La pratica del journaling per conoscere sé stesse

Tenere un diario fa bene (anche) al tuo business.

Quest’anno mi sono fatta un regalo di compleanno con un po’ di anticipo iscrivendomi a un corso di journaling.

Ti stai chiedendo perché l’ho fatto?
Penso che nella vita non ci si dovrebbe mai improvvisare e che imparare da chi è più avanti di noi nel cammino possa permetterci di trarre il massimo e ampliare lo sguardo sulla pratica (creativa, ma anche sul nostro lavoro) e farci capire qual è il nostro modo di fare le cose. Farci trovare il nostro metodo attraverso l’esperienza.
Prendiamo il journaling come esempio.
Ti sarà capitato di vedere su Instagram fotografie di diari con decorazioni perfette, tutorial su come decorare una pagina di diario con tutti i materiali del mondo (da quelli più costosi al riuso), prompt di scrittura per non rallentare nella tenuta del tuo diario o – ancora – scrivere le famose tre pagine del mattino consigliate da Julia Cameron nel suo “La via dell’artista“.

Il corso di journaling mi è servito per trovare la mia pratica, non per replicare quella di qualcun altro. È stato il mio momento di allenarmi con costanza e scegliere tutto ciò che andava bene per me. Se non avessi seguito un corso a pagamento, se non mi fossi concentrata nel seguire le lezioni giornaliere e ritagliarmi quello spazio come un’occasione di esplorazione e connessione con me stessa, mi sarei limitata a essere la copia di qualcun altro.

A cosa serve il journaling

Alza la mano se non hai mai tenuto un diario. Ti sarà capitato, da adolescente, di avere un diario segreto. Magari nascosto agli occhi indiscreti di fratelli e genitori, tra i piatti di tua nonna o chissà che altro. Io ho tenuto diversi diari dove annotavo per lo più la mia quotidianità da teenager. Avevo anche una Smemoranda, dove raccoglievo le mie citazioni migliori e dove negli ultimi anni delle superiori scrivevo a matita i compiti da fare per poter poi utilizzare quelle pagine da riempire a più non posso.

A cosa serve tenere un diario e fare journaling da adulti?

  • Esplorare le tue emozioni. Ti metti comoda, fai tre profondi respiri e ascolti il corpo. Cosa ti suggerisce? Impara ad ascoltarti e a dare un nome alle sensazioni che provi.
  • Ti permette di scaricare tossine e vedere con maggior lucidità anche le situazioni più complesse.
  • Fare chiarezza su situazioni problematiche o dubbi che ti attanagliano: scrivere a mano è un gesto speciale, perché permette all’emisfero destro e a quello sinistro di cooperare. Non è fantastico?
  • Ti aiuta a radicarti quando sei fuori fase.
  • Annotare idee, to do list e desideri futuri. Chi l’ha detto che il tuo diario debba essere solo bello esteticamente? La componente dedicata alle immagini secondo me è importantissima (ci arriveremo tra poco) ma il diario è prima di tutto il tuo spazio intimo. Io sul mio diario annoto tutto quanto. Per non dimenticare le cose importanti, come idee o intuizioni da sviluppare in futuro, metto su quelle pagine degli efficaci post-it per ritrovarle in modo veloce.
  • Ti aiuta a essere (e restare) focalizzata. Ed essere più produttiva con fantastiche sessioni di braindump, dove utilizzi il tuo diario come il Pensatoio di Silente per riversare tra le sue pagine tutti i pensieri, le intuizioni, le idee che ti affollano la mente.
  • Stimola la creatività, ti aiuta a fare brainstorming e allenare le idee.
  • Raccogliere piccole e grandi gioie quotidiane, fissare momenti speciali e preziosi per non dimenticarli. Molto spesso sono quelli che ci lasciano per primi.
  • Ti offre una dose di endorfine, tra diari un po’ magici, biro e colori, stickers e washi tape. Tutto ciò che ruota attorno al mondo del journaling è un’esplosione di colore e buon umore!

I benefici di tenere un diario sono noti: anche artisti e scrittori ne hanno sempre tenuto uno. Pensa a Virginia Woolf e Sylvia Plath, o Alda Merini: ognuna di loro ha dischiuso le porte del proprio mondo interiore tra le pagine di un diario.

Quando fare journaling?

L’unica regola che mi sono data è la costanza.
In genere scrivo tutti i giorni, ma se capita di saltarne qualcuno – o avere settimane di stacco – non me ne faccio un cruccio.

Lo spazio del diario mi assicura una dimensione di totale e assoluta libertà.

Quando fare journaling?
Nel momento della giornata che preferisci.
Per me è speciale il momento serale, quando ritorno nel mio studio, sistemo le cose per la giornata successiva e ripercorro la giornata appena trascorsa. Lo faccio con una tazza di camomilla davanti e in compagnia di Loki ed Hela, i miei due gatti.
Io non sono un tipo mattiniero, ma c’è chi funziona bene davanti a una tazza di caffè bollente e una pagina bianca all’alba. Sperimenta, per capire qual è il momento perfetto per te per scrivere sul tuo diario.

Come iniziare a fare journaling

A me piace dire che non ci sono regole in questo campo, ma che tutto parte da cosa desideri da questa pratica.

Perché vuoi tenere un diario?
Il diario mi allena alla disciplina, alla consapevolezza e alla sperimentazione. Al pensiero libero, dove posso scrivere di come mi sento, una to do list, un’intuizione, una stesa di tarocchi che mi ha colpita, un desiderio segreto, un sogno che ho fatto e che – stranamente – mi ricordo. Parlo di emozioni, di come mi sento e cerco di sospendere il giudizio, di essere più buona con me stessa e meno intransigente, più disposta ad amarmi e ascoltarmi. Nel mio diario ci sono io, nel mio dialogo con me stessa e in connessione con il mio mondo.

