24 Luglio 2026

Come creare un piano marketing sostenibile per freelance

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Percorsi di gruppo: formazione brand strategy e community per donne freelance Alessia Savi Alchimia Della Parola

Crea una strategia che rispetti i tuoi ritmi.

Elisir dell'articolo

  • Domanda a cui risponde questo articolo
    Come si costruisce un piano marketing che aiuti una freelance ad avere un business sostenibile, senza trasformarsi in una lista infinita di cose da fare?
  • Per chi è scritto
    Per donne freelance, solopreneur e business al femminile che sentono il marketing come qualcosa di aggressivo, manipolatorio e performativo. Professioniste che desiderano trovare un modo di fare marketing etico e allineato alla propria natura.
  • Cosa scoprirai
    Che il piano marketing non è una gabbia ma uno strumento di libertà per costruire una pianificazione flessibile e sostenibile. Scoprirai la differenza tra strategia, piano marketing e piano di comunicazione e quali domande porti per orientare le scelte del tuo business. Per creare una strategia che sappia evolversi insieme a te.
  • All'essenziale
    Un piano marketing non serve a controllare il futuro ma ad avere una direzione quando il futuro cambia e diventa un incerto presente.

Molte libere professioniste credono che un piano marketing serva a prevedere e anticipare il futuro ma io credo che sia vero il contrario. Un piano marketing serve proprio quando il futuro cambia e tu ti ci trovi in mezzo. Perché è ciò che ti permette di continuare a camminare anche quando la strada che avevi immaginato non esiste più, una mappa che puoi ridisegnare, come quando un sentiero di montagna viene nascosto dalla vegetazione e tu puoi provare a tracciare un nuovo percorso, trovare altre strade per raggiungere la tua destinazione. Il problema, nasce quando una direzione non ce l’hai: per questo il piano marketing resta un prezioso alleato per ogni business, sia aziendale che come freelance e solopreneur.

Negli ultimi anni il digitale ci ha insegnato che gli algoritmi cambiano, le piattaforme cambiano, le modalità con cui comunichiamo cambiano. E così, cambiano anche in modo repentino i processi decisionali di acquisto delle persone. Persino ciò che funziona oggi potrebbe non funzionare più tra sei mesi.

Ecco perché, quando accompagno una cliente durante il percorso di consulenza di Mana, il mio obiettivo non è mai costruire un piano rigido ma una mappa che continui a essere utile anche quando il paesaggio cambia. Anche quando il nostro percorso è finito e siamo pronte per salutarci.

Quando sento dire:“Io non riesco a pianificare”, “Sono troppo creativa”, “Ogni volta preparo un calendario editoriale e poi lo abbandono” non penso che quella persona abbia un problema con la costanza ma che, probabilmente, ha conosciuto soltanto un tipo di pianificazione sbagliato per lei.

Per anni ci è stato insegnato che pianificare significa riempire fogli Excel, organizzare ogni singolo contenuto dei prossimi sei mesi, decidere oggi cosa pubblicheremo a novembre e sentirci in colpa quando inevitabilmente cambieremo idea.

Ma la creatività non funziona così. E nemmeno un business.

Una libera professionista cresce, cambia, scopre nuovi interessi, incontra clienti diverse, ridefinisce le proprie offerte, attraversa momenti di grande energia e altri in cui ha bisogno di rallentare. Un buon piano marketing tiene in considerazione tutte le variabili della vita umana, fatta di continue e perpetue piccole e grandi trasformazioni.

È questa la differenza tra una pianificazione rigida e una pianificazione sostenibile: laprima pretende di prevedere ogni dettaglio; la seconda lascia spazio all'imprevisto senza perdere la direzione da seguire. E il proprio cuore.

Un piano marketing non è un elenco di attività ma un luogo in cui il tuo business incontra la tua visione per poterla manifestare nel mondo. È il ponte tra quello che desideri costruire e le azioni quotidiane che ti aiuteranno a concretizzare quel desiderio. E quando manca il piano marketing, ogni decisione diventa faticosa e ogni cosa che fai ti sembra un sasso lanciato in un lago, anziché l’azione di semina che lascia dietro di sé un potenziale raccolto.

Quindi, cos’è in concreto un piano marketing sostenibile?

