Scrivere contenuti long form ed evergreen per non essere dimenticate.

C’è un momento — nella vita e nel lavoro — in cui l’acqua si addensa e si fa neve, e poi si fa ghiaccio.
Ogni gesto sembra più pesante, faticoso, rallentato. Ogni decisione si fa scivolosa, un rischio troppo grande da correre, come il ghiaccio che può rompersi sotto i tuoi piedi facendoti precipitare in un lago ghiacciato.
Ci sono giorni in cui senti che stai affondando appena metti un piede nell’acqua e allora, meglio restare a riva a guardarlo soltanto, il mare. A contemplare l’orizzonte, senza provare a raggiungerlo.
Eppure, proprio in quei momenti di gelo e stasi, spesso troviamo il punto da cui ricominciare: come un sasso liscio adagiato sul fondo del mare, il primo appoggio del ritorno. Verso la risalita.
La parola guida di questa puntata — e di questo articolo — è inverno.
Non solo come stagione del calendario, ma come tempo interiore.
L’inverno è il momento dell’anno in cui il campo riposa, quando il seme non è visibile ma lavora in profondità, nel buio e nel silenzio. Non c’è immobilità nell’inverno, ma gestazione.
Nelle crisi del business — quando il fatturato non torna, quando i contenuti sembrano non interessare nessuno, quando le energie sono ridotte all’osso — può essere necessario fare inverno: rallentare, custodire, nutrire il buio.
Fare inverno significa dare dignità al silenzio, sospendere il bisogno di essere performative e lasciare che la saggezza dell’inverno porti nuovi germogli. Perché per rompere le zolle della terra, per spaccare la corteccia dell’albero, serve una straordinaria forza.
L’inverno è una resa dolce, un restare, un rallentare e allentare pensieri e azioni. È un momento di cura e rigenerazione.
Per trovare la forza necessaria per riaffiorare in superficie e riprendere a respirare.
L’inverno per Katherine May arriva con uno strato di gelo sottile, silenzioso, che si posa sulle ossa e rende ogni passo più lento, faticoso e pesante. Una mattina qualunque, suo marito si accascia sul pavimento della cucina. Pochi giorni dopo, suo figlio smette di riuscire ad andare a scuola. La stessa Katherine, sovraccarica, svuotata, incapace di riconoscersi, sente di scivolare fuori dal proprio asse. È una lunga notte che si addensa all’orizzonte.
Katherine fa ciò che fanno le anime poetiche quando il mondo viene inghiottito dall’oscurità: va in cerca di luce.
Per ritrovarsi, studia le ritualità del mondo nordico, osserva animali che vanno in letargo, viaggia in Islanda, si avvicina ai bagni nel gelo, alle luci del nord, alla lunga notte. Scopre che l’inverno è una maestra sottile, che non pretende accelerazione ma quiete; che invita a chiudere, potare, distillare, seminare in silenzio.
E scopre che l’inverno non è un errore da correggere, un fallimento, un game over ma una stagione da abitare ma una resa che libera dal superfluo e scava sino all’osso per riportarci all’essenziale, a restituirci solo ciò che è necessario. Una stagione da abitare. In quelle settimane di neve interiore Katherine May impara a rallentare, a tacere, a vivere di piccoli rituali, a lasciarsi cambiare dal freddo invece di combatterlo.
E ci offre una verità che nel business — come nella vita — spesso dimentichiamo: non possiamo fiorire tutto l’anno.
Abbiamo bisogno di scendere nel buio, dormire, sospendere, distillare e restare solo con lo stretto indispensabile.
Di “fare inverno”, come dice lei.
Di lasciarci diventare terra nera e fertile, pronta a custodire il seme del nostro ritorno. Del suo inverno della vita, Katherine May ci restituisce un racconto sincero e toccante in Wintering – D’Inverno, in cui mentre la osserviamo camminare nella sua stagione più fredda, qualcosa in noi riconosce quel paesaggio.
Non importa quale sia la forma del nostro inverno interiore, qualsiasi sia la crisi che stiamo attraversando nel business:
L’inverno arriva sempre con lo stesso invito: non correre, non forzare, non brillare a tutti i costi.
"Nessuna fretta, nessun bisogno di scintillare. Nessun bisogno di essere altro che sé stessi." - Virginia Woolf
May ci mostra che l’inverno non va superato con la forza dei grandi salti in lungo, ma va ascoltato. E così, forse, possiamo imparare anche noi a smettere di giudicare le nostre pause come debolezze, i momenti bui come fallimenti, la lentezza come una minaccia alla nostra produttività ed efficacia.
Iniziamo allora a esplorare i suoi insegnamenti, come si esplorano i sentieri innevati: un passo alla volta, con la consapevolezza che sotto la neve il terreno respira e ci sta preparando a un nuovo inizio.
D’Inverno di Katherine May, pubblicato in Italia da TEA, è finito sul mio comodino grazie al consiglio di Giui, Goddess Manifestor e mia cara amica. Ed è stato D’Inverno a ricordarmi le preziose riflessioni che questa stagione può offrirci: per il business e per la vita.
C'è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce – Leonard Cohen
D’Inverno non è un libro sul dolore ma sulla capacità di abitare il mondo senza fingere che sia sempre estate. È un invito a costruire un business che rispetti i nostri ritmi, che non ci consuma, ma che possiamo invece abitare poeticamente.
