27 Settembre 2023

Pensa alla tua comunicazione come fosse una rivista

Rendi la tua comunicazione creativa e varia

Rendi la tua strategia qualcosa per cui valga la pena investire tempo.

Una delle domande che mi capita più spesso di affrontare, è proprio questa: ho un mondo dentro, come faccio a portarlo nella mia comunicazione senza creare confusione?

In un corso tenuto da Seth Godin, ricordo che disse una cosa che per me fu rivelatrice:

le persone comprano da altre persone, quindi è inutile avere 3 siti internet diversi, mille account social e cose simili. Prendete nome e cognome e mettete tutto sotto quel cappello. Alla fine, le persone comprano da voi perché siete voi. E se sono le persone giuste, compreranno da voi tutto quello che proporrete.”


Pensi che ci sia spazio per tutta te stessa online? Come ti sentiresti, se ti dicessi che puoi farlo e rafforzare così la tua brand strategy?

Non solo contenuti verticali e informativi

Pensiamo spesso di dover rinunciare a qualcosa, ridurre e compattare la nostra identità. Ci domandiamo anche molto spesso cosa è professionale, cosa può elevare la nostra autorevolezza e cosa, invece, potrebbe scalfirla.

È del tutto normale credere che le nostre sfumature non possano coesistere all’interno del nostro brand. Solo che, molto spesso, è una percezione interiore, una complessità che vediamo solo noi e che, invece, per il nostro pubblico sono piccoli dettagli che ci permettono di essere uniche e riconoscibili. Caratteristiche che ci permettono di farlo restare con noi per un lungo periodo.

Specialmente su canali come Instagram, è facile incappare nella frase “un profilo verticale cresce più velocemente” e in parte è vero, perché educa l’algoritmo a capire di cosa parliamo. Se io avessi un account che parla esclusivamente di strategia di marketing su Instagram l’algoritmo saprebbe come catalogarmi. Ma a me non piacciono le etichette.

Quali sono i limiti di una comunicazione verticale, monotematica e con contenuti prettamente informativi?

  • Anche una AI può scrivere gli stessi contenuti che crei tu, se non ci metti una bella dose si creatività e un tocco deciso di leadership di pensiero.
  • Ricordi? Ti ho detto che le persone comprano dalle persone. Le tue future clienti vogliono sapere quali sono i tuoi valori, come le farai sentire, chi sei. Vogliono scoprire chi c’è, dietro il tuo brand. Vogliono scoprire la grandezza della tua dimensione umana. Che suono ha la tua voce, quali sono gli intrecci della tua vita, i luoghi della tua quotidianità, i problemi che affronti e come li superi, le tue esperienze di vita, ciò che ami e che ti fa brillare gli occhi, con tanto di farfalle nello stomaco.
  • Sei freelance o solopreneur? Se scegli la seconda via, il tuo business evolverà con te e prenderà strade che, anche solo due anni prima, non potevi immaginare. Potresti decidere, come me, che essere una digital strategy non ti basti più. E se volessi anche essere facilitatrice in libroterapia? Se non avessi da sempre portato nella mia comunicazione il mio amore per la lettura, il mio pubblico avrebbe faticato non poco a capire questa svolta. Invece, quello che per me sembrava un cambiamento enorme, per chi mi segue è stata un’evoluzione naturale. Quello che voglio dirti, è che se parli solo di un argomento, il tuo pubblico vorrà da te sempre e solo quello. Ma se nella tua comunicazione ci sono altre sfumature di te, altri tuoi mondi interiori, quello che farai è non precluderti alcuna strada per il futuro. E il cambiamento.

Gioca con la tua strategia di comunicazione

Ti faccio un esempio prendendo un settimanale che – forse – conoscerai: The New Yorker. A differenza dei settimanali italiani, è una testata che non ha mai ceduto il passo e che ha sempre avuto chiara la propria identità giornalistica. Il suo target è di fascia alta, offre la lista degli spettacoli teatrali, cartoons di alto livello – chi non ha ricondiviso una delle loro vignette almeno una volta su Instagram? -, brevi antologie poetiche e articoli anche molto corposi, che hanno bisogno di tempi lunghi per essere preparati (parliamo di mesi, che per la stampa oggi significa quasi un suicidio editoriale). Il The New Yorker ha costi altissimi di produzione e resta in vita perché, in realtà, si rivolge a un mercato mondiale di anglofoni, non solo al pubblico degli Stati Uniti.

