Il valore della tua comunicazione

L’etica ai tempi di internet.

Ogni azione che compiamo online influenza le nostre connessioni: per questo è importante il valore della comunicazione.

Potrei fermarmi qui, lasciarti con questa riflessione che trovi spesso sui miei canali social. Per lavoro mi occupo di storie. In modo più pragmatico, aiuto business con un’anima a comunicare il proprio valore nell’emisfero digitale.

Parto da questa presentazione perché per stare online dobbiamo essere consapevoli. Avere una consapevolezza un po’ fuori dall’ordinario, che ti mostra la verità dietro una fotografia patinata che cozza con una didascalia al vetriolo; che ti stringe il cuore nella morsa della tenerezza tra una fotografia di adolescenti innamorati e una di cuccioli che muovono i primi passi in questo mondo che custodiamo in attesa del loro futuro.

Online c’è la vita vera

“Ma tu lo sai meglio di me, che ci lavori online, che la vita vera sta da un’altra parte.”
No, c’è la vita vera lì.”

Puoi percepirla su un piano differente, ma la verità è che online c’è vita. Uno dei pregiudizi più pericolosi in cui cadere è relegare la rete a una dimensione irreale, basata sulla falsità, sui miti di sedicenti guru ed esperti di settore. Una rete fatta di fake news, case da riviste di lifestyle, ricette per superare qualsiasi dolore, qualsiasi dramma, qualsiasi ostacolo. La risposta è lì, a portata di pochi click e una connessione. Quando parliamo di ciò che accade in rete, la vita vera è sempre altrove: ma non abbiamo capito nulla.

Online si creano connessioni, fioriscono amicizie, collaborazioni e amori.
Online parlano di te anche se non ci sei.

Online le persone acquistano, scelgono cosa guardare in tv la sera, quali locali frequentare, la prossima meta per le vacanze. Le persone parlano di politica, abbracciano cause di cui si fanno portavoce, azzardano piccole e grandi rivoluzioni, fanno cultura, si informano. Come può questo ecosistema di informazioni a cui ci appoggiamo ogni giorno non impattare sulla nostra vita offline? Come può non essere reale la scelta dell’acquisto di un libro consigliata dalla bookstagrammer di cui siamo diventate follower?

Non è la rete il problema ma come viene utilizzata. Perché per ogni bookstagrammer che fa il proprio lavoro ci sono decine e decine di bulli che distruggono vite; ci sono quelli che poi scendono in strada a gridare contro Carola Rackete insulti sessisti e non si risparmiano nemmeno online scagliandosi contro Greta Thunberg, per esempio.

Google è stato il primo colosso a fare qualcosa per salvaguardarci dall’impatto che ha la rete sulle nostre scelte di vita, sui nostri gusti, ma anche (e soprattutto) sulla nostra salute e i nostri investimenti economici. Informazioni su mutui, acquisti di case, agenzie immobiliari, acquisti di automobili e, in generale, acquisti di una certa entità; informazioni medico-sanitarie, sulla genitorialità e che possono influire sul benessere psico-fisico della persona; le consulenze sui principali problemi della vita che possono impattare sulla felicità degli utenti e sulle loro finanze future, come consulenze legali o finanziarie.
Tutto questo viene cercato, offerto, acquistato online.
Tutto questo è dannatamente reale anche se in apparenza crediamo che non lo sia.

Per approfondire: leggi #Luminol. La realtà rivelata dai media digitali, di Mafe De Baggis.

Sei ciò che condivi (e le persone che segui)

La verità è che online ci siamo noi.

Siamo quello che scegliamo di guardare, le persone che scegliamo di seguire, le fotografie a cui mettiamo i like su Instagram e i commenti che scriviamo. Siamo quello che condividiamo nelle stories seriali ogni giorno, le fotografie che pubblichiamo, gli articoli che scriviamo.

Siamo tutto ciò che immettiamo nel nostro ecosistema comunicativo, sia in modo attivo che reattivo. 

Se l’algoritmo smette di mostrare i tuoi contenuti e l’engagement crolla, chiediti il perché. Forse non ce l’ha con te. Forse non stai raccontando nulla che valga la pena di essere letto. Forse sono i tuoi follower a essere un pubblico disomogeneo fatto di amici e parenti e profili privati di cui tu non sai niente (ma loro, sanno tutto di te). Forse la tua comunicazione fa leva su emozioni negative: Paura, Rabbia, Disgusto, un po’ di sana polemica che non lasciano spazio a sentimenti positivi. Forse ti piangi sempre addosso e non ispiri mai gli altri, non dai loro un motivo per fermarsi a riflettere, sorridere, scriverti. Forse stai cadendo nelle trappole della comunicazione che allontanano le persone anziché avvicinarle a te.

Per approfondire: leggi l’articolo de Linkiesta Così i social ci hanno fottuto il cervello.

Online niente è gratis

Non lo sono i freebie che scarichi, le newsletter a cui ti iscrivi, i social che scegli di utilizzare. Paghi tutto in termini di tempo, energie e  informazioni personali che condividi in modo più o meno consapevole. Il tag dei luoghi in cui vai a mangiare o in vacanza; gli amici e le connessioni che crei sui social; i brand con cui decidi di vestirti o di arredare casa; i libri che leggi e i film che guardi; le cause che decidi di sostenere.

Ogni più piccola informazione e azione online va ad aggiungersi a un dossier su di te, sulle tue abitudini e attitudini. Sei sotto i riflettori anche quando credi di essere dietro le quinte.

Per approfondire: ascolta il podcast Siamo tutti content creator di Abisso Editoriale.

Ascolta “1.2 Siamo tutti content creator” su Spreaker.

 

Si può dare di più

Le emozioni avvicinano (o respingono) le persone. Quello che puoi fare è essere online in modo consapevole, portare la tua visione di un mondo migliore, immetere i tuoi valori nel business e nella comunicazione.
Scegli sempre da che parte stare: a volte, vale anche restare in silenzio.

Quando scegli di essere online devi avere qualcosa da raccontare alle persone.
Contano solo loro: le persone.
Cosa vuoi lasciare dietro di te?
Cosa vuoi  condividere?
Vuoi costruire strade e ponti o muri?

Credo nella gentilezza e in una comunicazione non urlata, fatta di pause e spazi vuoti.
Nei messaggi sussurrati, nelle parole che mostrano dettagli e fanno volare l’immaginazione.
Nello straordinario potere delle storie come luogo di incontro.
Credo in una comunicazione che offre valore, che dà risposte, non soluzioni.
Che crea connessioni, che si lascia attraversare dalle storie degli altri.

Che emoziona, ispira, che fa sorridere e commuovere, che si contamina con il vissuto degli altri. Puoi scegliere una comunicazione etica e di qualità anche quando stai promuovendo i tuoi prodotti.

Chiudi gli occhi e immagina: come vorresti essere ricordata? Quale segno vuoi che lasci il tuo business nel mondo? Quel segno, quella motivazione di profondo cambiamento, sono ciò che ti permetteranno di dare valore alla tua comunicazione online. Ogni giorno.

 

 

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