Anch’io, come tutti, ho attraversato diversi inverni, da quando ho aperto la mia partita IVA nel 2017. A volte sono stati inverni di business, altri sono stati inverni arrivati con tormente di nevi e lunghi geli nella mia vita privata.
Il 2021, nel mio business, non è andato come mi aspettavo. Il fatturato non era in linea con gli obiettivi, la mia vita chiedeva presenza altrove, e quel numero irraggiungibile mi spingeva verso un senso di inadeguatezza costante. Il 2021 è stato il mio anno di crisi più profonda come freelance. Mi ostinavo a replicare il traguardo di un anno diverso, il 2020, con condizioni interne ed esterne diverse. La pandemia mi aveva infatti spinta verso una crescita veloce e inaspettata, portandomi a triplicare il fatturato da un anno all’altro in meno di sei mesi. Ero così passata dal regime forfettario a quello ordinario ma, nonostante le valutazioni fatte in precedenza, mi sono ritrovata a gestire un business che non mi apparteneva e che non stava dando i frutti sperati. Un business più faticoso e con meno clienti. Ho danzato con la paura facendo comunque gli investimenti che avevo programmato per quell’anno in picchiata verso l’abisso: processi, automazioni, “reparto hardware” e formazione.Ho iniziato un percorso di psicoterapia: un’ora alla settimana per dare nome alle emozioni, ammorbidire lo sguardo su di me, alleggerire il lavoro anche grazie a una mente più chiara. Per domandarmi dove fosse il valore di quello che facevo, per sganciare il mio valore personale da quello del mio obiettivo di fatturato e riscoprirmi sotto una nuova luce.
Ho riscritto la mia idea di successo. Non solo fatturato, ma ciò che porto nel mondo, il tempo che posso scegliere come investire, uno studio che amo, il tempo lento per le coccole a Loki e Hela, la scrittura e lunghe serate persa tra le pagine di un libro. Ho lasciato che la bambina interiore giocasse, che desideri antichi tornassero in superficie, offrendo a ognuno di loro un nuovo spazio in cui accomodarsi.
E ho scelto il silenzio come cura.
In pubblico ho lavorato sulla brand awareness, ma ho custodito il processo tra le mura del mio studio: perché quando sei nel vortice delle emozioni, nel processo interiore, non devi per forza raccontarlo al mondo. Le cose preziose hanno bisogno del giusto momento per essere mostrate. E quando sei in una fase invernale profonda, sei dentro di te, non fuori. E portare fuori qualcosa che ancora non ha forma né nome, può essere molto rischioso, come ci ricorda Mary Shelley in Frankenstein. Alla fine, l’inverno mi ha restituito strade nuove e una nuova me. Energie più stabili, idee scintillanti, la prima bozza del romanzo, la formazione in libroterapia umanistica.
E soprattutto la conferma che contrazione ed espansione sono il respiro naturale anche del business.
Oggi ti invito a prenderti un’ora con carta e penna. Ti lascio tre strumenti semplici e un piccolo piano di ripartenza per orientarti nel buio. Come Persefone, puoi attraversare il buio per trovare la luce.
L’analisi SWOT è uno dei miei strumenti preferiti, ma non ti serve solo nel marketing.
È un sistema veloce e oggettivo per restituirti un riflesso gentile della situazione in cui ti trovi. Dividi il foglio in 4 quadranti e, in senso orario, dedica ogni quadrante a una lettera.
Quando avrai preparato la tua analisi, cerchia:
Per questo esercizio ti bastano 10 minuti.
Come secondo strumento, utilizzeremo le liste per fare un audit dell’essenziale. Scrivi tre liste: Elimina / Riduci / Mantieni–Espandi.
Ricorda: se non porta valore al pubblico e a te, è qualcosa di superfluo e non necessario. Anche per questo esercizio, ti bastano 10 minuti.
Disegna tre colonne: Must / Should / Could.
Con queste liste sotto il naso, pianifica solo i Must nella tua agenda. Il resto può aspettare.
Perché la regola dell’inverno è sempre e solo una: fai con ciò che hai. Per questo esercizio, tieni in considerazione al massimo 5 minuti.
Quando sopraggiunge l’inverno, avere una routine e tenere traccia di ciò che accade dentro di te è una pratica di riallineamento costante che ti aiuta a essere più consapevole del momento che stai attraversando.
Anche il tuo marketing ha bisogno di un piano di ripartenza dopo l’inverno. Ecco cosa puoi fare, riprendendo in mano la situazione passo dopo passo. È un piano di 30 giorni che concentra le risorse su ciò che è davvero essenziale e ti permette di ripartire in modo morbido e focalizzato.
Riparti dai canali social con una strategia sostenibile grazie al repurposing dai tuoi canali pilastro, come newsletter o blog.
Se sei in un periodo di lungo inverno con il tuo business, De-Sider può essere il percorso di consulenza giusto per te. Per tornare al tuo centro e alla realizzazione della tua personale idea di successo. Se è la tua comunicazione, ad attraversare un momento difficile, Mana è il percorso di consulenza che ti aiuterà a dare nuova vita alla tua comunicazione online.
Se hai bisogno di una morbida coperta per tenerti al caldo durante il tuo inverno, puoi iscriverti a Mercurialis: è un percorso gratuito e ti aiuta a fare il punto sul tuo marketing con gentilezza, passo dopo passo in una revisione completa dell'anno appena trascorso.
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Il giusto valore per il tuo lavoro.
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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.