Quello che ci insegna il The New Yorker è la ricerca di una voce chiara, definita, forte. Una voce che serve un pubblico che ci siamo scelte, non chiunque.

Una voce – un’identità – che non scende a compromessi e accetta il rischio di tempi diversi da quelli imposti dal mercato. Qui dovremmo addentrarci un po’ troppo nella storia del giornalismo, specie italiano, ma magari lo faremo con una puntata di Connessioni, che ne dici?

Quello che è significativo, per te oggi, è pensare al tuo brand in questo modo: a un’identità che sia solida, inossidabile, inscalfibile.

Fai scelte allineate a te, al tuo sentire, alla tua visione del mondo e a quella che hai per il tuo futuro. Anche se ti sembrano un gioco d’azzardo, ascolta più di tutto te stessa e le risposte che cerchi dentro di te.

Quindi, prova a pensare a una rivista che ami alla follia e domandati cosa ami, quali rubriche preferisci, quali emozioni suscita in te la lettura. Annota tutto quanto e poi domandati se ci sono similitudini con la tua comunicazione oppure no.

Gli elementi che rendono chiara la tua identità e quella di qualsiasi rivista sono:

  • Un concept. Che tipo di visione e concetto esprime il tuo brand? Il mio è “fare marketing in modo sostenibile e ricco d’ispirazione”.
  • Autorevolezza, chiarezza e stile coerente. Sono dati dai tuoi contenuti, dal tuo stile comunicativo, da quella cifra stilistica che si raffina negli anni e con il tempo. Con la pratica, sopratutto.

Ora, è il momento di passare al gioco vero e proprio e immaginare la tua strategia di comunicazione come una rivista. Ogni rivista ha una redazione: nel tuo business, probabilmente ci sei solo tu a dirigere l’intera comunicazione. Che è anche il tuo punto di forza: perché quando sei tu a occuparti della tua comunicazione in prima persona ci sei con tutta te stessa, con la tua energia, la passione per il tuo lavoro e l’amore per le tue clienti.

Resta fedele al tuo brand e al tuo core business. Gli argomenti correlati in modo diretto e chiaro ai tuoi servizi sono il cuore della tua strategia. Quanto spazio hanno nella tua comunicazione? È uno spazio sufficiente? Dove vengono pubblicati e con quale frequenza? Gli argomenti di core business dovrebbero essere 4-5 al massimo, e sono quelli che dovresti trattare regolarmente nella tua comunicazione perché mantengono l’attenzione sulla tua offerta principale.

Proviamo a pensare ora a quali elementi – o rubriche – aggiungere alla tua comunicazione. Anche in questo caso, non devi riversare tutto nella tua comunicazione, ma solo ciò che può rafforzare l’unicità del tuo brand. In poche parole, ciò che è in linea con il tuo marchio. Pensiamo ancora al The New Yorker: ha una serie di contributor diversi e temi differenti ma resta sempre The New Yorker. Non ci trovi qualcosa che stona, che non è in linea con la sua identità o che ti fa storcere il naso. Tutto è coerente, in linea con il brand, ma variegato. Ciò che tiene insieme la tua comunicazione sei tu. Eppure, ci sono cose che possono essere un rafforzativo del tuo brand e altre no.

Dove trovare questi argomenti che possono illuminare la tua comunicazione e darle nuova vitalità?

  • Negli hobby e nelle passioni.
  • Nei luoghi che visiti o frequenti abitualmente.
  • Nella tua routine quotidiana.
  • Nel dietro le quinte del tuo lavoro.
  • Più in generale, nel tuo stile di vita.
  • Nei film e nei romanzi che costellano le tue giornate.
  • Nelle stagioni.
  • Nella tua pratica spirituale.
  • Nella tua vita lavorativa.
  • Nelle ispirazioni che ti nutrono.
  • Nella tua famiglia: di sangue e d’anima.

Questi argomenti sono proprio come le rubriche della tua rivista preferita: ti aspetti di trovarli lì. Pensa a un massimo di 3 argomenti collaterali al tuo brand che possano arricchire la tua comunicazione di nuove sfumature. E scegli in che modo distribuirli sui tuoi canali.

