15 Dicembre 2021

Bilancio del 2021: superare la crisi nel business

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Come superare i momenti no nel business

Di tentativi e tentazioni, fallimenti e uno sguardo al futuro. Per superare i "momenti no" nel business con fiducia.

Il 2021 non è andato come me l'aspettavo.

Il fatturato non è stato in linea con i miei obiettivi, ho accusato momenti di grande crisi e difficoltà personale durante l'estate, mentre nei primi mesi dell'anno quell'obiettivo inarrivabile mi ha portata a fare i conti con un profondo senso di inadeguatezza. Mi ero ostinata a voler replicare il traguardo del 2020 ma con condizioni esterne – e interne – differenti. Un numero che non sarebbe stato sostenibile in un 2021 in cui la mia presenza era richiesta in dosi massicce tra gli affetti, tra le ombre, nei silenzi.

3 cose che ho fatto per superare la crisi

Per me ha funzionato raccogliermi attorno al mio centro e nutrirlo, ascoltarlo, saper essere paziente con lui, compassionevole verso me stessa.

  • Ho fatto tutti gli investimenti che mi ero prefissata per quest'anno con paura, perché ogni mese mi chiedevo quanto fossi incosciente a fare quel passo. Ma l'ho fatto, perché quella con la paura è una danza che non finisce mai. Dall’esterno non si è visto il tumulto dietro le quinte, ma con Alessia Pandolfi – la mia amatissima Tech Expert – abbiamo fatto un lavoro pazzesco. Con il suo supporto abbiamo dato vita a un flusso di lavoro automatizzato, fluido, intuitivo, che mi ha permesso di alleggerire il lavoro di back office e anche di dare organizzazione, uno spazio riservato e moltissimi materiali extra alle mie clienti. Ho rinforzato il mio “reparto hardware” con tutto il necessario per avere alte prestazioni tecnologiche e anche sul lato software e formativo non ho lesinato ma anzi, ho reinvestito in modo mirato le risorse nel mio business sino all’ultimo centesimo, superando la tentazione di lasciar perdere e tenere quel gruzzolo da parte “che no si sa mai”.
  • Ho iniziato un percorso di psicoterapia. Non ne avevo mai fatto uno, ma mi ha permesso di crearmi uno spazio senza giudizio dove indagarmi, ammorbidirmi nella severità con il quale sono solita guardarmi, sperimentare la vulnerabilità. Sono ben lontana dal sentirmi illuminata o arrivata o, peggio, risolta, ma so che quell’ora settimanale tutta per me ha il potere di rendermi, giorno dopo giorno, più attenta, precisa nei pensieri, compassionevole. Mi aiuta a dare un nome alle paure, alle emozioni. È come imparare a scrivere in una lingua diversa dalla tua. Schiarisce la mente nei momenti di pensieri aggrovigliati e questo significa essere più leggera anche nel lavoro.
  • Sulla questione fatturato, l’anno è andato comunque bene nonostante non abbia raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissata. La cosa importante è stata ritornare al mio significato di successo, che non passa dal mio conto in banca ma da quello che creo, che porto nel mondo. Dal numero di ore che posso decidere come impiegare ogni giorno. Dall’avere uno studio a casa che amo, dal potermi fermare per una corsa con Argo e una coccola a Loki ed Hela. Dalla possibilità di fare spazio alla scrittura, di non essere mai esausta, di amare senza fine il progetto di ogni mia cliente.

Sono tornata a ricercare la me bambina, le ho dato spazio, le ho permesso di giocare, divertirsi, reclamare. Mi sono presa tempo per me stessa. Ho anche finito di scrivere la prima bozza del mio romanzo e ne sono felicissima.

Dall’esterno forse tutto questo non si è visto né percepito.

Quello che ho fatto, per tutelarmi, è stato lavorare sulla mia comunicazione concentrandomi sulla brand awareness, parlando del mio lavoro, delle mie clienti, di quello che faccio. Ma non di me. Il motivo è che dovevo restare nella mia grotta, indagarmi nel silenzio, sottrarre tempo ed energie ad altre attività non fondamentali in quel periodo per dedicarmi alle cose e alle persone davvero importanti: me stessa, le mie clienti, i miei affetti.

