Sospendi il giudizio nella tua comunicazione

Supera gli ostacoli interni alla tua comunicazione.

Non sono una coach ma una consulente di comunicazione e marketing eppure, molto spesso, accade che per raggiungere i risultati desiderati con la propria strategia gli ostacoli da superare siano interni a te, vocine subdole e terribili che ti tormentano e non ti fanno sentire sicura di ciò che stai facendo, di quello che stai raccontando.

Se non lavori sul tuo mindset e non impari a zittire queste voci, che hanno a volte toni, volti ed espressioni di persone che hai conosciuto, ne risentirà anche la tua comunicazione.

La sindrome dell’Impostore

È quella vocina che ti dice che “non sei abbastanza” oppure “non te lo meriti davvero”, che ti ricorda che quello che fai non è nulla di originale, che forse-forse la tua potenziale cliente non ha bisogno di ciò che le offri e che ci sono decine di professioniste migliori di te là fuori. Ti senti inadeguata, inadatta, incapace di portare risultati concreti nella vita delle tue clienti.

Si manifesta con investimenti continui in corsi di formazione, ti fa sentire in colpa per i traguardi che hai raggiunto – perché, in qualche modo, pensi di non meritarli – e incapacità di godere dei tuoi successi.

La sindrome dell’Impostore è figlia della società che ti impone che il lavoro è sacrificio, che devi lavorare 24 ore su 24 ed essere sempre reperibile e performante. Se il successo e risultati arrivano in modo diverso – lavori meno ore ma sei più produttiva, ti diverti nel marketing e quindi non ti pesa, sei allineata con il tuo business e tutto è un’armonia bellissima di idee, creatività e possibilità – allora non ti meriti i frutti della tua semina.

Ognuno di noi un terreno differente da arare, semi che sceglie di far crescere e di cui prendersi cura. Non importa quanto accusi la fatica, importa solo la tua visione. Quando la sindrome dell’Impostore ti reclama a sé, tu fermarti e ripercorri la strada che ti ha portata dove sei oggi, tutti i successi e i risultati che hai ottenuto e concediti un po’ di tempo per coccolarti e dirti quanto sei stata brava.

La sindrome di Calimero

Ti fa sentire piccola e nera, con la vocina del pulcino nero che tutte conosciamo. Ti fa sentire sfortunata, ti fa dire che capitano tutte a te e sei accompagnata da una perenne aura di vittimismo. Il motivo? Ti stai svalutando.

Ti lamenti sempre e non agisci mai. Ti adagi nella situazione della vittima, cerchi consenso, attenzioni, odi uscire dalla zona di comfort e tendi a rapportare tutto ciò che accade a te stessa.

Puoi zittire Calimero solo se capisci quanto vali realmente, e non dal punto di vista razionale ma soprattutto dal punto di vista emotivo e psicologico. Se la tua sindrome di Calimero è continuativa – e non è solo un periodo no – fatti aiutare da una psicoterapeuta per rafforzare la tua autostima e riprenderti la tua leadership.

La paura dell’esposizione

  • “Non so cosa raccontare.”
  • “Mi sento banale.”
  • “È già stato raccontato tutto.”
  • “Non voglio raccontare i fatti miei.”
  • “E gli altri, cosa penseranno?”
  • “Se quello che scrivo dovesse essere frainteso?”

Queste sono solo alcune delle frasi che mi vengono dette o scritte, anche sui social. La paura dell’esposizione è la paura del giudizio degli altri, del prendere posizione ed essere travolta dai commenti negativi.

A te, deve importare solo della cliente ideale. Se lavori per lei, se crei contenuti per lei, se tutte le tue attenzioni sono per il tuo pubblico e non per le tue competitor, questa paura di essere giudicata sparirà.

La paura dell’esposizione ha una doppia faccia, proprio come Giano: se da un lato può manifestarsi come la paura di essere sottoposta al giudizio degli altri, dall’altro può essere la paura di avere troppa visibilità, di non saperla gestire e di essere colta dall’ansia di una responsabilità che non credevi di doverti assumere nei confronti del tuo pubblico.

La paura di essere dimenticata (FOMO)

All’esposizione corrisponde una flessione: la paura di essere dimenticata la cosiddetta FOMO. Ed è così che non ti dai orari sui social network, rispondi ai direct in qualsisi momento, vivi incollata allo smartphone che è la prima cosa che saluti al mattino e l’ultima che lasci la sera prima di addormentarti.

Non stacchi mai davvero, continui a sfornare contenuti e stories nella speranza che il tuo pubblico non si dimentichi di te e di quello che fai. Rallenta.