Se dovessi darti una definizione tecnica, potrei dirti che un piano marketing è il documento che raccoglie obiettivi, strategie, canali, azioni e modalità di misurazione delle attività di marketing di un business. Ed è una definizione corretta ma non è quella che utilizzo nel mio lavoro. Perché la tecnica, da sola, raramente aiuta una persona a prendere buone decisioni per sé. Così, preferisco pensare al piano marketing come a una mappa che ti offre un orientamento. Non ti dice esattamente cosa accadrà durante il percorso ma ti permette di sapere dove stai andando.

Una mappa non elimina gli imprevisti. Se trovi un sentiero chiuso, puoi scegliere una strada diversa e se cambia il tempo, puoi rallentare il passo e cercare un rifugio. Se, invece, scopri un luogo interessante, puoi decidere di fermarti. La mappa continua comunque ad avere valore ma lascia a te la scelta di condurre il viaggio.

Lo stesso accade nel marketing. Il tuo piano non deve dirti cosa pubblicare il 17 novembre alle 15:30 ma aiutarti a capire se quello che stai facendo oggi ti sta davvero avvicinando ai tuoi obiettivi e alla realizzazione dei tuoi desideri. Quando smetti di vivere il piano marketing come un elenco di compiti e inizi a considerarlo una mappa che ti offre orientamento, cambia anche il tuo rapporto con il marketing.

Non lavori più per riempire i social e inizi a costruire un ecosistema capace di sostenere il tuo business nel tempo.

Perché tante freelance odiano la pianificazione?

Questa è una domanda che mi accompagna praticamente ogni giorno. Perché moltissime professioniste intelligenti, preparate e appassionate provano una forte resistenza nei confronti del marketing?

Le motivazioni che ascolto più spesso sono sorprendentemente simili. “Sono troppo creativa e se pianifico mi sento in gabbia.” Oppure: “Cambio idea troppo spesso, vivo nel flusso del momento.” E ancora: “Ho paura che tutto diventi meccanico e senz’anima e io non voglio perdere personalità.”

Ti sei riconosciuta in una di queste frasi? Tranquilla. Questi sono tentativi di proteggere qualcosa di molto prezioso per te: la tua creatività.

Il problema è che spesso confondiamo la struttura con il controllo. Una struttura crea spazio per l’inatteso mentre il controllo lo restringe. Pensa alla cornice di un quadro: non limita l'opera, ma la esalta. Allo stesso modo, un piano marketing ben costruito non soffoca la creatività ma ti protegge dal caos.

Quando non esiste una destinazione chiara da raggiungere, ogni giorno ricominci da capo. Il motivo? Non hai progettualità e ogni decisione richiede una dose eccessiva di energia perché non hai mai chiaro l’obiettivo di ogni cosa che fai. Così ti chiedi continuamente "Cosa pubblico?" e questa domanda si porta dietro carico mentale, un continuo brusio nel sottofondo dei tuoi pensieri, portandoti a sentirti sempre stanca e poco creativa. Una pianificazione sostenibile non uccide la creatività, ma la incanala verso la giusta direzione. Ed elimina la fatica.

Un piano marketing è una mappa, non una prigione

Un piano marketing non serve a dirti cosa fare ma a ricordarti dove stai andando. Per cui ricordalo e tieni stretta a te questa visione: credo possa esserti utile la prossima volta che ti sentirai bloccata o smarrita.

Per molti anni il marketing è stato raccontato come una sequenza di regole da seguire: definire gli obiettivi, scegliere i canali giusti, pubblicare con costanza, analizzare i risultati. Ripetere all’infinito finché qualcosa si inceppa. È un approccio che funziona, almeno sulla carta. Ma spesso dimentica un elemento fondamentale: chi quel piano dovrà viverlo ogni giorno.

Un business è qualcosa di vivo e cresce insieme alla persona che lo guida. Attraversa stagioni di entusiasmo e momenti di dubbio. Incontra opportunità impreviste. Lascia andare progetti che sembravano perfetti. Scopre nuovi desideri e risorse.

Quando hai una mappa tra le mani, non la stringi per controllare il viaggio – non potrai prevedere se farà bello o cattivo tempo né se un sentiero sarà chiuso – ma per riuscire ad avere una direzione sempre chiara. Il tuo personale Nord, insomma.

Il marketing funziona allo stesso modo. Se domani Instagram dovesse cambiare ancora algoritmo, il tuo piano non smetterebbe di avere valore. Se decidessi di aprire una newsletter, un podcast o un canale YouTube, non dovresti ricominciare tutto da capo ogni volta. Se il tuo business evolvesse, potresti aggiornare la mappa senza perdere l'orientamento.

