30 Maggio 2018

5 cose che ho imparato dal teatro e che ho portato nel mio business

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Il teatro a servizio del business

Di quando torni e tu sei cambiata.

A volte mi chiedo se cambio io, se cambia il mondo, se l'evoluzione continua a cui ho deciso di rimettermi non sia funzionale a una vita sempre più vicina all'ideale che ho maturato negli ultimi due anni. Quest'anno sono ritornata a recitare in teatro dopo quasi una decina d'anni e mi ha portata a capire, sin dal primo giorno, che non c'era più spazio per quella venticinquenne paurosa, timorosa del giudizio altrui, troppo proiettata all'esterno per godersi il viaggio che si svolgeva dentro, come una pellicola destinata a ripetersi infinite volte, in modi sempre differenti.

5 cose che ho imparato in teatro e che ho messo nel mio business

In teatro ho imparato molte cose che ho messo nel mio business. Facevano parte del mio percorso di dieci anni fa ma che erano seppellite sotto strati di insicurezza e timore del giudizio altrui, della perfezione esteriore a discapito di quella che è la preparazione a un salto nel buio.

Non so se sia vero che la medaglia d'oro non valga niente in confronto agli allenamenti per ottenerla: io, l'unica medaglia che ho vinto, è stata quella d'argento ai campionati di judo in cui arrivai seconda… sue due. Certo è che averla tra le mani con la consapevolezza di come sei arrivato sul podio be', è tutt'altra storia.

Ma che c'entra questo preambolo? C'entra, perché senza il teatro non avrei capito cos'ho di diverso da chi fa il mio stesso lavoro. Ed eccole qui, le cose che ho scoperto guardandomi attraverso uno specchio sotto i riflettori e che puoi adottare anche tu per migliorare il tuo business

  • Sospendere il giudizio. In teatro non ti fai domande, non c'è giusto né sbagliato ma solo il mettersi a totale servizio del teatro stesso. Il nostro business non fa differenza ma spesso ci sentiamo quasi-adatte. Quasi adatte a metterci dentro i confini di un lavoro, di un titolo per il quale non ci vediamo mai pronte a ricoprire il ruolo in modo ufficiale. Sarà la Sindrome dell'Impostore, quell'ansia da prestazione che arriva a grandi falcate ogni volta che devi presentarti in modo ufficiale, identificarti nella tua professionalità, definirti nel tuo ruolo di libera professionista. Smettila di farti prendere dall'ansia e dalla ricerca continua di conferme all'interno di libri e corsi che paghi e non porti a termine perché tempo non ne hai mai a sufficienza. Nell'ultimo articolo di Enrica Crivello puoi capire come trovare i primi clienti senza sentirti un'impostore. Però prima o poi devi saltare, che dici? Inizia facendo pratica con clienti piccoli che sai di poter aiutare senza commettere errori. Accetta sfide che ti stimolino ma non ti mettano troppa ansia sino a quando, lavoro dopo lavoro, non impari a comprendere che sì, non sei un'impostore ma una libera professionista in crescita costante.
  • Agire di pancia. In teatro quando lavori sulle improvvisazioni, segui il corpo e l'istinto. Non ti fai domande, ti metti in ascolto del corpo e lo lasci libero di esprimerti. A volte non parli, altre ti escono parole all'apparenza prive di significato ma che in verità arricchiscono il contesto in cui le hai collocate. Agire di pancia nel business significa accettare di lavorare con clienti che ti piacciono davvero. Certo, rifiutare un lavoro ben pagato costa, ma sei disposta ad accettare un cliente che ti chiama la domenica alle dieci del mattino o il sabato sera mentre sei pronta per uscire con le amiche dopo una settimana di lavoro serrato e consegne? O quel cliente del "lo voglio per ieri", di quello del "tanto lo fai in dieci minuti", di quello che vuole decidere come fare le cose anche se ti senti Cassandra mentre gli dici che sarà un fallimento totale? Il cliente sbagliato fa male a te, al tuo business, alla tua autostima. Segui l'istinto: se per quel cliente non sei disposta a giocarti il tutto e per tutto, allora non fa per te.
  • Ascolto. In teatro tutto funziona se gli attori ascoltano si gli uni con gli altri. Spesso è un ascolto silente, di corpi che si muovono e parole mute. L'ascolto è la componente fondamentale del tuo business. Impara a capire ciò che vogliono le tue clienti e, ancora di più, ciò che non sanno di volere. Ascolta i bisogni delle tue potenziali clienti online, i servizi di cui il mercato è carente e a cui puoi sopperire. Siediti e dedica un po' del tuo tempo ad ascoltare senza giudicare. Chiudi gli occhi, ascolta, e riempi ogni vuoto con la tua presenza, le tue parole, le tue idee e la tua offerta.
  • Empatia. L'empatia in teatro ti permette di creare un contatto istantaneo con il pubblico in sala; nel tuo business è il metro con cui pu farlo con i tuoi potenziali clienti online e offline. L'empatia è un algoritmo: è ciò con cui misuriamo il nostro desiderio di entrare in relazione gli uni con gli altri, con cui ci scegliamo, con cui decidiamo di non sceglierci. Empatia significa avere un tono di voce che ci mette in relazione istantanea con chi ci ascolta, ci fa capire e fa arrivare il nostro messaggio a destinazione. Empatia significa sapersi mettere nei panni di chi abbiamo di fronte e uscirne indenni.
  • Generosità. Teatro è sinonimo di donarsi agli altri senza riserve. E così è il tuo business. Generoso, desideroso di condividere e offrire continue occasioni di crescita a chi ti segue. Se hai difficoltà a fare marketing donare qualcosa in cambio della promozione è un buon metodo per superare il trauma da strategia di marketing aggressiva e ritrovare una strategia di marketing etica. Generosità significa dare ai tuoi clienti il massimo, offrire loro soluzioni a reali problemi. Generosità significa dire no se la richiesta del tuo cliente non rientra nelle tue competenze.

