1 Maggio 2024

Come decidere i prezzi da freelance in modo sostenibile

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Il giusto valore per il tuo lavoro.

Decidere i prezzi è uno dei passi più difficili di chi apre una partita IVA. Nessuno ti insegna ad avere prezzi allineati al valore della tua offerta e che ti permettono di avere l’indipendenza e la soddisfazione che desideri.

Tutti parlano di vendere servizi high ticket, di fare lanci da urlo per rendere scalabile il business, di introdurre percorsi di gruppo, ma fare i prezzi giusti sui percorsi 1:1 è il modo più semplice ed efficace per assicurarti un fatturato costante e sempre più stabile.

Fare i prezzi “giusti” per i tuoi servizi, le consulenze o i prodotti è fondamentale sia per dare al tuo business la possibilità di prosperare sia perché la strategia di pricing determina anche il tuo posizionamento, ovvero la percezione del valore che le tue clienti, le competitor e il pubblico hanno del tuo brand.

Come decidere i prezzi da freelance in modo sostenibile?

Decidere i prezzi da freelance significa trovare un equilibrio tra numeri, valore e qualità della vita, con una buona dose di consapevolezza imprenditoriale. Un prezzo sostenibile:

  • copre costi, tasse e contributi
  • garantisce un margine per imprevisti e crescita
  • rispetta il tuo tempo e la tua energia
  • è allineato al posizionamento del tuo brand

I prezzi non servono a convincere il tuo pubblico – quello lo fai già con un’offerta che intercetti i loro desideri e una strategia di comunicazione efficace - ma a farti scegliere dalle persone giuste e a preservare il tuo business, il tuo benessere e il tuo valore.

Cosa devi sapere per fare i tuoi prezzi in modo sostenibile

Che cos’è un prezzo sostenibile per una freelance?
Un prezzo è sostenibile quando ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi economici senza lavorare in costante affanno, senza sacrificare salute, tempo e visione, e senza dipendere dall’urgenza o dal sovraccarico di lavoro per colmare vuoti e lanci finiti male. Un prezzo sostenibile ti permette di coprire le tue spese fisse di business e di vita, di accantonare risparmi, di pagare le tasse senza stress. In una parola? Prezzi sostenibili ti portano a vivere la tua buona vita e a realizzare i tuoi desideri.

Se ti stai affacciando ora al mondo della libera professione è importante che tu conosca la differenza tra fatturato e guadagno, una delle trappole in cui cadono più spesso le freelance agli inizi (ma non solo).

  • Fatturato
    È il totale dei ricavi lordi generati dalla tua attività in un determinato periodo di tempo. Per esempio, un anno.
  • Guadagno netto
    È ciò che rimane dopo aver sottratto dai ricavi:
    • costi di business
    • tasse
    • contributi previdenziali

Molte freelance confondono fatturato e guadagno, e costruiscono prezzi che sembrano funzionare ma non permettono indipendenza economica.

Per raggiungere la stabilità economica e l’indipendenza attraverso il tuo business quindi devi sapere quanto ti costa la tua attività ogni anno e quanto devi guadagnare per mantenere lo stile di vita che desideri.

Se hai un tenore di vita che richiede 15.000 € all’anno, ne fatturi 25.000 € ma tra costi vivi, tasse e contributi ne escono 12.000 €, il tuo business non è sostenibile.

Come calcolare i costi annui del tuo business da freelance?

  1. Inizia considerando i costi fissi come l’affitto dell’ufficio o del tuo laboratorio, le attrezzature di produzione o tecnologiche, i costi associati alle utenze.
  2. Aggiungi i costi variabili come le spese sostenute per le materie prime, il packaging, le spedizioni, la formazione, gli onorari dei collaboratori nel tuo team, le commissioni dell’affiliate marketing.
  3. Aggiungi i costi di gestione e promozione come il budget per annunci e sponsorizzate, l’onorario del commercialista, il costo degli abbonamenti per le piattaforme e le app che usi ogni giorno, spese pubblicitarie.

Come calcolare un prezzo sostenibile da freelance: il mio metodo in 7 passi

  1. Definisci il netto annuo di cui hai bisogno per vivere bene. È il tuo stipendio e deve coprire tutte le tue spese personali, più i tuoi obiettivi di risparmio.
  2. Calcola tutti i costi annuali del tuo business.
  3. Stima tasse e contributi in base al tuo inquadramento.
  4. Aggiungi un margine per imprevisti e reinvestimento. Io considero un 20%.
  5. Ottieni il tuo obiettivo di fatturato.
  6. Stima le tue ore vendibili reali (non quelle teoriche, ma quelle che ti vengono riconosciute dalle tue clienti).
  7. Calcola la tua tariffa minima sostenibile.
  8. Questa tariffa non è il tuo listino prezzi. È il confine sotto il quale il tuo business smette di essere sostenibile.