Questo è il motivo per cui preferisco parlare di piano marketing sostenibile: perché è unapianificazione costruita per dialogare con il cambiamento. Senza temerlo.

Le differenze tra strategia, piano marketing, piano di comunicazione e piano editoriale

Molte persone usano questi termini come fossero sinonimi ma in realtà rappresentano livelli diversi della stessa torta. Immagina una di quelle meravigliose torte multistrato ricoperte di fiori e glassa e che, ogni livello della torta, corrisponda a uno di questi strumenti.

StrumentoDomanda a cui rispondeObiettivo
StrategiaDove voglio andare e perché?Dare una direzione al business, ovvero sapere qual è il tuo perché
Piano marketingQuali azioni mi porteranno lì?Tradurre la strategia in un percorso concreto, ovvero quali strade seguirai
Piano di comunicazioneCome comunicherò il mio valore?Rendere coerente la comunicazione, ovvero come racconterai
Piano editorialeQuali contenuti pubblicherò?Organizzare la produzione dei contenuti, ovvero cosa pubblicare, dove e quando

Questa distinzione è importante perché spesso si cerca di risolvere un problema strategico lavorando solo sui contenuti, ma è come accorgersi di esserti persa e decidere di cambiare gli scarponi. Forse saranno più comodi, ma non ti aiuteranno a ritrovare la strada.

7 domande per creare il tuo piano marketing

Ogni piano marketing, prima ancora di parlare di contenuti o strumenti, dovrebbe partire da alcune domande fondamentali che, ovviamente, non sono domande tecniche ma di scavo profondo dentro di te.

  1. Dove mi trovo oggi? Ogni viaggio inizia da un luogo preciso. Per questo motivo, prima di progettare qualsiasi strategia, è importante osservare il presente. Come stanno andando i tuoi servizi? Da dove arrivano le clienti? Quali attività stanno funzionando? Quali, invece, stai continuando a fare solo per abitudine? Spesso cerchiamo nuove soluzioni senza aver davvero compreso la situazione di partenza.
  2. Dove desidero arrivare? Questa domanda sembra semplice ma la risposta è molto complessa. Molte freelance rispondono: “Vorrei avere più clienti” oppure “Vorrei guadagnare di più.” Ma questi sono risultati e non descrivono la tua direzione. Prova invece a domandarti: che tipo di business desidero costruire? Come voglio che si sentano le persone quando lavorano con me? Quale ritmo di lavoro desidero avere tra cinque anni? Le risposte cambiano completamente il tuo modo di fare marketing.
  3. Chi voglio aiutare davvero? La cliente ideale serve a mettere a fuoco con chiarezza la persona con cui vuoi collaborare, che vuoi sostenere e per cui farai il tifo sino alla fine. Più comprendi le persone con cui desideri lavorare, più la tua comunicazione diventa naturale. Non dovrai convincere nessuno perché parlerete la stessa lingua.
  4. Perché dovrebbero scegliere proprio me? Questa domanda mi viene fatta spesso ed è una difficoltà grande da superare, perché siamo abituate a cercare differenze tecniche con le nostre competitor. Anni di esperienza, certificazioni, metodo, servizi. Ovviamente tutto questo conta per il posizionamento di brand ma raramente è il vero motivo per cui una persona sceglie di lavorare con noi. Molto più spesso le persone scelgono il nostro sguardo sul mondo, la nostra prospettiva, i nostri valori, il nostro linguaggio. La sensazione di sentirsi comprese. La tua differenziazione non nasce soltanto da ciò che fai ma dal modo in cui attribuisci significato a ciò che fai.
  5. Come desidero comunicare? Non tutti i canali sono adatti a tutte le persone. Né tutti i formati rispettano il nostro modo di lavorare. Per anni ci è stato detto che dovevamo essere ovunque, ma io non ci ho mai creduto. Quindi, meglio pochi luoghi abitati con intenzione che una presenza frammentata vissuta con fatica e dimenticanza. Il tuo piano marketing dovrebbe sempre partire da questa domanda: quali strumenti riesco a coltivare nel tempocon gioia e costanza?
  6. Quali strumenti sosterranno questa direzione? Non esiste una combinazione universale di strumenti che assicuri efficacia e buona riuscita, ma esiste quella coerente con il tuo modello di business. Ricorda: ogni strategia è unica e ogni business ha bisogno di un ecosistema diverso.
  7. Come capirò se sto andando nella direzione giusta? Il marketing non serve soltanto a ottenere risultati ma anche a imparare. Ogni cosa che fai – dal carosello di Instagram alla strategia di un lancio – ti restituisce informazioni preziose. È importante definire alcuni indicatori da osservare nel tempo, come la qualità delle richieste, l’energia, la sostenibilità di ciò che fai. Il marketing è fatto di prove, test, cadute e grandi voli. Impari facendo.