Rivedi la tua strategia di comunicazione per liberarti dalla dipendenza dai social network: più la tua comunicazione sarà diversificata, più l’ansia da FOMO svanirà. Datti orari lavorativi e orari su cui stare sui social network e rispettali. Accendi le tue pause di ritualità piacevoli e bandisci lo smartphone, da tenere in un’altra stanza anche mentre lavori per non cadere in tentazione. Disattiva tutte le notifiche: sarà più facile abbandonare lo scroll automatico tra le notizie e i vari social. E se questa paura ti attanaglia lo stomaco quando sei su Instagram, puoi prenderti una pausa da questo canale senza stress: promesso.

Riprenditi il tuo tempo. Il tuo pubblico si abitua ai tuoi ritmi.

Il confronto con le altre e le tue aspettative

Hai aspettative pazzesche rispetto a dove sei oggi ed entri in uno stato di frustrazione quando non raggiungi i tuoi obiettivi o qualcosa non va come avevi previsto. Guardi le tue competitor e pensi che facciano tutto meglio di te.

Puoi fare tre cose.

  • Smettila di guardare le tue competitor e torna a guardare dentro di te. Meno guardi all’esterno e più sarai in grado di preservare la tua ispirazione da contaminazioni non richieste.
  • Valuta le tue aspettative e trasformarle in obiettivi da raggiungere. Avrai obiettivi di breve, medio e lungo periodo. In questo modo il tuo viaggio verso la realizzazione dei tuoi obiettivi sarà pianificato e sostenibile.
  • Se la paura di fallire ti tormenta e non sopporti “di perdere”, sappi che con questa paura dovrai conviverci. Eppure, prova a guardarla da una differente prospettiva: il fallimento, gli obiettivi non raggiunti, sono curve di apprendimento che ci servono per migliorare un passo dopo l’altro.

Il perfezionismo e la procrastinazione

Le due facce della stessa medaglia. Sei una perfezionista e, per questo motivo, i tuoi tempi di realizzazione di qualsiasi cosa tendono all’infinito. To do list di controllo di dettagli minuziosi sono più complesse e lunghe di quelle della realizzazione della tua idea.

Il perfezionismo porta alla procrastinazione, al rimandare all’infinito un lancio, una nuova offerta, una email a una persona che stimi. Molla gli ormeggi e salpa.

Fatto è meglio che perfetto“, dice Elizabeth Gilbert nel suo libro Big Magic. Scrivilo su un post it come un mantra e attaccalo al tuo pc. Poi, per salvarti, stabilisci dei parametri di qualità che ti permettano di rendere i tuoi risultati soddisfacenti per i tuoi canoni e, anziché perderti nella rifinitura degli orpelli, fermati a quel livello che ti sei data.

Il ricordo della Signorina Rottenmeier

Tutte abbiamo avuto una professoressa che ci ha fatto sentire inadeguate, inadatte, incapaci. A volte – come nel mio caso – sono insegnanti di lingue, altre di matematica, altre ancora di italiano. Il loro denominatore comune è che ti hanno fatto odiare una materia e ti hanno detto che “tu non sei portata”. E te ne sei convinta.

  • Ti hanno convinta di non poter imparare le lingue. Ti senti a disagio durante i viaggi all’estero, vorresti fare formazione con professioniste di altri paesi ma pensi di non potercela fare. E desisti.
  • Ti hanno detto che non sai scrivere. Così hai smesso. Ogni volta che devi scrivere per il tuo business ti viene l’ansia del non conoscere le regole grammaticali e pensi che non riuscirai mai a raccontare nulla, memore di quei segni rossi sui tuoi temi.
  • Ti hanno detto che non sei portata per la matemica. Così odi cercare di comprendere e accettare la parte strategica del tuo business: dal business plan alla strategia di comunicazione e marketing, alla SEO.

Scegli nuovi insegnanti e riprovaci! Abbiamo bisogno di trovare mentori che sappiano farci appassionare alla materia, che ci permettano di capire, di superare i nostri limiti, accompagnarci con un tipo di apprendimento differente.

Ritrova la tua saggezza interiore. Impara a riconnetterti con te stessa, con la tua visione, il tuo perché, torna a ricordare che ci sei per un motivo grande e importante. Trova una coach o una psicoterapeuta che possano aiutarti quando l’ostacolo è insormontabile.

Lascia che la paura si una trampolino per saltare e osare. Che sia compagna e non nemica. Sarà più facile.

Se vuoi capire come migliorare la tua strategia di marketing e comunicazione puoi iscriverti a Riverbero, il mio percorso gratuito della durata di 5 giorni. La versione di quest’anno è live, quindi sarò in diretta ogni giorno sul mio gruppo Facebook per rispondere a tutte le tue domande. Ti aspetto!

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