Quando condivido sul mio account Instagram la mia pratica di journaling, molto spesso mi viene chiesto come tornare a tenere un diario, a introdurlo nella propria pratica spirituale quotidiana.

Ecco quello che faccio io.

  • Quando non ho niente da dire – anzi, penso di non averlo – apro comunque il mio diario e inizio a fare qualcosa. In genere inizio a incollare washi tape e qualche stickers. La scelta, indica in genere anche lo stato emotivo in cui mi trovo e, di conseguenza, prendo in mano la penna e scrivo. Per aiutarmi a farlo, tengo il mio diario sempre sulla scrivania, per ricordarmi di tornare tra le sue pagine prima di andare a dormire.
  • Non ho regole. Se voglio scrivere, scrivo. Se voglio decorare una pagina di stickers e washi tape, lo faccio. Se voglio recuperare qualche ritaglio e fare una composizione di immagini (definirla collage mi pare pretestuoso) lo faccio. Questa è libertà creativa e di espressione senza censure, aspettative, desiderio di fare qualcosa di bello da mostrare al mondo. Il mio diario è solo mio, non devo avere la necessità di mostrarlo. Se lo faccio, è perché voglio condividere uno strumento che si sta rivelando utile per me: solo quello. Non limitarti alla scrittura: utilizza tutto ciò che ti viene in mente per esprimerti.
  • Ho bandito il perfezionismo. Guardare tutti i profili Instagram di fotografie di journal perfetti, con calligrafie perfette e decorazioni pazzesche mi faceva procrastinare. So di avere una pessima calligrafia, di essere tendenzialmente pigra per quel che riguarda disegni e sketch, mi rendo anche conto di non avere la pazienza di quelle persone che utilizzano un bullet journal e lo personalizzano dalla prima all’ultima pagina. Io non sono così. Guardo quei profili, me ne innamoro ma so che il mio scopo è avere un diario intimamente imperfetto. In continua evoluzione, come lo sono io e i miei pensieri.

Cosa serve per iniziare a fare journaling

Se non hai un diario e vorresti tenerne uno, inizia da una cosa semplice: scegli una biro confortevole, un diario in cui non ti senti in colpa a scrivere ma che ti piaccia e poi, semplicemente, mettiti alla tua scrivania e scrivi! Puoi decorarlo con ritagli di giornale, immagini stampate da Pinterest, tutto ciò che può esserti di aiuto per rompere il ghiaccio. Per esempio, potresti partire con il ricreare la tua inspiration board sul tuo diario.
E vedere che effetto fa scrivere del futuro che sogni.

Se vuoi un elenco di materiali essenziali, ecco le mie scelte (del tutto personali).

  • Un diario o un quaderno dalla carta piacevole al tatto. Io prediligo la carta con una grammatura a 120 gr, in genere dotted perché mi alleggerisce ed entusiasma illudermi di essere fuori dalle righe.
  • Una biro che non ti affatichi il polso durante la scrittura, specie se sei fuori allenamento. Io alterno una Pentel Tadio a una stilografica Lamy.
  • Evidenziatori per sottolineare passaggi importanti.
  • Post-it per appuntare pagine significative, magari con idee particolari che vuoi sviluppare in futuro.

Io non mi sono limitata a queste voci, ma ho arricchito il mio modo di fare journaling con altri materiali che utilizzo a seconda dell’ispirazione del momento. Come ti dicevo, per me fare journaling è un appuntamento con me stessa. E il Sé, ama nutrirsi di immagini: per questo gli lascio sempre spazio.

  • Washi tape e stickers per decorare il tuo diario, ma anche carta da scrapbooking e timbri! Anche l’occhio vuole la sua parte.
  • Carte oracolo e tarocchi per guidarti nelle sessioni di journaling.
  • Colla, forbici, nastro adesivo.
  • Vecchie riviste da ritagliare senza sensi di colpa.
  • Colori di vario tipo (acquerelli, pennarelli, matite colorate, Uniposca, penne gel) che possono sempre tornarti utili.
  • Una stampante. Io utilizzo sia una stampante fotografica mini sia la stampante di casa.
  • Incensi profumati per lasciarti avvolgere dal loro intenso profumo. Se preferisci, puoi accendere una candela o usare i tuoi oli essenziali preferiti.

Anche qui, vige la regola assoluta della sperimentazione.

Nel diario può esserci tutto, ma proprio perché cresciamo, un diario cresce insieme a noi. Ci aiuta a prenderci un momento per noi stesse: per me è anche un incontro con la mia bambina interiore, che amava stickers e ritagli da incollare su quaderni improvvisati immaginando il proprio futuro.

Facciamo così tante cose per il business, la comunicazione, il marketing, la famiglia e le amiche. Il diario può essere un buon momento, nella giornata, per fare qualcosa solo per noi stesse per il gusto di farlo. Anche solo per sfogliare le vecchie pagine scritte, godere dei colori e delle immagini e scrivere qualcosa di nuovo.

Ti auguro di trovare una pratica che alimenti il tuo fuoco creativo, come il journaling sta facendo con me.

Se lo desideri, puoi iscriverti ad Argonautiche, un viaggio simbolico alla scoperta di te. Cosa ci trovi? Una serie di suggestioni e ispirazioni per scrivere. Siano poesie o racconti o frammenti di ricordi, immagini descritte o sensazioni che ti suscitano gli indizi che troverai lungo il viaggio, non importa. Lasciati ispirare dalle suggestioni che troverai all’interno del percorso, prendi il tuo diario e mettiti a raccontare.
Quello che ti attende è un viaggio che appartiene solo a te.

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