Come costruire un piano marketing sostenibile passo dopo passo

Una volta chiarita la direzione, arriva la parte operativa. Non pensare a questi passaggi come a una checklist da completare una volta per tutte ma immaginali come le tappe di un percorso che potrai rivedere, aggiornare e approfondire ogni volta che il tuo business evolverà.

  • Primo passo: definisci la tua visione. Ogni decisione successiva dipenderà da ciò che desideri costruire per il futuro della tua buona vita. Una visione chiara per il tuo business rende più semplici anche le scelte quotidiane.
  • Secondo passo: individua pochi obiettivi davvero significativi. Non servono venti obiettivi; ne bastano due o tre, chiari, misurabili e coerenti con il momento che stai vivendo. Sai quali sono i tuoi KPI?
  • Terzo passo: chiarisci il tuo posizionamento. Per chi lavori? Perché una persona dovrebbe scegliere te? Quale trasformazione prometti? Questa è la base di tutta la comunicazione. Se non hai un posizionamento chiaro, tutto il resto non avrà senso di esistere.
  • Quarto passo: osserva il percorso della tua cliente. Come ti scopre, come inizia a fidarsi di te, quando decide di acquistare e che cosa succede dopo aver lavorato insieme. Ogni fase del customer journey richiede contenuti e strumenti differenti.
  • Quinto passo: scegli i canali. Fai una scelta che non sia dettata dalla moda ma dalla coerenza con il tuo modo di lavorare.
  • Sesto passo: costruisci un ecosistema di contenuti. Qui entra in gioco il piano editoriale, come naturale conseguenza della strategia. Ogni contenuto dovrebbe avere uno scopo preciso: informare, inspirare, costruire fiducia, accompagnare verso un servizio. Non “pubblicare perché oggi è martedì”. Pubblica perché quel contenuto aiuta qualcuno a fare un passo avanti nella sua trasformazione personale.
  • Settimo passo: programma momenti di revisione. È il passaggio che quasi tutte le freelance dimenticano ed è quello che rende davvero vivo un piano marketing. Ogni trimestre fermati e rifletti. Che cosa ha funzionato? Che cosa ti ha prosciugata? Che cosa desideri cambiare? La tua mappa non è incisa sulla pietra, ma cambia con la naturale trasformazione del paesaggio.

Gli errori che rendono il piano marketing una gabbia anziché una possibilità

Se il marketing ti sembra pesante, frustrante o dispersivo, probabilmente il problema non è il piano marketing ma il modo in cui ti è stato insegnato a costruirlo. Negli anni ho osservato alcuni errori ricorrenti che trasformano uno strumento di orientamento in una fonte continua di pressione.

Errore 1. Pensare che il piano marketing debba prevedere tutto

Molte freelance immaginano il piano marketing come qualcosa da compilare una sola volta nella vita, un documento definitivo che servirà per ogni emergenza. Ma il tuo business è vivo e cambia con te, e così cambiano le tue clienti, i tuoi servizi, il mercato, i tuoi desideri. Pretendere che una pianificazione rimanga identica a come l’hai progettata per un intero anno significa dimenticare la natura stessa dell'imprenditorialità.

Un buon piano marketing non è immobile: cresce insieme al tuo business, si espande, si contrae con te e con il mercato esterno.

Errore 2. Confondere costanza e rigidità

Esiste una convinzione molto diffusa secondo cui essere costanti significhi fare sempre le stesse cose: pubblicare ogni giorno, essere presenti ovunque, non prendersi mai pause. La costanza ha molto più a che fare con la direzione da perseguire che con la frequenza. Puoi pubblicare meno, prenderti una pausa e non avere paura di farlo se sai dove stai andando perché stai rispettando il tuo ritmo.

