18 Gennaio 2023

Il viaggio dell'eroina per l'empowerment femminile

Il viaggio dell'eroina per l'empowerment femminile

Rileggere il viaggio dell’eroe per la consapevolezza femminile.

Labirinti creativi, il mio laboratorio di libroterapia umanistica, affonda le sue radici nel viaggio dell’eroina teorizzato da Maureen Murdock. Il motivo principale è che la struttura del viaggio dell’eroe teorizzato da Joseph Campbell non tiene in considerazione la donna, ma l’uomo in quanto eroe.

Siamo immerse in un mondo di storie che vede per protagonista la crescita e lo sviluppo del maschile anche quando le protagoniste sono donne, ma di rado riusciamo a cogliere il percorso del viaggio dell’eroina. La differenza tra i due percorsi risiede non nel genere del protagonista, ma nel tipo di viaggio che intraprende.

"Il viaggio dell'Eroe è un viaggio interiore, un viaggio dove oscure resistenze vengono vinte e resuscitano poteri e talenti dimenticati per essere messi al servizio della trasfigurazione del mondo."

- Joseph Campbell

Differenze tra il viaggio dell’eroina e il viaggio dell’eroe

Il viaggio dell’eroina nasce dalle riflessioni di Maureen Murdock, psicoterapeuta junghiana. Durante la sua carriera si imbatte sempre più spesso in donne che raccontano di successi sul lavoro ma insoddisfatte, colte da un senso di sterilità, vuoto, smembramento e tradimento verso sé stesse. Maureen Murdock si interroga, cerca di capire che cosa spinge queste donne a sentirsi così disconnesse da sé stesse e finalmente, arriva la risposta.

Hanno abbracciato il viaggio dell’Eroe maschile, restando con una grande domanda: a cosa serve tutto questo?

Campbell ci ricorda che nel mito, la donna deve capire di essere la meta del viaggio dell’Eroe, che non deve andare in confusione cercando di attivarsi mettendosi in viaggio perché, semplicemente, non le spetta.

Ma noi donne non vogliamo essere Penelope, in perenne attesa, la terra promessa degli uomini. Chi e cosa è una donna?

Maureen Murdock si interroga, non si accontenta della risposta dei Joseph Campbell e del viaggio dell’Eroe da lui teorizzato ne “L’eroe dai mille volti” ma sceglie di ripercorrere ogni tappa e riportarla al mondo e alle sfide del femminile.

Mentre il viaggio dell’eroe porta il maschile nel mondo esterno, a sconfiggere draghi alla ricerca dell’elisir di lunga vita, il viaggio dell’eroina è un viaggio interiore alla ricerca dell’equilibrio e della propria identità.

Il viaggio dell’eroina parla di come si sente la donna, non di cosa sta facendo. Parla della ricerca di sé stessa nonostante la società faccia di tutto per portarla a omologarsi ai suoi standard. Ci racconta dell’equilibrio tra maschile e femminile, dove ci identifichiamo con un femminile sottovalutato dalla società abbracciando, durante l’adolescenza, un modello maschile che ci racconta un certo modo di essere vincenti, di successo, femminili.

Le tappe del viaggio dell’eroina di Maureen Murdock

Eccoci dunque alla mappa del viaggio dell’eroina teorizzato da Maureen Mudock.