Quando c’è un momento di difficoltà personale, di crisi, non ha senso esternare il processo mentre si è intrappolati all’interno del vortice. Sottrae forza alla situazione, all’esperienza, alla possibilità di avvolgere nel silenzio quel periodo e permettergli di mostrarci il suo potenziale trasformativo. È come raccontare un desiderio dopo che si è vista una stella cadente e vederlo infrangersi a terra. Le cose preziose, i progetti ancora in stato embrionale e così le emozioni, hanno bisogno di un terreno accogliente e di gentilezza, di delicatezza prima di essere portati nel mondo.

Penso che dalle grandi difficoltà personali si raccolgano tesori dal valore inestimabile.
La mia fede incrollabile nella naturale contrazione ed espansione della vita - del respiro -, mi ha fatto pensare che dovevo affrontare quel momento con nuovi strumenti e nuovi alleati, rompere vecchi schemi, accettare l'amore incondizionato di chi mi ha teso una mano senza esitazione.
Accogliere la vulnerabilità e, semplicemente, stare in quell'emozione per me scomoda.

Verso il 2022 con i fiori tra i capelli

Mi sono riportata al centro e le tensioni si sono allentate, alcune sono sparite, altre hanno un nome e iniziano a fare meno paura quando le guardo in faccia, altre ancora le osservo con diffidenza da lontano ma mi sto allenando ad avvicinarmi senza timore.

Il mio retreat al mare mi ha ricaricata ed è stato un po’ come ritrovare la strada di casa dopo aver passato mesi nel buio del bosco. Le idee sono arrivate in un flusso senza interruzione. Mi sono sentita ricca, grata per tutta quella bellezza della quale ero circondata, profondamente onorata di trovarmi lì, a pianificare il futuro senza paura, con un entusiasmo che credevo dimenticato chissà dove.

Avevo raccolto molte intuizioni già a partire dall’inizio dell’estate.

So che l’anno e mezzo di pandemia mi ha privata di una cosa per me importante (ma credo per tutti). La possibilità di vivere il mondo, di guardare fuori e nutrirmi di bellezza tra le strade della mia città o di quella di qualcun altro, tuffarmi nell’arte, prendere un treno per andare a trovare un’amica e godermi una giornata lontana da tutto.

La me dell’anno scorso avrebbe inserito obiettivi ambiziosi di crescita e fatturato.

La me di quest’anno si è fatta guidare per la pianificazione da alcuni mantra e lezioni che ho appreso dal 2020 a oggi.

  • Fai con ciò che hai. Non è necessario buttarsi in decine di imprese epiche per dirsi di essere state brave. Così, nel mio business plan non ci saranno novità di rilievo (o quasi).
  • Divertiti e sperimenta. Ho voglia di dare spazio alla creatività, fare cose che non ho mai fatto prima, godermi momenti di ozio ma anche dare una sferzata di aria fresca alla mia strategia di comunicazione e marketing. Farò spazio a nuove idee, nuovi canali, nuove esplorazioni.
  • Sostenibilità lavorativa. Significa che non farò tracimare l’agenda di impegni lavorativi e non.
  • Lasciare spazio alla scrittura creativa, alla narrativa. È un mio desiderio profondo e voglio assecondarlo, lasciargli il posto d’onore che si merita una vocazione.

Ho scelto nel 2022 di sperimentare, fare con ciò che ho e portare ai massimi livelli di piacere e godimento tutto il mio lavoro. In sostanza?

