla, viene internata in manicomio e, infine, fugge verso gli Stati Uniti e poi viaggia sino in Messico, dove definisce la sua nuova identità di artista.

Leonora Carringont, archetipo della Burlona, ha disobbedito alla logica delle convenzioni sociali e artistiche, alla serietà e al conformismo con un’opera artistica surreale, onirica, esoterica e fortemente immaginale. Ci insegna a lasciare spazio all’assurdo, perché il gioco è rivoluzionario. Per fare dell'ironia l'arma della tua ribellione, puoi leggere "Il cornetto acustico".

9) Angela Davis

Angela Davis. Attivista, filosofa, volto della resistenza afroamericana, cresce in un quartiere segregato di Birmingham, in un clima di violenza razzista. Nel 1970 Angela viene ingiustamente ricercata, incarcerata e processata per un crimine mai commesso. Dopo 18 mesi di reclusione, Angela diventa simbolo mondiale di lotta per la giustizia. E viene scarcerata. La sua lucidità politica non vacilla, la sua voce si amplifica e Angela diventa la voce che lotta per l'antirazzismo, l'anticapitalismo e il femminismo. La stessa Angela dice “in una società razzista non basta non essere razzisti, bisogna essere antirazzisti e antisessisti".

Angela Davis, archetipo dell’Eroe, ha disobbedito al sistema con lucidità di pensiero e coraggio innegabile. E ci insegna a scegliere per cosa combattere. E a non arretrare mai. Lotta e impegno sociale, li trovi nel suo saggio "Donne, razza e classe".

10) Audre Lorde

Audre Lorde, poeta, attivista, insegnante, cresce a New York tra emarginazione e desiderio di libertà. La consapevolezza del proprio corpo e della propria identità intersezionale portano Audre Lorde a comprendere che la poesia è azione. La poesia intesa come strumento fondamentale per la sopravvivenza e la trasformazione, un modo per dare voce alle esperienze marginalizzate.
Nelle sue poesie e saggi comprende che le donne non devono amputare parti di sé per essere accettate e combatte il razzismo, il sessismo e l'omofobia con la promozione di un femminismo intersezionale: perché la complessità è la vera rivoluzione.

Audre Lorde, che incarna l’archetipo della Donna Comune, ha disobbedito all’idea dell’identità unica, di un unico ruolo del femminile, facendosi pluralità di espressione, ruoli, essenze. Lei stessa si definisce “Nera, lesbica, madre, guerriera, poeta” a rimarcare la propria visione ricordandoci che la nostra complessità è una risorsa inesauribile. Per affrontare il tema dell'identità, puoi leggere il suo saggio "Sorella outsider".

11) Clarissa Pinkola Estés

Clarissa Pinkola Estés, Psicoanalista junghiana, poetessa e “cantadora”, custode di storie. Clarissa, di origini ispano-americane, adottata da una coppia ungherese, cresce in un ambiente multiculturale, pieno di storie orali e simboli. Clarissa comprende che le narrazioni arcaiche contengono strutture psichiche profonde e con un metodo che unisce la narrazione orale e la performance, trasmette insegnamenti, combinando psicologia archetipica, mitologia e tradizioni popolari. Clarissa si concentra sul risveglio della Donna Selvaggia e della forza vitale, disobbedendo alla cultura che addomestica l’anima femminile.

Clarissa Pinkola Estés, archetipo del Mago, ci invita a ricordare alle altre donne, ciò che hanno dimenticato. Per ritrovare il legame con la Donna Selvaggia, ovviamente non puoi perdere la lettura di "Donne che corrono coi lupi". E se ti sembra un testo impossibile da affrontare, Saralù Petrozzi tiene un book club dedicato a questo magico viaggio iniziatico.

12) Hildegard von Bingen

Hildegard von Bingen, Monaca benedettina del XII secolo, compositrice, filosofa, guaritrice, Dottore della Chiesa. Sin da bambina, Hildegarda è accompagnata da visioni mistiche che le valgono l’appellativo di “Sibilla del Reno”. Anziché essere represse, le sue visioni diventano strumento di conoscenza: Hildegarda scrive testi di medicina naturale, fonda conventi, compone musica, consiglia e critica in egual misura papi ed imperatori. È una donna che non avrebbe mai potuto parlare, e invece parla per secoli ed è arrivata a noi come mistica.

Hildegard von Bingen, archetipo della Saggia, ha disobbedito ai confini del suo tempo portando la propria voce ovunque vi fosse necessità di essere ascoltata. E ci ricorda che la nostra visione è un dono. Puoi leggere il romanzo "La guaritrice" di Anne Lise Marstrand-Jorgensen, a lei dedicato. Se vuoi approfondire il tema della mistica medievale, ti consiglio l’ascolto del podcast Amanti Guerriere, di Monia Galloni e Ilaria Gerbella.

La disobbedienza è scegliere te stessa

Ogni donna che hai incontrato oggi ti ha mostrato una cosa: la disobbedienza non è un gesto violento e possiede molte possibilità di manifestazione, molti modi di essere agita. La disobbedienza è una promessa che fai a te stessa: quella di non rimpicciolirti, di non metterti all’angolo. Perché anche tu, con la tua voce, con la tua visione, puoi lasciare un’impronta nel mondo.

Il tuo primo atto di libertà è la tua voce.
Il secondo, il tuo lavoro.
Il terzo, la tua presenza.

Lasciati catturare dall’archetipo che ti chiama in questo momento, dal modo di disobbedire più vicino o distante da te e scrivi almeno 3 azioni concrete che possono aiutarti ad allenarti alla disobbedienza ogni giorno.

Le disobbedienti è anche il tema portante del mio laboratorio di libroterapia dedicato all’archetipo della Strega e all’emancipazione femminile. Sarai tra le lettrici del prossimo gruppo?

Cara Disobbediente,
Difendi la tua verità
Mostra la tua vulnerabilità
Custodisci ciò che ami
Non sottovalutare il potere della gentilezza
Crea ciò che ancora non esiste
Fatti la domanda giusta
Fai del tuo immaginario terreno fertile
Ricorda che giocare è contaminare
Scegli le tue battaglie
La tua complessità è la tua forza
La tua visione un dono
Ricorda chi eri.
Ricorda chi sei.
Ricorda alle altre ciò che hanno dimenticato.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.

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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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