7 Giugno 2023

Sneak peak 2023: tutto si trasforma, niente si distrugge

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Non è un rebranding | Alessia Savi

Non è mai (solo) rebranding.

Tutto si trasforma, niente si distrugge”.

Ce lo raccontiamo spesso, ma poi la tendenza è quella di tagliare i ponti con il passato, specie quando il passato ci va stretto, ci ha – in qualche modo – tradito e consegnato al futuro in modo poco piacevole.

Per me, credere nella trasformazione, è un atto di fiducia.
Una di quelle cose che, a chi è particolarmente propenso all’intellettualizzazione o alla spiritualità imparata sui libri, sembra una cosa semplice.
“Cambia i tuoi pensieri.
Non sei le tue emozioni.
Non sei il tuo corpo.”

Nella mia visione spirituale, sono esattamente tutte queste cose.
Sono il corpo che mi sostiene e con il quale solco ogni giorno questa Terra.
Sono i pensieri che condivido, che tengo per me, che fanno scivolare dalle dita fiumi di inchiostro. Sono pensieri che ho creato io o che mi sono stati indotti, ma sono anche quello che penso.
Sono le mie emozioni, perché le vivo in prima persona, le sento, sono ciò che mi rende viva, sensibile e attenta al mondo che mi circonda.
Ma sono anche altro, da tutto questo.
Sono tutte queste cose e anche qualcosa che le trascende.
Quel riconoscimento del Piccolo Sé nel Grande Tutto.

Serve passare per il corpo e la materia per andare oltre tutto questo.
Essere nella fiducia è l’abbandono intimo con tutto ciò che è. Questo ci rende più veloci nelle azioni anche pratiche, avviene quando la pelle diventa aderente alla vita. È quello che nel tantra viene definito Spanda, il movimento di espansione e contrazione che ci porta a danzare nella vita.
Ogni giorno.

Credo che una pandemia mondiale, una serie incalcolabile di instabilità sociali e politiche, ci abbiano messo alla prova. O, per meglio dire, ci abbiano dato una grande opportunità di guardarci dentro e riscoprirci, riprenderci parti di noi perché – se è vero che la Morte è la paura che racchiude tutte le altre, piccole paure quotidiane – è altrettanto vero che la trasformazione avviene nei momenti in cui siamo chiamati, in qualche modo, all’azione.

Lo vedo con le mie clienti, con le amiche che – in quest’ultimo periodo – stanno affrontando rebranding, cambiamenti epocali di vita o di business. È come se lo stato di allerta esterno ci abbia dato una scossa, come se fosse suonata una sveglia invisibile e ci avesse detto “Ehi, vuoi fare sul serio oppure no?”

Un business non è mai uguale a sé stesso

Come si cresce non lo so, perché è un processo naturale che non ha regole prestabilite.
Ci sono gli scatti di crescita, poi ci si ferma per chissà quanto tempo, poi si accelera.
C'è invece chi cresce un centimetro alla volta, un giorno dopo l'altro e chi fa da zero a cento in pochissimo tempo.

Io non ho ancora capito, come cresco.
Però posso dire che quello che ho imparato è che la crescita coinvolge tutti i sensi, corpo, mente e anima. E che quando cresci non ti prendi cura solo di un pezzo di te, ma di tutta te stessa.

Del corpo, che ti sostiene ogni giorno in questo mondo fatto di materia densissima.
Della mente, che ti permette la presenza a te stessa, alle tue emozioni e ai tuoi desideri.
Dell'anima, che non ti fa perdere negli altri e ti aiuta a coltivare il tuo fuoco interiore.

Quello che so è che solo così si cresce davvero.
Con un sacco di fatica, di momenti bui che qui non vediamo, di domande e dubbi che ci assillano per mesi, di un sacco di paure e vulnerabilità.
Si cresce da sole, ma anche con il sostegno esterno.
Quando siamo troppo stanche, o troppo chiuse nei nostri meccanismi, per vederci davvero abbiamo bisogno che qualcuno, con amore e compassione, ci accompagni per un tratto di strada.

È così che sugli occhi arrivano palpebre nuove e riposate, iridi fresche con cui guardare il mondo, mani che stringono con sicurezza, piedi radicati al terreno, l'ardore di chi, semplicemente, ha imparato ad amarsi.
Con questo non dico che quel risultato resti scolpito nella pietra.
Ma è lì.
E se l'abbiamo raggiunto una volta, possiamo farlo di nuovo. Ancora e ancora. Ogni volta che è il nostro tempo di evolvere.

Non saprei bene da dove partire a raccontare questo processo, perché ci sono storie che sono un costante mutamento e afferrarne un punto di inizio e uno di fine pare impossibile.
Quello che so è che ogni business si evolve e cresce insieme a noi.
Quando un business resta troppo uguale a sé stesso, credo ci si debba domandare:

  • se ci stiamo crogiolando nella nostra zona di comfort
  • se stiamo imitando qualcun altro per replicarne il successo (e tradire così noi stesse)
  • se non stiamo ascoltando il cambiamento – una chiamata - perché ci fa una paura folle
  • se siamo concentrate nel troppo fare di infinite to do list dimenticando di prenderci cura di noi stesse e dell’anima del nostro business.