  • Preparerò il lancio di Social Felicis. Amo questo percorso perché ci ho riversato dentro tutto quello che può davvero essere utile per creare una strategia di comunicazione, lavorare sui social media in modo etico e sostenibile, per trovare il proprio ritmo di lavoro e la propria voglia di esserci per fare la differenza. Quest’anno il percorso inizierà sul finire della primavera perché sarà arricchito di 3 moduli mensili per la sua estensione in formula Summer Camp. 3 mesi extra di lavoro che non vedo l’ora di presentarti e sui quali mi concentrerò nei primi mesi del 2022.
  • Lancerò il mio primo laboratorio di libroterapia umanistica. Sono emozionata e carichissima! È dall’estate del 2021 che lavoro alla sua progettazione e creazione. Posso dire che finalmente siamo pronte per iniziare con la consapevolezza che non si arriva mai. Amo fare cose nuove e sperimentare. Ho cercato quale fosse lo strumento più adatto per me per lavorare sull’empowerment femminile in modo più focalizzato e creativo, per cercare di riconnettersi con sé stesse con un’attività trasformativa e, per me, sacra. La libroterapia è quello che cercavo e devo tutto a Chiara Sinchetto, con cui ho scoperto questo approccio con il gruppo del Perturbante (che ancora prosegue, indomito e temerario), e a Rachele Bindi, la mia super insegnante e fondatrice del portale Libroterapia.net. Le porte apriranno a gennaio 2022 e non sto più nella pelle all’idea di iniziare questa nuova avventura. Qui trovi la pagina dedicata ai miei percorsi e a questa nuova avventura.
  • Continuerò la revisione del mio romanzo. Ho scritto 140.000 parole e con la revisione continueranno a cambiare cose, a evolversi. La scrittura mi sta insegnando l’infinita arte della pazienza, a godermi il processo e a non avere fretta. Al mio fianco, c’è ancora la mia buddy e writer coach Edy Tassi.

E poi ci saranno cambiamenti legati alla mia strategia di comunicazione, ma di questi scoprirai tutto strada facendo. La prima cosa, davvero speciale, è riservata alle iscritte alla mia newsletter ma non voglio rovinarti la sorpresa. E se anche tu senti che è il momento di fare il punto della situazione nel tuo business, puoi organizzare il tuo self-retreat con il supporto di Mercurialis, il percorso gratuito che ho creato apposta per te.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia e sono una Digital Strategist. Tradotto in parole semplici creo strategie di posizionamento, comunicazione e di marketing con l'anima slow. Ho aperto la mia partita IVA nel 2017 e, da allora, ho seguito più di 400 freelance e solopreneur nella creazione di ecosistemi di marketing sostenibili. Ho iniziato a lavorare a 19 anni in azienda, passando dall'amministrazione al controllo di gestione in poco tempo. Da quel momento, mi sono occupata di gestione budget, business plan e analisi perché un business potesse sostenersi in un mercato sempre più competitivo e complesso. Durante la mia permanenza in azienda ho lavorato anche sui sistemi organizzativi e informatici, in modo da far dialogare tra loro reparti ed esigenze diametralmente opposti. Così, quando ho lasciato senza rimpianti il mio contratto a tempo indeterminato, ho messo la mia esperienza al servizio delle donne che scelgono di fare impresa per mettere al loro servizio un sapere imprenditoriale che fosse etico, ecologico, sostenibile. Offrire ad altre donne la possibilità di avere una vita al proprio ritmo, più allineato e connesso alla realtà umana, distaccandosi dalla società della performance e dai sui dogmi. Ci sarà sempre "Un uomo che ci spiegherà le cose. Un uomo che..." ma ci saranno sempre più donne che potranno fare la differenza, a partire dalla propria indipendenza economica e di pensiero. Ed è questo il motivo per cui ho scelto di lavorare solo con business al femminile: portare ogni donna alla propria autorealizzazione e autonomia attraverso un business e un modo di fare marketing allineato alla propria personalità. Il marketing è la possibilità che abbiamo di avere un impatto sul mondo portando nuove idee e un nuovo sguardo nel nostro settore di mercato. Si può fare impresa restando umane e fedeli ai propri valori senza rinunciare al fatturato. Si può fare marketing senza utilizzare leve aggressive e manipolatorie ma portando ispirazioni, possibilità di cambiamento e ascolto profondo. Il mio è un approccio maieutico e profondamente umanistico che unisce analisi e intuito, strategia e creatività, ascolto attivo e le domande giuste al momento giusto.
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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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