Il sentire, il portarsi dietro un personaggio che ci parla, si rende parte di noi e da cui imparare è una magia senza fine.
Ed è così quando il teatro diventa specchio e mette a servizio della scena il tuo vissuto.
Ed è così quando il tuo vissuto supporta il tuo business con quelle caratteristiche individuali che hai solo tu, nel tuo bagaglio esperienziale di essere umano. 

Di crescita personale me ne occupo sempre tanto, quando dobbiamo sciogliere i nodi durante i percorsi di consulenza. Ma è con i laboratori di libroterapia umanistica che ho scelto di focalizzarmi solo su questo aspetto, per rafforzare l'empowerment femminile attraverso la lettura. Sei curiosa di scoprire qualcosa di più? I miei laboratori ti aspettano.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia e sono una Digital Strategist. Tradotto in parole semplici creo strategie di posizionamento, comunicazione e di marketing con l'anima slow. Ho aperto la mia partita IVA nel 2017 e, da allora, ho seguito più di 400 freelance e solopreneur nella creazione di ecosistemi di marketing sostenibili. Ho iniziato a lavorare a 19 anni in azienda, passando dall'amministrazione al controllo di gestione in pochi anni. Da quel momento, mi sono occupata di gestione budget, business plan e analisi perché un business potesse sostenersi in un mercato sempre più competitivo e complesso. Nei miei anni in azienda ho lavorato anche sui sistemi organizzativi e informatici, in modo da far dialogare tra loro reparti ed esigenze diametralmente opposti. Così, quando ho lasciato senza rimpianti il mio contratto a tempo indeterminato, ho messo la mia esperienza al servizio delle donne che scelgono di fare impresa per mettere al loro servizio un sapere imprenditoriale che fosse etico, ecologico, sostenibile. Offrire ad altre donne la possibilità di avere una vita al proprio ritmo, più allineato e connesso alla realtà umana, distaccandosi dalla società della performance e dai sui dogmi. Ci sarà sempre "Un uomo che ci spiegherà le cose. Un uomo che..." ma ci saranno sempre più donne che potranno fare la differenza, a partire dalla propria indipendenza economica e di pensiero. Ed è questo il motivo per cui ho scelto di lavorare solo con business al femminile: portare ogni donna alla propria autorealizzazione e autonomia attraverso un business e un modo di fare marketing allineato alla propria personalità. Il marketing è la possibilità che abbiamo di avere un impatto sul mondo portando nuove idee e un nuovo sguardo nel nostro settore di mercato. Si può fare impresa restando umane e fedeli ai propri valori senza rinunciare al fatturato. Si può fare marketing senza utilizzare leve aggressive e manipolatorie ma portando ispirazioni, possibilità di cambiamento e ascolto profondo. Il mio è un approccio maieutico e profondamente umanistico che unisce analisi e intuito, strategia e creatività, ascolto attivo e le domande giuste al momento giusto.
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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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