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Il flusso di lavoro per raggiungere obiettivi S.M.A.R.T.

Essere produttivi significa riuscire a organizzare un flusso di lavoro che ci permetta di ridurre al minimo le distrazioni (o meglio ancora, eliminarle) e fare in modo che il lavoro concentrato sia ottimizzato al 100%.

L’impostazione di un flusso di lavoro varia a seconda dell’attività, per cui oggi voglio parlare di quello che riguarda la scrittura creativa. In una parola: scrivere di più e meglio!

Scrittura creativa: il flusso di lavoro

Oggi vi presento il mio flusso di lavoro quando inizio a lavorare a un nuovo romanzo. Ovviamente parto da un input puramente istintuale. A volte è una tematica, altre un personaggio – o un gruppo di personaggi – che fanno capolino e vogliono raccontarmi la loro storia, altre volte voglio di cimentarmi con un periodo storico o un’ambientazione specifica.

Non importa quale sia la leva dell’Idea Primordiale. Quando ce l’ho, e mi ha corteggiata per un tempo abbastanza lungo da essere entrambi certe di voler lavorare insieme, inizio a lavorare su questi argomenti.

    1. Stabilito l’argomento di cui voglio parlare, inizio a prendere appunti che lo riguardino.
      Scrivo horror e urban fantasy basati su studi esoterici, per questo la documentazione gioca per me un ruolo fondamentale. Creo una bibliografia di testi da studiare e mano a mano che sviscero i contenuti prendo nota delle informazioni che possono tornarmi utili per la scrittura del romanzo.
      Le fonti online vengono debitamente archiviate tra i preferiti e su Scrivener e anche stampate.
      Nonostante abbia una passione per il digitale quando scrivo e quando studio avere un supporto cartaceo per me fondamentale per prendere appunti sottolineare i passi fondamentali per elaborarle con la dovuta lentezza.
    2. Stabilisco il contesto storico, sociale, culturale e geografico della storia. Questi tre ambiti vengono analizzati contemporaneamente. Per me sono strettamente collegati, anche se in linea di massima prendo come riferimento un periodo storico, dopodiché passo alla collocazione geografica e ritorno sulla parte artistica e culturale come ultimo passaggio.
    3. Lavoro sui personaggi. Spesso sono i primi ad arrivare e, da come si muovono e sono vestiti, so anche quale sarà il contesto in cui si muoveranno. Per ogni personaggio traccio schede molto dettagliate che toccano l’archetipo di riferimento del personaggio, il background, la motivazione interiore e quella esteriore: la prima è sconosciuta anche al personaggio, la seconda è quella manifesta che conoscono sia lettore che personaggio. La motivazione interiore è per me fondamentale: quando mi sono resa conto che è lei a muovere davvero il personaggio ho trasformato radicalmente intere caratterizzazioni, come quella di Magdalene in Verso le Luci del Nord. Non può mancare l’aspetto fisico del personaggio, per il quale mi avvalgo di una sana e buona ricerca da fangirl attraverso l’utilizzo di prestavolto rubati a iMDb o ai meravigliosi scatti fotografici di Pinterest. Spesso infatti, è facendo uno zapping virtuale che raccolgo materiale si cui lavorare e da cui prendere Ispirazione quando la mia sembra essere andata in vacanza.
    4. Preparo la bozza di una scaletta. Analizzo i punti fondamentali della trama e quando riesco li suddivido in una serie di scene essenziali per riuscire ad andare dal punto A al punto B in modo coerente. Mi lascio ampia libertà per quel che riguarda le scene intermedie: ho bisogno di lasciare l’ispirazione libera almeno nella prima stesura. Poi abbatto e amputo interi paragrafi in sede di revisione.

E finalmente scrivo!

Sì, ma come aumenta la produttività?