Errore 3. Costruire un piano che assomiglia a quello di qualcun'altra

È uno degli errori più subdoli: guardiamo una collega, un'influencer, una professionista che stimiamo e pensiamo:"Se funziona per lei, funzionerà anche per me."

Ma il suo piano marketing nasce dal suo modello di business, dalla sua energia dalle sue competenze, dal tempo che ha a disposizione e dal suo pubblico. Il tuo piano dovrebbe raccontare il tuo modo di lavorare: non imitare quello di qualcun'altra.

Errore 4. Riempire il calendario invece di costruire relazioni

Quando il piano marketing viene ridotto a un calendario editoriale, si inizia a misurare il lavoro in quantità ma il marketing nasce dalla relazione.

Un contenuto pubblicato con intenzione può generare più fiducia di dieci contenuti creati soltanto per esserci e fare numero. Per questo motivo parlo di ecosistema: perché ogni contenuto dovrebbe avere una funzione e ogni azione dovrebbe accompagnare lentamente una persona lungo un percorso di fiducia che la guida a scegliere di lavorare con te, in modo spontaneo a naturale.

Un piano marketing sostenibile segue anche i tuoi ritmi interiori

C'è un aspetto della pianificazione di cui si parla poco:l'energia. Per chi lavora come libera professionista è una delle risorse più preziose perché non disponiamo di un team e siamo noi a pensare, creare, comunicare, vendere, amministrare e progettare.

Costruire un piano marketing ignorando i propri ritmi significa costruire qualcosa destinato, prima o poi, a spezzarsi. Nel mio lavoro non progetto mai strategie che richiedano di essere sempre al massimo delle energie perché so che non è realistico. Esistono periodi in cui ci sentiamo particolarmente creative e altri in cui abbiamo bisogno di studiare o di rallentare. Una pianificazione sostenibile lascia spazio a tutto questo e prevede margini di manovra, momenti di revisione e ricerca, contenuti evergreen che continuano a lavorare anche quando noi ci fermiamo, momenti dedicati alla creazione e altri alla cura delle relazioni. È un approccio molto distante dal marketing performativo perché non ti chiede di produrre sempre di più ma di costruire qualcosa che possa durare nel tempo.

Mi piace immaginare il piano marketing come il ritmo della natura. Ci sono stagioni in cui si semina, altre in cui si pota, altre ancora in cui si raccoglie e periodi in cui, apparentemente, non accade nulla. Ma anche il riposo fa parte della crescita.

Piano marketing sostenibile: un esempio pratico

Immagina una consulente freelance che desidera aumentare le richieste per il proprio servizio principale. Un approccio tradizionale potrebbe dirle: “Apri un account su ogni social e produci più contenuti possibili per spingere l’algoritmo. Pubblica ogni giorno, più volte al giorno.

Un piano marketing sostenibile partirebbe dalle domande giuste per te.

AreaScelta strategica
ObiettivoRicevere 3 nuove richieste di consulenza al mese
Servizio prioritarioConsulenza individuale
Canale principaleBlog ottimizzato SEO
Canale relazionaleNewsletter
Canale di scopertaInstagram
Frequenza sostenibile2 articoli al mese, 1 newsletter settimanale, 2 post Instagram a settimana
RevisioneAnalisi trimestrale della strategia

In questo caso stiamo scegliendo le azioni che possono fare la differenza per te, lavorando sui contenuti evergreen con continuità e intenzionalità e lo sguardo teso al lungo periodo, mai solo al qui e ora.

Per molto tempo abbiamo pensato che il marketing fosse soprattutto una questione di tecniche, poi abbiamo creduto che bastasse trovare il social giusto e il framework definitivo. Negli anni ho imparato che il vero cambiamento arriva quando smetti di domandarti cosa dovresti fare e inizi a domandarti dove vuoi andare.

Il marketing, in fondo, non è altro che il modo in cui accompagni le persone verso ciò che hai scelto di costruire. E se quella direzione è chiara, ogni decisione diventa un po' più semplice perché gli imprevisti ci saranno sempre ma la tua mappa ti permetterà di non smarrirti. E questo è il dono più grande che una buona strategia possa offrirti.

Senti di avere bisogno della tua mappa?

Le professioniste che arrivano a lavorare con me non hanno bisogno di imparare a usare un nuovo social né dell'ennesimo calendario editoriale.

Hanno bisogno di mettere ordine, di collegare i puntini, di capire quali attività stanno davvero sostenendo il loro business e quali, invece, stanno semplicemente consumando tempo ed energie preziose. Questo è ciò che facciamo insieme all'interno di Mana.