Facciamo due esempi pratici.

Esempio 1Freelance che vende servizi. Ipotizziamo che tu sia una social media manager e che ti occupi della gestione social dei tuoi clienti con un pacchetto continuativo su base mensile.

  • Netto desiderato: 30.000 €
  • Costi di business: 7.000 €
  • Margine e imprevisti: 3.000 €
  • Totale da coprire: 40.000 €
  • Ore vendibili annue realistiche: 600, calcolate in modo da prevedere 12 settimane di riposo durante l’anno.
  • Tariffa minima sostenibile: circa 67 €/h

Se lavori a pacchetti, questa cifra diventa il tuo riferimento interno, non qualcosa che devi per forza comunicare alla cliente. Ovvero, questa la soglia minima sotto cui non puoi scendere.

Esempio 2Artigiana. Ipotizziamo che il tuo lavoro sia quello di artigiana: crei abiti sartoriali che vestano le tue clienti come dee, utilizzando tessuti naturali provenienti da vecchi stock vintage. Il calcolo è come nell’esempio precedente, ma è essenziale che nei tuoi costi di business – e quindi nei prezzi finali – tu consideri:

  • materiali (comprese le minuterie)
  • tempo di realizzazione
  • costi indiretti, come le spese di spedizione e packaging
  • margine sul prodotto.

Oltre a coprire le spese legate alla tua vita, i guadagni devono anche permetterti di crescere e far crescere la tua attività.

  • Il saldo tra entrate e uscite deve essere sempre maggiore di zero, dove gli incassi superano le spese
  • Accantona una percentuale del tuo stipendio a un fondo di risparmio per la gestione imprevisti
  • Pensa al tuo futuro. Crea fondi investimenti, piani di accumulo pensionistici, polizze assicurative, buoni fruttiferi postali o investimenti azionari. Tutto dipende dalla relazione che hai con il denaro
  • Considera, nel tuo stipendio netto, anche un margine di profitto per generare più valore con il tuo brand. Potrai dedicare questa cifra alla formazione, alla ricerca, all’innovazione, all’integrazione di nuovi strumenti e consulenze strategiche.

Come calcolare tasse e contributi per la tua attività?

Nel nuovo regime forfetario 2026, l’entità dei contributi da versare è determinata dal coefficiente di redditività ovvero la percentuale dei ricavi che è effettivamente soggetta a tassazione, il famoso imponibile.

Sull’imponibile dovrai poi calcolare:

  • l’imposta sostitutiva, che per le nuove attività è pari al 5% mentre per le altre è del 15%.
  • I contributi previdenziali INPS, che hanno un’aliquota variabile in base al settore di attività e alla cassa previdenziale di riferimento.

Se vuoi approfondire, sul blog della mia commercialista Carlotta Cabiati puoi trovare degli esempi pratici sul calcolo delle imposte e dei contributi.

Avevi mai pensato che i tuoi prezzi, per essere sostenibili, devono tenere conto di tutti questi aspetti?

Prezzi, valore e mindset

Ragionare sui numeri ti dice quanto hai bisogno di fatturare e guadagnare per poter vivere - non solo sopravvivere - grazie al tuo lavoro. Ti offre una base di partenza, non la risposta finale sui tuoi prezzi. Quella spetta solo a te, in base a ciò che desideri per la tua vita e il tuo business.

Ho lavorato con moltissime professioniste in questi anni che hanno avuto un momento di crisi nel calcolo dei propri prezzi per nodi associati al valore personale o al denaro.

Fare i prezzi giusti è soprattutto una questione di mindset, si tratta di onorare il nostro talento e tutto ciò che facciamo per offrire alle clienti ideali un’esperienza trasformativa.

Ecco i nodi e i vissuti che impediscono a tante freelance di raggiungere una stabilità economica. Forse, tra queste, c’è qualcosa che parla anche di te?

Le tre convinzioni che sabotano i prezzi delle freelance

  • “Se aumento i prezzi, nessuna mi sceglierà.”
    In realtà non perdi le clienti giuste: smetti di attrarre chi non è allineata al tuo valore e non riesce a percepirlo. Ti libererai da clienti che chiedono sconti e prezzi a ribasso.
  • “Non sono abbastanza brava.”
    Il prezzo non misura il tuo valore come persona, ma la sostenibilità del tuo lavoro nel tempo. Il valore della tua esperienza. Più cresci come professionista, più cresce la tua bravura, più aumentano i tuoi prezzi.
  • “Nel mio settore non si può fare, non si può andare più in alto di così.”
    Ogni settore contiene modelli di business diversi: quello che vedi non è l’unico possibile. Trovare un modello di business che possa essere sostenibile per te ti permette anche di avere prezzi coerenti con la professionista che sei.