  1. Separazione dal femminile. Il nostro viaggio inizia con la rottura con il femminile, inteso sia come la figura della madre (o una mentore) sia come un ruolo femminile prescritto dalla società, nel quale l’eroina non si riconosce. Si lascia alle spalle la figura premurosa della Madre in cerca di nuovi riferimenti e modelli.
  2. Identificazione con il maschile. L’eroina abbraccia un nuovo modo di vivere. Sceglie di corazzarsi, di scendere in battaglia e di riuscire a essere riconosciuta da un’identità maschile dominante, che rappresenta il contrario di quel femminile dalla quale si è separata. In questa fase, l’eroina diventa la figlia perfetta del proprio padre ed emula il comportamento maschile per raggiungere il successo.
  3. Strada delle prove. Come nel viaggio dell’eroe, anche l’eroina ha i suoi draghi da sconfiggere addentrandosi nel labirinto per trovare al centro sé stessa. In questo momento del viaggio, l’eroina deve impugnare la spada della sua verità, scoprire il suono della sua voce e scegliere il percorso per il suo destino. Le sue prove, però, la portano a ricercare grandi vittorie per dimostrare agli altri il proprio valore, perdendo di vista la propria interiorità. Ricerca la realizzazione di un’idea di successo che la porta a sentirsi valorizzata per ciò che ottiene, non per il semplice fatto di essere.
  4. Dono illusorio del successo. Mai sazia di vittorie, l’eroina continua a buttarsi in nuove imprese per ricevere l’approvazione dall’esterno. Nonostante il successo, si guarda allo specchio ma non si riconosce. E qui, si domanda: a cosa serve, tutto ciò? Questo è il punto in cui supera tutte le prove e ottiene il suo successo. In genere, nel viaggio dell’eroe, a questo punto si risale verso l’uscita dal mondo straordinario con l’elisir di lunga vita e si ritorna nel mondo ordinario, con il titolo di eroe dei due mondi. Per l’eroina, invece, le vere sfide iniziano ora, con una discesa verso i propri Inferi interiori.
  5. Imparare a dire no.
  6. Iniziazione e discesa verso la Dea. L’eroina ha una crisi spirituale, esistenziale, emotiva. Capisce di aver smarrito sé stessa durante le prove e si ritrova con la certezza di non sapere chi è. In questa fase si sente dire che è codarda, egoista, impulsiva, troppo emotiva. Le vengono attribuite tutte le qualità che il maschile disprezza nel femminile. Qui inizia un periodo di isolamento volontario nella propria grotta interiore per ritrovare sé stessa. L'eroina deve affrontare la sua Ombra, un archetipo che le fa scoprire ciò di cui ha davvero bisogno, le insegna a essere, non a fare. Nella sua ora più buia sarà la Dea (sia essa manifestazione del proprio potere personale che come divino) a mostrarle la verità su sé stessa e sul potere del femminile.
  7. Riconnettersi con il femminile. L’eroina sente la necessità di tornare al proprio femminile senza restare invischiata nei connotati di quel femminile che l’hanno fatta partire. In questa tappa del viaggio l’eroina si prende cura della sua bambina interiore, si concentra sul lavoro creativo e alle attività che le consentono di sentirsi connessa con mente-spirito-corpo.
  8. Guarire la ferita della separazione madre/figlia. L’eroina ha combattuto draghi, affrontato lo smarrimento e i propri inferni personali. Qui, con la sua nuova esperienza e la consapevolezza di sé stessa, può tornare a congiungersi con il proprio femminile, consapevole dei propri valori, riscoprendo tratti femminili che credeva deboli e che ora vede sotto una nuove luce.
  9. Guarire la ferita del maschile. L’eroina riesce a conciliarsi con il maschile che l’ha sorretta nello smarrimento, ma che non è stato in grado di darle le strategie e gli strumenti necessari per essere completa in sé stessa.
  10. Integrazione del maschile e del femminile. L’eroina integra maschile e femminile dentro di sé. Ha un nuovo sguardo sul mondo che non è egocentrico e proiettato solo su sé stessa in relazione al mondo esterno, alle sue convalide, alle sue aspettative ma ha una visione del mondo più complessa, che ne abbraccia una profondità nuova.

I miti sono storie archetipiche che riflettono la nostra interiorità, che sono attraversati dalle domande esistenziali del genere umano. Ciò che sopravvive del mito è ciò che, ancora oggi, ha qualcosa che parla alla nostra anima. Il viaggio dell’eroina è il viaggio che ogni donna compie, più e più volte, nell’arco della propria vita.

Il viaggio dell’eroina è la base su cui ho creato il percorso di Labirinti Creativi, il mio laboratorio di libroterapia umanistica per riscoprire il tuo rapporto con la creatività, che per me rappresenta quel nucleo vitale e generativo di potere femminile che spesso tendiamo a disperdere o a non conoscere davvero. Vivremo insieme 10 mesi di intense letture, ognuna delle quali è legata a una tappa del viaggio dell’eroina, per portarti al centro del labirinto e uscirne arricchita, trasformata, con nuove consapevolezze.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.
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