Un percorso di 3 mesi in cui costruiamo una strategia di marketing e comunicazione profondamente allineata alla tua identità, ai tuoi obiettivi e al tuo modo di lavorare. Non creiamo il piano perfetto ma una mappa solida che ti accompagna anche nei giorni di nebbia densa. Perché il marketing non dovrebbe chiederti di diventare qualcun'altra ma aiutarti a essere sempre di più te stessa.


FAQ - Domande frequenti


Serve davvero un piano marketing se sono agli inizi come freelance?

Sì. Anzi, è proprio nelle prime fasi che una direzione chiara può aiutarti a evitare dispersioni e investimenti inutili. Il tuo piano non sarà perfetto né definitivo, ma ti permetterà di fare scelte più consapevoli fin dall'inizio e di poter iniziare a promuovere il tuo lavoro.


Ogni quanto andrebbe aggiornato un piano marketing?

Ti consiglio di rivederlo almeno una volta a trimestre. Non significa riscriverlo da zero, ma osservare cosa sta funzionando, cosa è cambiato nel tuo business e quali nuove opportunità sono emerse.


Quanto deve essere dettagliato?

Molto meno di quanto immagini. Un buon piano marketing dovrebbe offrirti chiarezza, non aggiungere complessità. Se per consultarlo impieghi mezz'ora, probabilmente è troppo complicato.


Posso cambiare idea dopo aver pianificato?

Assolutamente sì. Cambiare idea non significa essere incoerente. Significa ascoltare l'evoluzione del tuo business. L'importante è modificare la rotta con consapevolezza, non inseguendo ogni nuova tendenza.


Se non voglio usare i social media, posso comunque fare marketing?

Sì. I social sono soltanto uno dei tanti strumenti possibili. Blog, newsletter, SEO, podcast, networking, collaborazioni e passaparola possono diventare parte di una strategia efficace e sostenibile. Ricordando che molto si gioca sui tempi: l’indicizzazione dei canali proprietari è lenta (6-8 mesi almeno), mentre i social ti permettono di essere trovata con maggior facilità.


Piano marketing e piano editoriale sono la stessa cosa?

No. Il piano editoriale è soltanto una parte del piano marketing. Organizza i contenuti, mentre il piano marketing definisce la direzione complessiva del tuo business.


Posso creare un piano marketing senza usare fogli Excel?

Certo. Lo strumento è irrilevante. Alcune persone preferiscono Notion, altre una lavagna, altre ancora un semplice quaderno. Ciò che conta è avere una visione chiara e facilmente consultabile.


Quanto tempo serve per costruire un buon piano marketing?

Dipende dalla complessità del tuo business. In genere, dedicare alcuni giorni di riflessione iniziale può farti risparmiare settimane di lavoro dispersivo nei mesi successivi.


Come posso adattare il piano marketing ai momenti di stanchezza?

Progettando una strategia che includa margini di flessibilità, contenuti evergreen, momenti di revisione e una frequenza di pubblicazione realmente sostenibile. La tua energia è una risorsa da proteggere.


Posso usare l'intelligenza artificiale per creare il mio piano marketing?

Può aiutarti a raccogliere idee, organizzare informazioni o velocizzare alcune attività. Ma la direzione, le priorità e le scelte strategiche dovrebbero sempre partire dalla tua visione e dalla conoscenza profonda del tuo business. Per questo, se ti serve un supporto, può essere importante il dialogo con una professionista che sappia porti le domande giuste e trovare insieme a te le risposte migliori.

Autore

Alessia Savi

Ciao, sono Alessia. Creo strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Strategie piene di ispirazione e anima, perché al centro ci sei sempre tu, con la tua energia e personalità. Nel rispetto di te. Nel mio lavoro ascolto, faccio domande, scrivo storie digitali. E non solo. Il mio mantra è #essercimeglio. Quando non mi occupo di marketing scrivo romanzi, conduco laboratori di libroterapia, mi lascio travolgere dalla bellezza in qualche museo, corro tra i prati in compagnia di Argo. Ogni storia è basata su una Verità: la nostra verità. Le parole risuonano: facci caso.

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Sono Alessia, digital strategist e facilitatrice in libroterapia umanistica. Mi occupo di strategie di comunicazione e marketing sostenibili per business al femminile. Dove al centro, ci sei tu.

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