Coltivare un mindset di crescita sfatando 3 falsi miti

  1. Chiedo un parere alle persone che mi conoscono meglio”. Chiedere alle amiche, alla famiglia, al compagno se i tuoi prezzi sono giusti rischia solo di confonderti e mandarti in crisi. Ogni parere di questo tipo è influenzato dalla relazione personale che ognuno di noi ha con il denaro. E, molto probabilmente, queste persone non sono le tue clienti ideali. Ricorda che ogni persona ha una sua storia con il denaro, un insieme di convinzioni ed esperienze che influenza la nostra percezione del valore e il nostro rapporto con i soldi. E questo, vale anche per le persone a te più vicine. Non lasciarti influenzare dalla loro storia. I tuoi prezzi devono essere giusti per te e per la tua cliente ideale. Gli altri, non contano.
  2. Nella relazione di aiuto esiste un’etica ferrea dei prezzi”. Quando si lavora in un ambito delicato come la spiritualità, la terapia o la relazione di aiuto, può essere molto difficile stabilire prezzi sostenibili. Da un lato c’è il forte desiderio di rendere i nostri servizi accessibili a quante più persone possibili, dall’altro la convinzione sottile che il sostegno e la cura non possano essere quantificati con il denaro.
    A meno che tu non decida di fondare una ONLUS, il tuo modello di business deve assicurarti stabilità economica e prosperità.
    Per le azioni e i progetti del cuore ci sono la beneficenza e il volontariato, attività con cui puoi donare al prossimo una parte del tempo e dell’abbondanza che derivano dall’avere un business solido.
  3. Nella mia famiglia il lavoro è sempre e solo sacrificio”. Gli schemi di pensiero e di comportamento con cui siamo cresciute possono diventare gabbie e, per molte freelance, il paradigma è: il lavoro è sacrificio.
    Queste narrazioni interiori generano senso di colpa o di vergogna nei confronti del denaro guadagnato facendo un lavoro che ami, che non ti costa fatica e che hai costruito a tua immagine. Per trovare la tua realizzazione e sentirti davvero soddisfatta come freelance, ricordati che grazie a un lavoro che ami, puoi restituire ciò che ti è stato donato e portare una visione nella società in cui il lavoro non è sacrificio, ma realizzazione personale e gioia.

Sogni un business sostenibile e allineato ai tuoi valori?

Puoi iniziare con Seasonal Business Plan, il workbook che ti guida alla scoperta della stagionalità del tuo business per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

E se senti di volere al tuo fianco una guida per rendere la tua attività davvero sostenibile, dando il giusto spazio al lavoro e alla vita privata, con De-Sider gettiamo le basi per un posizionamento di brand indelebile e raggiungere la stabilità economica senza rinunciare ai tuoi valori.


Domande frequenti sui prezzi da freelance


Come decidere i prezzi da freelance in modo sostenibile?

Decidere i prezzi in modo sostenibile significa calcolare i costi annui del business, stimare tasse e contributi, definire il netto desiderato e aggiungere un margine per imprevisti e crescita. Da lì puoi costruire tariffe e pacchetti coerenti con il tuo tempo e il valore della tua offerta.


Qual è la differenza tra fatturato e guadagno netto?

Il fatturato è il totale dei ricavi lordi generati in un determinato periodo di tempo. Il guadagno netto è ciò che rimane dopo aver sottratto costi, tasse e contributi.


Come calcolare la tariffa minima sostenibile?

Somma netto annuo desiderato + costi annui + margine. Poi dividi il totale per le ore o i giorni fatturabili reali nell’anno. Il risultato è la tua tariffa minima sostenibile.


È meglio fare prezzi a ora o a pacchetto?

Dipende dall’offerta, ma i pacchetti spesso sono più sostenibili perché includono il valore complessivo dell’esperienza (compreso il lavoro di backoffice e gestione della cliente) e riducono la trattativa sul tempo. La tariffa oraria può restare un riferimento interno per costruire percorsi strutturati.


Quando è il momento giusto per alzare i prezzi?

Quando la domanda cresce, il tempo di realizzazione si riduce, il margine di profitto non è sufficiente o la qualità del lavoro è a rischio perché ti servono troppe clienti per raggiungere il tuo obiettivo di fatturato. Alzare i prezzi è anche un modo per proteggere la tua energia, il tuo tempo, la tua vita privata e il tuo benessere psico-fisico.


Come capire se i miei prezzi sono troppo bassi?

Se lavori molto ma resti in affanno e fai troppi “straordinari” non retribuiti.
Se non riesci a creare margine, se non hai risorse per imprevisti o reinvestimento.
Se non hai confini tra la tua vita privata e il lavoro, se il lavoro assorbe troppo tempo e risorse, se non trovi tempo da dedicare alla tua comunicazione e il tuo marketing. Questi, sono tutti segnali che i tuoi prezzi (e, molto probabilmente, il tuo modello di business) non sono sostenibili.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.

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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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