Arricchisci la tua comunicazione e rendila viva

In pratica, ecco cosa puoi fare.

  • Individua, per ogni servizio o prodotto della tua offerta, gli argomenti correlati. Sono quelli che devono avere il maggior spazio nella tua strategia di comunicazione. Come li distribuirai sui tuoi canali? Ci saranno contenuti sempre uguali, dal taglio informativo ed educativo, o prevedi di avere canali in cui l’approccio è d’ispirazione e legato alla tua leadership di pensiero? Non dovrebbero essere più di 5.
  • Trova, nella tua vita privata, 3 aree che rafforzano i tuoi valori di brand, la tua visione, la tua proposta di valore. Sono 3 aree di interesse che mostrano altri tuoi aspetti, non solo come professionista ma come persona. Vanno scelti con cura, perché ti permettono di avvicinare o respingere il tuo pubblico. Questi contenuti dove puoi collocarli? In che modo possono rendere la tua comunicazione più radiosa e viva?
  • Hai evidenziato 8 aree di argomenti e rubriche da trattare? Perfetto! Ora, per ognuna, puoi ricercare 5 sottocategorie. Un po’ come se fossero i tag del tuo blog. Quando avrai affrontato anche questa parte – che è anche la più difficile – riuscirai ad avere una comunicazione che non annoia mai e che permette al tuo pubblico di scoprire davvero chi è la donna dietro la professionista. E sceglierti per ciò che sei.

Proviamo a usare la mia strategia come esempio per farti comprendere meglio come puoi lavorare sulla tua.

  • Core business. I miei contenuti di core business sono legati a marketing, gestione del business per freelance e solopreneur, comunicazione, libroterapia e dietro le quinte. Al di sotto, ci sono diverse sotto-categorie: social media marketing, creatività, rituali, ispirazioni, storytelling, content marketing.
  • 3 aree che rafforzano il mio brand e i miei valori. Letture e mostre d’arte. Sono molto legate alla mia visione, al mio concetto di creatività e ispirazione, quindi molto specifiche. Per esempio, parlo solo di letteratura del fantastico: la mia zona letteraria preferita. C’è poi la sostenibilità, che è un valore che condivido con le mie clienti e il mio pubblico. Si parla in particolare di slow fashion, di vintage e second hand. È un modo per parlare di economia circolare, di ridurre il consumismo e, di conseguenza, di allontanarci da capitalismo e performance con uno sguardo alle seconde possibilità e alla storia di ciò che acquistiamo. C’è poi la mia quotidianità, uno stile di vita lento e allo stesso tempo denso, che porta il mio pubblico in uno stato di pace e quiete, di serenità e profonda empatia.

Come vedi, non ho inventato nulla. Non ho bisogno di inventare nulla, perché ho tutto ciò che occorre davanti ai miei occhi:

  • intercettare storie
  • vedere la bellezza dei dettagli
  • prendermi tempo per riflettere e poi condividere, che hanno due ritmi di vita diversi che non sono contestuali, anche se l’immediatezza dei social ci spinge a credere il contrario
  • essere allineata ai miei valori, alla mia visione, al modo in cui scelgo di vivere e lavorare con le mie clienti ogni giorno.

Mi sono messa in ascolto, ho scavato cercando le storie migliori da raccontare, quelle che possono creare una relazione con il mio pubblico. Quelle che trovano un terreno fertile di dialogo e di ascolto reciproci. E puoi farlo anche tu.

Presto riapriranno le porte di Incanto e potrai decidere se è il percorso adatto a te e alla trasformazione che cerchi per la tua strategia di brand e marketing. Nel frattempo, puoi lavorare in autonomia con Citrinitas, il workbook che ho creato apposta per te per rendere la tua strategia di comunicazione sostenibile.

Ti senti bloccata nella creazione dei tuoi contenuti?

Rubedo è il workbook in cui ho raccolto suggestioni e consigli per creare contenuti ricchi di personalità e ridare vita alla tua content strategy, con un pizzico di creatività e magia. Per arrivare al cuore del tuo pubblico.

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    Autore

    Alessia Savi

    Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.

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    Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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