In ogni caso, quando un business si sedimenta e si ripete di continuo, rischia di essere facilmente replicabile da altri, almeno in superficie. E, un business che si ripiega in sé stesso, difficilmente cresce e tende i rami verso il cielo, verso nuove gemme e fiori sfacciati da mostrare in primavera.

Con questo non sto dicendo che un business che funziona debba per forza cambiare. Dico solo che un business dovrebbe crescere in senso di maturazione, non necessariamente in termini di fatturato. Mi piace pensare al business come una manifestazione di chi siamo, una delle tante possibilità di metterci a servizio nel modo migliore possibile per la comunità e il nostro pianeta. Cresciamo in modo naturale, anche se spesso a passi così impercettibili da pensare di essere sempre uguali a noi stesse, mai trasformate. Forse perché la società ci fa credere che debbano esserci grandi epifanie sulla via di Damasco per poter dire che siamo sempre noi, ma una versione aggiornata di quelle di un po’ di tempo fa.
Nel ciclo di ogni anno, inseguendo le stagioni – o vivendole con consapevolezza – ciò che accade è che ci spogliamo, restiamo nella nostra grotta, mettiamo radici nuove sottoterra, rifioriamo e diamo frutti a ogni estate. Prima di tornare a riposare, come semi.
Le stagioni sono maestre di vita, perché ci rimandano una fotografia in divenire di ciò che accade dentro di noi.

E così, il business, stagione dopo stagione, mette nuove foglie.
Acquisisce uno sguardo nuovo, nuovi strumenti, nuove consapevolezze.
Se ciò non accade, forse non ce ne stiamo accorgendo.
Forse, siamo troppo impegnate nel raggiungere traguardi, lavorare nella sicurezza di ciò che conosciamo, immerse in to do list senza fine che ci lasciano poco spazio per immaginarci con nuove vesti.

Un passo in avanti

Che cos’è cambiato per me?
Ho lavorato molto su me stessa, ho cercato nuove risposte, ho guardato un sacco di paure in faccia ricordandomi ogni volta che la paura fa parte della nostra vita e che coraggio significa scegliere di agire nonostante tutto anziché far agire la paura stessa.

Così, durante il mio retreat dello scorso ottobre, ho messo insieme i pezzi di tutto ciò che – nell’ultimo anno – aveva iniziato a girarmi per la testa, sino a farmela girare per il troppo ronzio.

  • Ho riscoperto – con una consapevolezza disarmante -, in che modo il mio ritmo interiore di lavoro e di approccio è una risorsa incredibile. Ho utilizzato strumenti che ho riversato in Incanto e che si sono rivelati straordinari per chi ne ha beneficiato. Significa sempre riconoscere i doni e le zone d’ombra, assecondare le prime e accogliere le seconde. Questo mi ha portata a rivedere interamente la mia offerta, scegliendo nuove formule e modalità di erogazione, creando nuovi servizi, mettendo in discussione tutto ciò che funzionava perché fosse più efficace per le mie clienti e per me fosse un totale momento di connessione.
  • Ho scelto di avere una nuova casa online. E, come accade spesso, a volte per fissare i cambiamenti abbiamo bisogno di specchi esterni che ci permettano di vederci grazie allo sguardo degli altri.
  • Ho fatto investimenti di lungo periodo. Ho scelto di delegare non nella contingenza, ma nell’ottica di una strategia di marketing duratura. Ho imparato che nella delega funziono bene quando posso avere una visione di ampio respiro. Ho imparato anche a delegare ciò che amo fare nel mio business, per darmi lo spazio di creare di più, di scrivere, di leggere e studiare quanto e più di prima. O, semplicemente, per restare nell’ozio.
  • Mi sono presa tutto il tempo. Sballando il mio business plan, scegliendo di non mettere l’acceleratore e di godermi – davvero – il viaggio. Ho scelto di rimandare progetti a cui tenevo al 2024, perché sapevo che – in questo 2023 – lo spazio sarebbe stato limitato.
  • Mi sto riprendendo la mia visione artistica. Mi sto autorizzando a restare fuori dagli schemi e dalle etichette, mi sto allenando a ridere dell’imprevisto e a rimettere in discussione tutto senza paura. Mi alleno all’imperfezione, accolgo con pazienza la fifa blu dell’editing del romanzo, scrivo nuove storie che mi fanno battere il cuore all’impazzata e mi godo il momento della fioritura, delle idee che mi travolgono mentre sto facendo la doccia e lascio che si prendano tutto lo spazio. Per farlo, ho anche scelto di dare il giusto spazio alla scrittura, dopo anni in cui mi sembrava che non fosse mai il tempo. Ho deciso di rallentare prima del tempo quest’estate, per avere due mesi di lavoro sul mio romanzo, senza interruzioni.

Manca poco al lancio del mio nuovo sito web.
E io non vedo l’ora di mostrarti il mio nuovo spazio online.
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    Autore

    Alessia Savi

    Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.
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