Con il metodo del batching.
Suddividendo l’attività di scrittura in macro aree su cui concentrarmi è più semplice avere la mente lucida e fresca per prendere decisioni strategiche, riuscire a concentrarmi sull’attività che sto svolgendo ed essere molto più metodica e analitica nel collegare i punti che mi permettono di costruire l’intera vicenda.

Utilizzo alcune tecniche per evitare di essere disturbata. Le cose da fare le sappiamo tutti: disconnessione dei social network, l’abbandono del cellulare in un’altra stanza: tutto per ottenere la più completa solitudine nel momento della creazione.
Quando scrivo non sento nemmeno il bisogno di pause, per cui stacco solo quando sento il fisico cedere alla voglia di una tisana o di una coccola.

Potete utilizzare la Tencnica del Pomodoro, che funziona in questo modo:

  • Scegliete un’attività da completare.
  • Impostate un timer di 25 minuti e lavorate senza distrazioni finché il timer non avrà suonato.
  • Prendete una pausa di 5 minuti. Ogni 4 sessioni di timing prendete una pausa più lunga di 15-30 minuti.

La Tecnica del Pomodoro per me non funziona, perché quando scrivo non sento bisogno di staccare (ah, la passione!). Mi trovo meglio stabilendo una pausa di 10 minuti ogni 50 minuti di lavoro, proprio come quando andavo a scuola.
Per me funziona!

Pianificare la produzione letteraria

I miei obiettivi hanno sempre deficitato di oggettività: ho sempre programmato molte più cose rispetto all’effettivo tempo che avevo per farle. Risultato? Di una lista interminabile di romanzi o racconti papabili, riuscivo a sfornare qualcosa come un terzo di ciascuna categoria.

Un obiettivo deve essere S.M.A.R.T. e possiede cinque caratteristiche indispensabili:

  1. È specifico. Deve essere quindi definito e tangibile.
  2. È misurabile. Deve poter essere espresso in modo numerico.
  3. È raggiungibile. Deve essere realistico e rapportato alle risorse di cui si dispone.
  4. È rilevante. Deve valerne la pena. Occorre controllare il rapporto costi/benefici del progetto.
  5. È temporizzato. Deve avere una scadenza e una serie di mini-obiettivi di verifica che conducano alla meta.

L’ideale per essere produttivi e costanti nelle pubblicazioni è stabilire un numero di parole da scrivere ogni giorno: in questo modo si inizia a pianificare la produzione letteraria.

Ipotizziamo di scrivere 100 parole al giorno, come suggerisce Chuck Wendig. In un anno sono 36.500 parole.
Di media, quando ho una produzione standard e riesco davvero a scrivere ogni giorno, sono circa 500/600 parole all’ora. Valutate dunque il tempo che avrete a disposizione per scrivere quotidianamente e quante parole riuscite a mettere in fila in quel lasso di tempo.

500 parole al giorno x 365 giorni = 182.500,00 parole in un anno.

Ottenuto il vostro numero, non vi resta che decidere cosa scrivere e in che formato.
L‘offerta deve essere varia, per cui la vostra produzione letteraria dovrà prevedere materiale di diverso tipo:
  • Racconti brevi: lunghezza massima 7.500 parole.
  • Novellette (racconto lungo): da 7.500 a 17.500 parole.
  • Raccolta di racconti.
  • Romanzi brevi (o novelle): da 17.500 a 40.000 parole.
  • Romanzi lunghi (novel): superiore a 40.000 parole.
A seconda della tipologia di narrazione potrete pianificare e segmentare la vostra produzione, in modo da creare il vostro piano di produzione. Non ho tenuto conto dell’aspetto dell’editing perché in questo frangente l’obiettivo è ottenere un miglioramento della produzione.

Ora, prendete carta e penna e focalizzatevi su quattro obiettivi S.M.A.R.T. da raggiungere nel 2018. Perché quattro? Perché suddividiamo l’anno di produzione in quattro trimestri, uno per stagione.

Vi va di raccontarmi come sarà il vostro prossimo anno?

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